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Regioni.it

n. 2926 - mercoledì 20 aprile 2016

Sommario
- Conferenza Stato-Regioni convocata per il 21 aprile
- Riforma P.A.:l'iter della concertazione sui provvedimenti della legge Madia
- Cresce la produzione di elettricità da impianti bioenergetici
- Riforme costituzionali: presentate richieste di referendum
- Coldiretti a difesa del Made in Italy agroalimentare
- Immigrazione: Assessori incontrano Presidente della Regione Attica

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Immigrazione: Assessori incontrano Presidente della Regione Attica

Rena Dourou si è confrontata con la commissione della Conferenza delle Regioni

(Regioni.it 2926 - 20/04/2016) “Un incontro interessante e proficuo” così Maria Lo Bello (Assessore della Regione Siciliana e Coordinatrice della Commissione Immigrazione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome) ha riassunto l’esito del confronto con la Presidente dell’Attica, Rena Dourou. Una “sessione” al femminile, caratterizzata dalla presenza di cinque assessori donne e precisamente, oltre a Maria Lo Bello, da Serena Angioli (Regione Campania), Flavia Franconi (Regione Basilicata), Rita Visini (Regione Lazio) e Monica Cerutti (Regione Piemonte). L’occasione ha consentito di affrontare compiutamente alcuni problemi comuni tra le Regioni greche e quelle italiane in materia di immigrazione, tanto che dalla riunione è emersa l’ipotesi della presentazione di un documento comune delle Regioni mediterranee da presentare all’Unione Europea.
Rena Dourou ha parliato di fatti evidenti che in quanto tali finiscono spesso per essere rivoluzionari ed è in fondo rivoluzionario che in pochissimo tempo si sia organizzato questo incontro, mossi dalla necessità di creare un’alleanza per intraprendere iniziative concrete comuni e conseguire risultati tangibili nel settore della immigrazione.
Per la presidente dell’Attica è possibile ed anzi necessario, partendo forse proprio da queste problematiche rilanciare le idee fondanti della Unione Europea, basate su democrazia e umanesimo. L’incontro bilaterale tra l’Attica e i rappresentati delle Regioni italiane ha avuto - secondo la Dourou - un triplice obiettivo: migliorare l’informazione; realizzare uno scambio di best practices e di proposte; avviare un migliore coordinamento per azioni di utilità comune.
Traguardi che per Rena Dourou è possibile raggiungere solo ad alcune condizioni e cioè che si comprenda di più a livello nazionale e a livello europeo la dimensione regionale dell’immigrazione, occorre far capire che la gestione dei flussi migratori passa attraverso i territori: le Regioni e gli Enti locali. Sono insomma i municipi e le Regioni ad essere in prima linea nell’organizzare le strutture ma anche a livello economico. Sono le Regioni che conoscono le diverse realtà locali e le loro effettive possibilità di ospitalità ed integrazione. Ecco perché è necessario, ha sottolineato la presidente dell'Attica - superare il paradosso per cui i Governi nazionali chiedono di realizzare le politiche per l’immigrazione, ma a livello europeo il ruolo delle Regioni non è riconosciuto, è quasi inesistente. Probabilmente da questa mancanza di conoscenza trae forza la paura e scaturiscono decisioni che innalzano confini, creano muri, limitano la circolazione, fattori che violano il trattato di Schengen.
Un deficit informativo sul ruolo delle Regioni che Rena Dourou ha riscontrato anche durante incontri ufficiali con i vertici delle Istituzioni europee anche per quanto riguarda l’organizzazione di secondo livello, ovvero quell’insieme di interventi successivo alla prima gestione della emergenza.
Anche la partecipazione comune ad associazioni regionali europee può offrire una ulteriore possibilità per azioni comune e maggiore coordinamento nell’ottica di una risposta europea e collettiva e per una gestione dei flussi migratori equa e solidale. Occorre far comprendere che il problema dei profughi non è di competenza di questa o quella Regione di turno, ma è evidentemente un problema dell’Europa intera. Per Rena Dourou l’Italia in quanto Paese fondatore e in virtù dell’acquisita esperienza nell’accoglienza dei profughi, può svolgere e svolge un ruolo trainante come dimostra la lettera scritta dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sulla necessità di una gestione organizzata e strategica dei flussi migratori: il ruolo dell'Italia – ha spiegato Rena Dourou – è importante non solo nella gestione della crisi, ma anche nella costruzione di una politica coesa. Non ci può essere, secondo la Presidente dell’Attica, né una efficace gestione a breve termine, né una pianificazione a lungo termine se non verrà preso in maggiore considerazione il ruolo delle Regioni.
Sulla necessità di un costante scambio delle buone pratiche ha insistito particolarmente Maria Lo Bello, Coordinatrice della Commissione Immigrazione per la Conferenza delle Regioni e Assessore della Regione Siciliana che ha ricordato come il coordinamento degli assessori stia lavorando alacremente con il Governo italiano soprattutto con il Ministero dell’Interno per esportare ed importare buone prassi. Lo Bello ha poi fatto riferimento ai grafici e ai dati più recenti diffusi proprio dal Ministero, in particolare sull’andamento dei flussi migratori nel quadriennio 2013-2016 da cui risulta evidente la progressiva crescita dei flussi migratori, anno dopo anno, che nel 2015 hanno superato abbondantemente le centomila unità e che finiranno per far registrare un incremento ancora più evidente nel 2016. Durante l’incontro ci si è confrontati anche sui costi della ricezione e sulla necessità di limitare il tempo di permanenza degli ospiti nei centri di prima accoglienza, che oggi è ancora molto lungo. Significativo è anche il quadro relativo ai porti in cui sbarcano i migranti che nelle prime sei posizione registrano l’impegno di strutture portuali siciliane, quasi a dimostrazione, ha commentato Lo Bello, che tutta l’Isola è un po’ Lampedusa.
L’occasione ha anche consentito all’Assessore Lo Bello di presentare le diverse posizioni assunte dalla Conferenza delle Regioni proprio in materia di immigrazione e le intese siglate con il Governo. Infine la Coordinatrice della Commissione Immigrazione ha fatto riferimento ai dati allarmanti relativa ai minori non accompagnati che impongono nelle scelte politiche una maggiore adesione all’etica delle responsabilità.
L’Assessore Flavia Franconi della Regione Basilicata (che ha la  delega sia per le politche sociali che per la sanità) ha rappresentato le difficoltà delle Regioni chiamate a gestire il tema della seconda accoglienza, dopo la fase emergenziale, laddove la presenza dei migranti deve essere proporzionale al numero degli abitanti per evitare situazioni di tensione sociale. Considerando anche, come ha fatto la Basilicata, l’esigenza di case speciali riservate alle donne e ai bambini. Attenzione particolare anche alle questioni sanitarie, necessità di offrire ai migranti vaccinazioni fondamentali e alla esigenza di corsi per il personale sanitario per affrontare patologie che si stanno riproponendo anche nel nostro Paese.
L’Assessore della Campania, Serena Angioli, dopo aver ricordato la specificità della propria delega alla cooperazione, ha voluto sottolineare il contributo che può arrivare da una Regione che può farsi comunità e che ha un dovere di garanzia verso il profugo soprattutto in una situazione di assenza familiare. L’Assessore della Regione Campania ha valutato positivamente l'idea di proporre in questa logica il problema in Europa, anche per favorire lo scambio di idee e proposte per quanto può riguardare il contribuito che possono fornire le giovani generazioni per una diversa sensibilizzazione rispetto a questi temi e quindi per una nuova politica. Si può lavorare per il multiculturalismo ed anche il Comitato delle Regioni può su questo versante svolgere un ruolo fondamentale. Una considerazione particolare riguarda poi il discorso della seconda accoglienza in particolare verso le aree interne dove una esigenza può diventare opportunità per contrastare fenomeni di spopolamento. Angioli ha poi fatto riferimento a problemi normativi che emergono nel medio e lungo periodo soprattutto per chi è chiamato ad affrontare non solo la prima accoglienza, ma la permanenza dei migranti.
La presidente della Regione Attica ha incontrato anche il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ed ha potuto constatare la disponibilità alla costruzione di un documento congiunto con le altre Regioni, a sottolinearlo nel corso dell’incontro è stato l’Assessore Rita Visini. La Regione Lazio è in prima fila nella seconda accoglienza, tema che viene affrontato attraverso la partecipazione ai tavoli presentati alle prefetture. Per quanto riguarda invece la prima accoglienza, si lavora ad una ospitalità diffusa, anche attraverso il coinvolgimento dei piccoli comuni in modo da rendere più sostenibile il carico dei CARA. Certo c’è da affrontare diverse difficoltà, anche culturali perché la popolazione è spesso impaurita, ma la situazione sta migliorando grazie ad una maggiore consapevolezza delle ragioni di chi fugge in particolare da Paesi in guerra.
E’ sicuramente utile ed opportuno, secondo l’Assessore della Regione Piemonte Monica Cerutti, costruire un coordinamento tra Regioni Europee e il Piemonte sta cercando di fare la sua parte, migliorando i centri SPRAR, ma il tema di una migliore informazione è centrale, così come un utilizzo più efficace dei fondi strutturali anche rispetto alle possibilità di eventuali inserimenti nel mondo del lavoro. L’Assessore Cerutti ha infine posto un tema che andrà affrontato anche a livello europeo, ovvero il fatto che dopo la prima accoglienza ci troveremo ad avere a che fare con un 50% degli attuali migranti che non avranno più alcun tipo di permesso.
A tracciare le conclusioni dell’incontro è stata la stessa Presidente dell’Attica che ha ricordato la sostanziale impreparazione dell’Unione Europea ad affrontare situazioni come quelle registrate a Lampedusa o nel Pireo. Si riscontra l’assenza di una politica migratoria comune e manca anche un quadro informativo condiviso per rendere più chiari i passi intrapresi. Così ad esempio la diffusione sul territorio delle persone migranti è un’azione comune che ci lega a livello europeo, ma diventa difficile – ha sottolineato Dourou – convincere una piccola comunità della necessità di ospitare migranti quando, tal volta, l’esempio che arriva da alcuni paesi europei è fondato sulle barriere e sui muri. Non c’è dubbio quindi che il cambiamento di mentalità sia fondamentale è questa la sfida che dovrà essere vinta dai governi europei e se non ci riusciranno l’Unione Europea non sarà ciò che abbiamo sognato.



( Stefano Mirabelli / 20.04.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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