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Regioni.it

n. 2884 - giovedì 18 febbraio 2016

Sommario
- Migranti: Bonaccini e Fassino, si convochi tavolo Governo-Regioni-Comuni
- Comuni ad alta tensione abitativa: una proposta e un aggiornamento
- Bressa: ripensare la Conferenza Stato-Regioni
- Corte dei Conti: inaugurazione anno giudiziario
- Spiagge: aperto tavolo con Governo sulla Bolkestein
- Umbria: Marini assegna deleghe sanità all'assessore Bartolini

Audizione alla Commissione bicamerale per le questioni regionali

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Bressa: ripensare la Conferenza Stato-Regioni

(Regioni.it 2884 - 18/02/2016) “La riforma del Titolo V costringe a un ripensamento dell'attuale Conferenza Stato-Regioni. La nuova architettura istituzionale aumenterà il bisogno di una sede politica in cui Stato e Regioni possano confrontarsi sulle politiche nazionali, sulle loro priorità e sulle scelte necessarie per attuarle”, ne è convinto il sottosegretario agli Affari Regionali, Gianclaudio Bressa, che ha affrontato il tema durante un'audizione in commissione bicamerale per le questioni regionali, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, con particolare riguardo al sistema delle conferenze.
“Penso a una conferenza intergovernativa di natura eminentemente politica tra Stato e Regioni - ha chiarito Bressa - che preveda, nella sua composizione, anche rappresentanti dell'ente comunale, quale il presidente nazionale dell'Anci. Il modello a cui si potrebbe tendere è quello di una Conferenza degli Esecutivi, composta dal presidente del consiglio dei ministri e dai Presidenti delle giunte regionali e delle due province di Trento e Bolzano, il cui peso politico si misurerà con la capacità di influenzare l'attività del Parlamento in cui le Regioni saranno pienamente rappresentate.
La natura prettamente politica della nuova Conferenza degli Esecutivi non esclude, però, con i dovuti aggiustamenti, l'attuale sistema delle conferenze, che andrebbe ripensato attraverso un'organizzazione reticolare: al centro la Conferenza degli Esecutivi e intorno ad essa - ha concluso il sottosegretario - l'attuale sistema delle Conferenze, alle quali resterebbe attribuita, opportunamente ridefinita, in un quadro costituzionalmente mutato, la funzione dell'intesa, come strumento per rendere effettivo il principio di collaborazione".
“Nell'ipotesi che ho prefigurato il confronto tra governo e regioni sarebbe immediato, cioè tra tutti i governatori e il presidente del consiglio dei ministri, eventualmente anche alla presenza dei ministri interessati a quella particolare sessione”, ha proseguito il sottosegretario
“Questi incontri potrebbero tenersi due volte l'anno – ha aggiunto Bressa - ad esempio nei primissimi mesi e prima della legge di stabilità". Tutto ciò perché "con la riforma costituzionale si entra in un'altra dimensione, in cui c'è il Senato - ha sottolineato - che svolge la funzione legislativa a pieno titolo con il coinvolgimento del sistema delle regioni e delle autonomie”.
“Il nuovo sistema delle conferenze deve essere – secondo Bressa - il luogo dove si sanciscono le intese, che rimangono lo strumento migliore possibile per garantire una leale collaborazione tra governo centrale e esecutivi territoriali. Ovviamente il meccanismo delle intese va reso più agile e va soprattutto rapportato - ha aggiunto Bressa - alla nuova dimensione del Senato". Le attuali conferenze rimarranno, ha chiarito il sottosegretario, "ma con questi aggiustamenti. Come si sa stiamo già lavorando per razionalizzare tutto il sistema delle conferenze e tutto sarà più chiaro - ha concluso – quando avremo il nuovo sistema parlamentare, quando quindi il nuovo Senato alleggerirà di almeno il 50% l'attività delle attuali conferenze”.
E’ chiaro che il nuovo scenario porrà “il primo presidente del nuovo Senato delle autonomie” di fronte a “grandi responsabilità, perché inevitabilmente le scelte che farà avranno degli effetti sul lavoro futuro che quella parte del Parlamento sarà chiamato a svolgere”. L’ultima riflessione del sottosegretario è invece dedicato ai futuri equilibri “logica vorrebbe che nel nuovo Senato delle autonomie - ha detto il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, rispondendo a una domanda durante un'audizione in Commissione bicamerale per le regioni - non ci fossero formazioni politiche e venisse invece organizzato per territori”.



( red / 18.02.16 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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