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Regioni.it

n. 2917 - giovedì 7 aprile 2016

Sommario
- Bonaccini:"sistema conferenze" va riformato, non abbandonato
- Il "sistema delle Conferenze" alla luce della riforma della Costituzione
- Istat: Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo
- Aeroporti minori e voli low cost: Delrio incontra Abruzzo e Sardegna
- Difesa coste: firmato protocollo tra Regioni e ministero Ambiente
- Associazionismo comunale: tabella risorse regionali 2015

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Istat: Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo

(Regioni.it 2917 - 07/04/2016) L’Istat pubblica “Noi Italia edizione 2016“. Si tratta di una raccolta di dati nei principali settori portanti del sociale e della nostra economia.
Il nostro istituto di statistica in particolare spiega che "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo" offre una “selezione di indicatori statistici che spaziano dall’economia alla cultura, al mercato del lavoro, alle condizioni economiche delle famiglie, alla finanza pubblica, all’ambiente, mettendo in luce le differenze regionali che caratterizzano l’italia e la sua collocazione nel contesto europeo”.
In Europa siamo il quarto paese per importanza demografica dopo Germania, Francia e Regno Unito. Oltre un terzo della popolazione italiana è concentrata in tre regioni: Lombardia, Lazio e Campania e il Mezzogiorno è l'area più popolata del Paese anche se è cresciuta meno nel periodo 2004-2014.
Tra gli altri dati resi noti dall’Istat c’è quello degli stranieri residenti nel nostro Paese: all'inizio del 2015 risiedono in Italia oltre 5 milioni di cittadini stranieri (1,9% in più rispetto all'anno precedente) che rappresentano l'8,2% del totale dei residenti.
Sempre nel 2014 si riscontra una riduzione dei nuovi ingressi, che ha riguardato soprattutto il Nord-est, mentre nel Mezzogiorno si è registrato un aumento (quasi 8mila in più), a seguito soprattutto degli arrivi per mare di persone in cerca di protezione internazionale.
La Pubblica amministrazione italiana nel 2014 spende circa 13,5 mila euro per abitante, un valore leggermente superiore a quello medio dell’Ue28. Tra le grandi economie dell’Unione, Francia, Germania e Regno Unito presentano livelli più elevati, mentre la Spagna spende meno dell’Italia.
Tra l’altro il rapporto evidenzia come il nostro Paese sia un posto dove ci si sposa poco, si fanno pochi figli e ci siano tanti anziani. Inoltre il Pil pro capite nel Mezzogiorno è pari a 16.761 euro ed è quasi la metà di quello del Nord.
La povertà relativa coinvolge circa un decimo delle famiglie e quella assoluta il 5,7%, e sono oltre 2,3 milioni (il 25,7%) i giovani non inseriti in un percorso scolastico o formativo e che non sono impegnati in un'attività lavorativa.
Nel 2014 continua il calo nella produzione di rifiuti urbani, 487,8 Kg per abitante, circa 3 kg in meno rispetto all’anno precedente. A livello territoriale, le maggiori quantità di rifiuti urbani si raccolgono nelle regioni del Centro Italia. Prosegue la riduzione di rifiuti raccolti e smaltiti in discarica, nel 2014 sono 153,5 kg per abitante, 27,7 in meno rispetto al 2013. Le migliori performance si registrano per la provincia autonoma di Bolzano, la Lombardia e il Friuli-Venezia Giulia.
Si notano differenze territoriali anche per quanto riguarda la sicurezza e la criminalità. L’incidenza maggiore di omicidi continua a registrarsi in Calabria, la Campania si conferma la regione con il valore massimo di rapine, mentre il Centro-Nord presenta i tassi più elevati per i furti denunciati.
È di sesso femminile il 31,1% delle vittime di omicidio, nel 55% circa dei casi l’assassino è il partner o ex partner (dati 2014). A livello territoriale, l'Umbria e la Toscana presentano la percentuale più alta di vittime donne.
Nel 2013 la spesa pubblica in istruzione incide sul Pil per il 3,6% a livello nazionale, raggiunge il 6,0% nel Mezzogiorno - dove è più numerosa la popolazione in età scolare - e scende al 2,7% al Nord-ovest, unica ripartizione in cui l’incidenza della spesa è leggermente aumentata.
Nel 2013 la spesa per ricerca e sviluppo aumenta in Italia sia in termini assoluti sia in rapporto al Pil (1,31%). Tale valore è inferiore a quello medio europeo (2,03%), ancora distante dall’obiettivo nazionale della Strategia Europa 2020 (1,53%) e dal target europeo del 3%.
La totalità delle regioni del Centro-Nord ha livelli di uso di Internet superiori al valore nazionale, nel Mezzogiorno la quota è invece più bassa. La posizione nazionale è decisamente inferiore alla media Ue28 (75% nel 2014), solo Bulgaria e Romania registrano una quota più contenuta.
Nel 2015 risultano occupate oltre 6 persone in età 20-64 anni su 10, ma è forte lo squilibrio di genere a sfavore delle donne (70,6% gli uomini occupati, 50,6% le donne) come il divario territoriale tra Centro-Nord e Mezzogiorno.
Nel settore del turismo in Italia ci sono 158.412 esercizi ricettivi con più di 4,8 milioni di posti letto, in crescita rispettivamente dello 0,6% e del 2,6% sul 2013. L’offerta italiana è superiore a quelle di Germania, Spagna e Francia, ma inferiore, tra le altre, all’offerta di Croazia, Austria e Grecia.
Nel contempo l’Italia è tra i paesi dell’Unione a più bassa intensità autostradale, ben lontana dai valori di Spagna, Francia e Germania.
Per quanto riguarda invece il settore della salute e delle politiche sociali, l’Istat rileva che nel 2013 la spesa sanitaria pubblica si attesta intorno ai 2.400 dollari pro capite a fronte degli oltre 3.000 spesi in Francia e Germania. La quota di spesa sanitaria privata è pari al 22,6% del totale, inferiore di oltre un punto percentuale rispetto a quella tedesca ma superiore a quella francese.
I tumori e le malattie del sistema circolatorio sono le patologie per cui è più frequente il ricovero ospedaliero. Ma il ricorso al ricovero è in progressiva riduzione perché sempre più spesso le persone sono curate in contesti assistenziali diversi dagli ospedali (day hospital o ambulatori). Nel 2013 i ricoveri per le malattie circolatorie e i tumori si confermano più elevati nelle regioni del Centro, rispettivamente 2.044,6 e 1.212,6 per 100mila abitanti.
In Italia la mortalità per tumori e malattie del sistema circolatorio è inferiore alla media europea; nel 2012 i decessi per queste cause sono stati rispettivamente 27,0 e 34,4 ogni 10mila abitanti. Nel Mezzogiorno la mortalità per tumori è inferiore alla media nazionale, mentre è più elevata quella per malattie del sistema circolatorio.
Il tasso di mortalità infantile, importante indicatore del livello di sviluppo e benessere di un paese, continua a diminuire; nel 2013 in Italia è di 2,9 per mille nati vivi, tra i valori più bassi in Europa.
Nel 2014 si riducono i consumatori di alcol a rischio (15,5%), i fumatori (19,5%) e le persone obese (10,2%). A livello territoriale la quota più alta di consumatori di alcol si ritrova nel Centro-Nord mentre l’obesità è più diffusa nel Mezzogiorno.
In Italia la spesa per la protezione sociale nel 2013 è circa il 30% del Pil mentre il suo ammontare per abitante sfiora gli 8mila euro l’anno. All’interno della Ue28, l’Italia presenta valori appena superiori alla media, sia in termini pro capite sia di quota sul Pil. In quest’ultimo confronto, i valori più elevati si registrano in Francia (33,7%), quelli più contenuti in Lettonia (14,4%).
La spesa per prestazioni sociali (19,5% del Pil nel 2013; 5.208 euro pro capite) è solo in parte coperta dai contributi sociali (14,2% del Pil) come emerge dall'indice di copertura previdenziale inferiore a 100 e in progressiva diminuzione dal 2008. Rispetto al 2012 è aumentata, invece, l'incidenza sul Pil della spesa per le pensioni (16,9%).

Noi Italia: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo. Edizione 2016 - 07.04.2016



( gs / 07.04.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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