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Regioni.it

n. 2924 - lunedì 18 aprile 2016

Sommario
- I risultati della consultazione referendaria del 17 aprile
- Referendum su trivellazioni: commenti dei Presidenti delle Regioni
- DEF 2016: "nota" di osservazioni
- UE discute il 'migration compact' dell'Italia
- Banca d’Italia: audizione sul Def; bene obiettivo riduzione debito
- Consiglio dei ministri del 15 aprile esamina alcune leggi regionali

+T -T
Banca d’Italia: audizione sul Def; bene obiettivo riduzione debito

Tensioni geopolitiche potrebbero ripercuotersi sulla fiducia di famiglie e imprese

(Regioni.it 2924 - 18/04/2016) Per la Banca d’Italia l’economia è ancora in una fase fragile, quindi con forti rischi, e lo scenario programmatico del Def “non può dirsi poco plausibile, ma resta il rischio di evoluzioni meno favorevoli”.
Lo ha spiegato il vicedirettore generale Federico Signorini in audizione al Parlamento sul Def davanti alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato: “un Paese con alto debito pubblico è esposto a rischi elevati in caso di shock avversi all'economia”.
Signorini afferma che “le tensioni geopolitiche potrebbero ripercuotersi sulla fiducia di famiglie e imprese. I mercati finanziari restano soggetti a una forte volatilità”.
Nel Documento di economia e finanza (DEF) si stima che nel 2016 il PIL dell’Italia aumenti dell’1,2 per cento; la previsione è stata rivista al ribasso di 0,4 punti percentuali rispetto a quanto indicato in autunno. In particolare, viene meno l’impulso degli scambi con l’estero, in deciso rallentamento, ma “accelera la domanda interna. I consumi beneficiano della ripresa del reddito disponibile e del miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro; gli investimenti tornano a crescere anche nel settore delle costruzioni, dopo nove anni consecutivi di calo. L’inflazione al consumo è solo marginalmente positiva (0,2 per cento), data soprattutto la flessione dei prezzi dei beni energetici importati; i prezzi interni – misurati con il deflatore del PIL – aumentano dell’1,0 per cento, con una lieve accelerazione rispetto all’anno precedente”.
Si ritiene comunque positivo che sia stato confermato l'obiettivo di avviare la riduzione del debito a partire da quest'anno, ma, sottolinea Signorini, “i margini non sono ampi”.
Inoltre se si vuole “mantenere e consolidare la fiducia dei mercati è importante conseguire, nel corso del tempo, una riduzione del debito chiara, visibile e progressiva”. Peraltro sottolinea Signorini che occorre “completare il programma di riforme credibilmente avviato, a sostegno delle prospettive di sviluppo dell'economia”.
Resta sempre necessario monitorare i conti pubblici: “per garantire il raggiungimento dell'obiettivo, sarà necessario mantenere durante l'anno uno stretto monitoraggio dei conti pubblici”.
“E' un fato positivo che, nonostante il peggioramento delle proiezioni di crescita, sia stato confermato l'obiettivo di avviare la riduzione del debito a partire da quest'anno”.
“La pressione fiscale – rileva Signorini - è diminuita dal 43,2% del 2014 al 42,9% nel 2015; è tuttavia rimasta superiore, per circa 2,5 punti percentuali, alla media registrata nel decennio precedente la crisi dei debiti sovrani”.
Secondo le stime della Banca d’Italia con il Jobs Act “la revisione della disciplina dei rapporti di lavoro ha contribuito, al pari della decontribuzione in vigore dal gennaio del 2015, a raddoppiare la probabilità che un contratto a tempo determinato venga convertito in uno a tempo indeterminato”.
Sempre Signorini afferma che “la nuova disciplina ha dato anche un contributo non trascurabile all'espansione dell'occupazione”. Secondo Signorini, inoltre, “andrà considerata con attenzione l'opportunità di prevedere riduzioni permanenti del cuneo fiscale, a beneficio della crescita dell'occupazione”.
Nel 2015 l’indebitamento netto si è collocato al 2,6 per cento del prodotto, come previsto dal Governo nel DEF dello scorso anno. La riduzione rispetto al 2014 (0,4 punti percentuali) è riconducibile al calo della spesa per interessi (al 4,2 per cento), mentre l’avanzo primario è rimasto stabile all’1,6 per cento del PIL: sia le entrate complessive sia le spese primarie si sono ridotte di 0,3 punti percentuali del prodotto.
Per quanto riguarda le previsioni dei conti pubblici nel quadriennio 2016-19, le stime tendenziali della Banca d’Italia sono che “a legislazione vigente l’indebitamento netto scenderebbe dal 2,6 per cento del PIL del
2015 al 2,3 nel 2016, all’1,4 nel 2017 e allo 0,3 nel 2018; nel 2019 si registrerebbe invece un avanzo, pari allo 0,4 per cento del prodotto”.

 

 

Audizione di Luigi Federico Signorini, preliminare all'esame del Documento di economia e finanza 2016 - 18.04.2016



( gs / 18.04.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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