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n. 2883 - mercoledì 17 febbraio 2016

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Venturi: piano vaccini in dirittura di arrivo

Rossi spiega l'impegno della Toscana contro la meningite: non è pandemia, presto 1,5 milioni di vaccini

(Regioni.it 2883 - 17/02/2016) Il Piano nazionale vaccini ha già ottenuto l'ok dalla Conferenza delle Regioni nei mesi scorsi e ora è al vaglio del ministero dell'Economia “che è normale che lo valuti e ne verifichi i costi. Poi verrà iscritto all'ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni, e secondo me siamo in dirittura d'arrivo”, così Sergio Venturi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul Piano vaccini che introduce un nuovo calendario per la profilassi delle malattie infettive gratuita in tutto il territorio nazionale, senza differenze tra Asl. Venturi ricorda che già i tecnici delle Regioni avevano valutato in oltre 200 milioni il costo del nuovo Piano vaccini.
Intanto la Regione Toscana sta affrontando l’emergenza meningite. Il presidente Enrico Rossi rispondendo a Skytg24 sui casi registrati di persone infettate dall'inizio del 2015 ha spiegato che “il fenomeno va ricondotto alle sue dimensioni, altrimenti si rischia di dichiarare una pandemia o suscitare del panico e questo sarebbe sbagliato. Nel 2015 abbiamo avuto questi casi, ma abbiamo avuto 7 morti, che ognuno singolarmente preso è un episodio gravissimo, ma su una popolazione di 3,7 milioni di abitanti è di una dimensione, dal punto di vista medico, quasi statisticamente irrilevante”. Venendo al 2016, ha aggiunto, “questa volta abbiamo già avuto 10 casi, per ora i morti sono stati 3, il ritmo sembrerebbe più incalzante rispetto all'anno scorso. È stato giusto intervenire in modo massivo, come stiamo intervenendo". Peraltro, il problema “riguarda alcune zone della Toscana, anche a questo non sanno dare una spiegazione i medici". La scelta della Regione è stata quella di ricorrere a “1,5 milioni di vaccini, che ci costeranno 25 milioni di euro, sembra la misura più adeguata concordata anche fra l'assessore e il ministro".
Il Presidente ha poi indirizzato un duplice invito ai medici di famiglia e ai pazienti: “rivolgo un appello ai medici di famiglia, laddove ci sono loro a vaccinare il problema delle code non c'è. Faccio appello anche ai cittadini, che sono particolarmente preoccupati, il vaccino va fatto. Tante cose avvenute negativamente nella sanità italiana” sono collegate “con quella caduta del 30% di copertura che avemmo quando fu gestito in un modo non corretto la campagna per le vaccinazioni anti-influenzali" ha ricordato il presidente della Toscana. Questo ha aumentato la mortalità in maniera pesante. Quindi, attenzione a scherzare con le campagne vaccinali, perché i vaccini funzionano e sono sicuri”. In coda alla propria partecipazione alla trasmissione di approfondimento, il presidente della Giunta regionale ha voluto ringraziare la sanità toscana, perché “non c'è mai stato un caso di un fenomeno di trasmissione da una persona infettata da
L'assessore toscano alla Salute Stefania Saccardi illustrando la campagna straordinaria di vaccinazione contro il meningococco C ha assicurato che “tutti i cittadini che lo vorranno potranno vaccinarsi, in questa settimana sono in arrivo 350.000 dosi di vaccino. Ancora una volta chiedo la collaborazione di medici di famiglia e pediatri”.
“Come Regione Toscana - ha aggiunto - abbiamo messo in campo tutte le misure, le energie e le risorse necessarie per far fronte a questa che, ripeto ancora una volta, non è un'epidemia, ma comunque una situazione straordinaria”.
Il 16 febbraio il Presidente Rossi ha illustrato la delibera con cui la giunta regionale ha messo nero su bianco le misure straordinarie per far fronte ai casi di meningite verificatesi negli ultimi tempi. Contro la meningite “vaccineremo 1,5 milioni di toscani, ma credo che sia giusto anzitutto fare un appello ai cittadini alla calma, perché il fenomeno – ha ribadito - non giustifica che si parli di pandemia o di altro. Le nostre sono misure cautelari, ancor prima che preventive”.
Come già annunciato, sarà estesa la vaccinazione gratuita a tutti, anche agli over 45, nella Toscana centrale e sarà ridotto il ticket (da 58,23 a 45,52 euro) per chi ha più di 45 anni e vorrà vaccinarsi nel resto della regione. Solo nel 2016 in Toscana la meningite ha fatto tre morti su 12 casi registrati, 10 dei quali da meningococco C. Per facilitare la massiccia vaccinazione, da Rossi è arrivato anche un forte appello ai medici di famiglia “perché - ha detto - laddove i vaccini sono erogati da loro non ci sono le code agli ospedali. Se i medici di famiglia, come in alcune zone, si impegnano la cosa va molto più liscia”, ha aggiunto.
Per far fronte alla campagna straordinaria, ha riferito l'assessore al diritto alla Salute Stefania Saccardi, in settimana, sono già in arrivo altre 350 mila dosi di vaccino perché “tutti coloro che vorranno potranno tranquillamente vaccinarsi”. Chi lo desidera potrà chiedere al proprio medico di famiglia, se aderisce volontariamente alla campagna, oppure telefonare al Cup delle Asl dove i tempi di attesa con l'arrivo di nuovi vaccini, rispetto ad alcuni giorni fa, si sono ulteriormente ridotti.
Con il provvedimento adottato dalla Toscana è stato anche istituito un gruppo di lavoro per il monitoraggio delle misure predisposte e sono stati approvati due protocolli di studio. Non sarà indifferente il costo delle misure messe sul tappe: "Il governo - ha detto il presidente Rossi - ci ha promesso qualche finanziamento. Alla fine spenderemo 25 milioni”.
Grazie anche all'aiuto di Aifa, in Toscana “nei giorni scorsi sono arrivate 150.000 dosi di vaccino antimeningite e ne sono in arrivo altre 300.000, tra mono e tetravalente. Complessivamente abbiamo stanziato risorse per acquistare altre 800.000 dosi con l'obiettivo di coprire almeno 1,5 milioni di persone”, ha riferito l'assessore toscano al diritto alla salute, Stefania Saccardi, in una comunicazione al Consiglio regionale. Saccardi ha ricordato che il 16 febbraio "è stata portata in Giunta regionale una delibera che stanzia 15 milioni di euro per l'acquisto dei nuovi vaccini. Questo perché abbiamo scelto la strada della vaccinazione massiccia a causa dell'incertezza sulla diffusione del batterio”. La vaccinazione, ha ricordato, “oggi è il metodo più efficace, nel 95% dei casi, contro il batterio”.
Sempre in ambito di vaccinazione, ma sul fronte “rotavirus”, sonol sttai diffusi i risultati di un'indagine condotta da Datanalysis su un campione di 500 genitori che hanno avuto il bambino ricoverato per l'infezione: ogni due ore nei pronto-soccorso degli ospedali italiani viene ricoverato un bambino con infezione da rotavirus. I sintomi sono diarrea acuta (nel 48% dei casi), grave debilitazione e disidratazione nel 29%, vomito nel 12%. E nella stragrande maggioranza dei casi questi ricoveri si verificano nei primi 2 anni di vita, quando la perdita di liquidi e Sali minerali diventa significativa in rapporto al peso del bambino.
L'indagine, presentata a Milano, è stata commentata da specialisti come Susanna Esposito, direttore della Clinica pediatrica dell'Ospedale Maggiore di Milano e Paolo Bonanni, docente di Igiene all'Università di Firenze, per i quali “ciò che più conta è il troppo limitato ricorso alla vaccinazione”. Secondo i risultati dello studio, il 76% cento dei genitori non sa che esiste un vaccino orale protettivo. E tra quanti lo sapevano, poco più di uno su tre non ha considerato il vaccino 'importante' perché non obbligatorio; uno su quattro ha confessato di aver 'paura' dei vaccini e nel 27 per cento dei casi il problema sarebbe da attribuire all'aspetto economico, perché il vaccino era disponibile solo a pagamento.
Ma a fronte di questi dati la vaccinazione anti-rotavirus ha “un rapporto costo/efficacia assolutamente favorevole – afferma Susanna Esposito - e va raccomandata. Dovrebbe essere offerta gratuitamente e attivamente; l'ideale sarebbe per esempio farla eseguire dai pediatri di famiglia in occasione dei primi bilanci di salute. L'impatto positivo sul numero di casi e sull'assistenza - secondo Esposito - sarebbe enorme”.
Lo dimostra il caso di due regioni italiane, la Sicilia e la Calabria, che hanno implementato questa vaccinazione e in cui si è riscontrata una riduzione di casi e di conseguenti ricoveri ospedalieri già dal primo anno di vaccinazione. In particolare, dopo solo 12 mesi di vaccinazione in Sicilia, pur con coperture vaccinali non ancora elevate, si è registrata una riduzione superiore al 50% delle ospedalizzazioni nell'età più interessata alla vaccinazione (0-11 mesi).
 


( red / 17.02.16 )
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