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Regioni.it

n. 2922 - giovedì 14 aprile 2016

Sommario
- Bonaccini: molto positivo l’incontro con Cantone e Gutgeld
- Cantone: ridurre le stazioni appaltanti
- Giornata utile con Cantone e Gutgeld
- Garavaglia sul Def: servono benefici per fare investimenti
- Atti della Conferenza Unificata del 31 marzo
- Atti della Conferenza Stato-Regioni del 31 marzo

+T -T
Garavaglia sul Def: servono benefici per fare investimenti

Toti: non serve al Paese per ripartire; Zaia: visione centralista

(Regioni.it 2922 - 14/04/2016) La Conferenza delle Regioni del 14 aprile ha iniziato ad analizzare il Documento di economia e finanza. E sul tema Def è intervenuto il coordinatore della Commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia, spiegando che la vera sfida sarà la crescita.
“Il Def è un documento ambizioso – afferma Garavaglia - soprattutto per la parte relativa alla crescita, e quella sarà la sfida vera, ovvero riuscire a rispettare quei numeri. Per quanto riguarda il comparto Regioni, abbiamo evidenziato il contributo che danno in termini di finanza pubblica e di contenimento della spesa pubblica, che vale 2,2 miliardi quest'anno, sale a 6,2 miliardi il prossimo anno per diventare quasi 7,8 nel 2018. Alla luce di questo chiediamo che la flessibilità aggiuntiva che l'Italia ottiene dall'Europa consenta di avere dei benefici al comparto Regioni per fare investimenti”.
Per Garavaglia “le richieste delle Regioni sono assolutamente ragionevoli: c'è la revisione della norma di contabilità sul pareggio di bilancio, le Regioni sono in pareggio di bilancio dal 2015, mentre lo Stato centrale lo rinvia al 2019. Si consenta quindi al comparto Regioni di fare investimenti. La richiesta delle Regioni è che, tenuto conto del contributo dato, abbiano una quota di flessibilità. Infine, un'altra questione riguarda il fondo pluriennale vincolato”.
“Quindi - ribadisce Garavaglia - diciamo allo Stato: ok questa flessibilità aggiuntiva che ottieni dall'Europa, ma consenti benefici alle Regioni per fare investimenti”.
"Io penso che il Def, il Documento di economia e finanza, - sottolinea il presidente della regione Veneto, Luca Zaia - vada nella direzione di una visione neocentralistica che è anacronistica. Anche il Def va in questa direzione, come ci va la modifica della Costituzione, così come tutte le politiche che il Governo mette in piedi”.
“La mia prima valutazione sul Def – afferma il vicepresidente della Conferenza delle Regioni e presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - è piuttosto brutta. Mi sembra che perda pezzi prima di partire, già le stime di crescita vengono ridimensionate dai principali organismi internazionali, la spesa pubblica sale, le tasse secondo le associazioni di categoria salgono”. Toti quindi aggiunge che “non è il Documento di economia e finanza che serve al Paese per ripartire".
Per Toti “ci sarà bisogno di più tempo per parlarne, oggi abbiamo affrontato altri temi più impellenti”.



 


( gs / 14.04.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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