Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2929 - mercoledì 27 aprile 2016

Sommario
- Rossi (Regioni): Audizione al Senato sul capolarato
- Stati generali della ricerca sanitaria
- Boschi: nel nuovo Senato siederanno i presidenti delle Regioni
- Rapporto Osservasalute 2015: meno prevenzione meno aspettativa di vita
- Brennero: aumenta la tensione con l'Austria
- Appalti: il recepimento delle Direttive UE, seminario del Cinsedo

+T -T
Stati generali della ricerca sanitaria

Prima giornata dei lavori all'auditorium Massimo a Roma

(Regioni.it 2929 - 27/04/2016) La ricerca sanitaria è “un patrimonio in cui il nostro paese vanta eccellenze” ma “occorre compiere uno sforzo per incrementare le risorse e selezionare gli obiettivi sulla base di strategie ben definite”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel saluto agli Stati generali della ricerca sanitaria in corso all'auditorium del Massimo. “Deve diventare una delle priorità dell'agenda paese. Il campo della ricerca deve essere aperto e fertile per i nostri giovani”, dice Mattarella che si augura cos’ che i giovani ricercatori emigrati all'estero possano tornare e altri possano trovare in Italia opportunità di crescita”.
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin aprendo all'auditorium del Massimo i lavori degli Stati generali ha sostenuto che la ricerca sanitaria rappresenta “una strategia per l'Italia, un asset strategico sul quale possiamo puntare per crescere. Per creare sviluppo e dare maggiori opportunità a cittadini e pazienti”. Per il Ministro occorre partire dalla constatazione che l’Italia non è “un paese accogliente per i nostri ricercatori, li trattiamo come fossero dipendenti pubblici di un ente qualsiasi”, eppure “investiamo 400mila euro circa per ogni ricercatore biomedico”, ma “poi permettiamo che vadano all'estero”, un fatto “normale, visto che sono bravi”. “Ma il tema è che non ritornano. Non ci sono le condizioni per farli tornare qui. E allo stesso tempo, noi non riusciamo ad attrarre i migliori ricercatori stranieri”. Cosa fare allora? “Bisogna mettere in rete tutte le realtà che ci sono: 49 istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, gli Irccs con l'Istituto superiore di sanità, con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Cnr, e con altri grandi realtà per fare massa critica”.
“Ma anche questo non basta”, ha proseguito la ministra Beatrice Lorenzin, “serve che questa massa critica sia all'interno di una strategia condivisa, trasversale, rispetto alle competenze. Agricoltura, scuola e Università, industria si devono muovere tutte insieme, 365 giorni all'anno”. Abbiamo bisogno, come avviene in tutti i paesi avanzati,- dice Lorenzin- di continuare a investire sulla ricerca pura e di base, anche finalizzata, ma con una base importante di investimento pubblico. Una base di investimento pubblico è assolutamente necessario per creare il contesto e moltiplicare gli investimenti stessi”.
E’ nostro dovere “valorizzare il metodo scientifico” se si vuole davvero ottenere “meno credulità a tutti i guru che girano su internet” che a tal proposito ricorda come si sia “dovuto combattere per più di un anno su stamina, che era un'invenzione.”.
“L’Italia è il quinto Paese al mondo per pubblicazioni scientifiche ed è al 12° posto per investimenti nella ricerca biomedica, ma nonostante tanta produzione, sono poche le ricerche che si sviluppano poi in opportunità concrete come start-up o brevetti, e questo è un vulnus”, ha sottolineato la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, e proprio per dare impulso al settore “presenteremo in questi due giorni degli stati generali una proposta per garantire ai ricercatori un percorso che valorizzi la meritocrazia e presenteremo anche i nuovi bandi per la ricerca finalizzata e per la ricerca indipendente dell'Agenzia italiana del farmaco”. Insomma, ha aggiunto, "mi piacerebbe che tutto ciò che viene brevettato si trasformasse al più presto in realtà di sviluppo”.
Un Piano nazionale della ricerca coordinato dal Miur, che rilanci il settore definitivamente in Italia. Lo ha promesso la ministra dell’Università e della ricerca scientifica, Stefania Giannini, anche lei intervenuta agli stati generali della ricerca sanitaria. “Finalmente - dice il ministro- c'è un governo che parla di ricerca. Si tratta di un tema al centro dell'agenda politica”. Per la Giannini “c'è voglia di cambiare il sistema rifinanziandolo”, in modo che diventi “attrattore di investimenti e talenti. Vogliamo che si scelga l'Italia, da sempre eccellenza nel campo biomedico e in altri settori. Questo obiettivo è condiviso coi miei colleghi ministri". Il 70% della ricerca che si produce avviene nelle università, “per questo dobbiamo superare uno degli ostacoli piu' grandi, quello del trattamento giuridico dei ricercatori, trattati come fossero dipendenti pubblici". In futuro invece il ricercatore deve diventare una figura “finalmente libera di giocare con le stesse regole di ricercatori di altri paesi". La maggiore competitività si avrà “grazie a regole più semplici”. Col piano nazionale della ricerca arriveranno 2.5 miliardi di euro , di cui un quarto andranno alla ricerca biomedica, proprio perché la sanità “è uno dei quattro settori dove verranno investiti questi fondi”, insieme ad aerospazio, agrifood e fabbrica intelligente. L'obiettivo finale - termina il ministro- è arrivare “ad un'internazionalizzazione del sistema”.
“Stiamo predisponendo una serie di strumenti che creano l'ambiente perché i ricercatori possano giocare fino in fondo il loro ruolo. Uno di questi è la strategia di specializzazione intelligente che abbiamo costruito insieme al ministero dell'università e della ricerca e dello sviluppo economico”, ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti, partecipando gli Stati generali della ricerca sanitaria. Alla ricerca sarà destinata "una parte significativa, consistente dei fondi europei e del fondo sviluppo e coesione, Fsc” con forti ricadute positive sull'economia italiana.
Con Expo l'Italia ha definito le proprie priorità anche nel campo della ricerca, riconoscendo il cuore pulsante della frontiera dell'agrifood “come fondamentale nel rapporto stile di vita-alimentazione”, ha detto il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina. Su questi temi, sostiene Martina, “si gioca una parte importante per l'Italia nelle strategie competitive nel tempo della globalizzazione, è un grandissimo tema geopolitico. Ci siamo presi la responsabilità di offrire un modello, sicuramente da perfezionare, ma abbiamo definito il cuore della partita”. Per Martina “solo l'Italia poteva sviluppare questo discorso fatto all'Expo”. Ora la battaglia si gioca sul "cambiamento di diete e dunque di stili di vita. C'è una frontiera educativa sul versante alimentare che non possiamo banalizzare, specialmente nei territori del Mezzogiorno che sono più esposti da questo punto di vista”. L'Italia, conclude, rimane “uno dei paesi che spinge più nel rapporto ricerca-alimentazione-benessere-salute-stili di vita”, ma ora ci sono anche realtà emergenti che "ci invitano a non perdere più tempo”.
La presidente della commissione sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi ha ricordato l’inizio della legislatura “con il clamoroso errore del voto su stamina. Da lì abbiamo capito molte cose. La prima è che non si può legiferare senza essere informati”. De Biasi ha poi spiegato che “non è pensabile che si legiferi su ricerca e scienza senza un rapporto con la ricerca e la scienza”. E da questo punto di vista, ha aggiunto, “non possiamo avere solo in Italia dei vincoli rispetto alla legislazione europea. E mi riferisco alla moratoria sulla sperimentazione animale. Non è possibile. Non è pensabile che la ricerca italiana perda i bandi per quattro regole che non hanno più senso. Anche perché non si fa in Italia e si compra dall'estero. Peggio ancora, due volte colpiti, due volte umiliati”. Quanto alla ricerca in generale “non è possibile che un ricercatore sia considerato un dipendente pubblico tout court, non c'è nulla di male, ma gli scienziati non possono essere come gli uscieri”, ha sottolineato la presidente della commissione Sanità che condividendo le nuove norme per facilitare l'arruolamento dei ricercatori inquadrati in un nuovo trattamento giuridico, illustrate dalla ministra della Ricerca Stefania Giannini, ha assicurato “avrete - ha detto - il mio completo appoggio”.
“Potremmo proporre una Tobin de-tax, una defiscalizzazione degli utili aggiuntivi rispetto ai bilanci attuali certificati investiti nella ricerca da parte degli operatori”. E' questa la proposta del presidente della commissione affari sociali della Camera Mario Marazziti che però avverte: “dobbiamo lavorare contro la frammentazione. Noi abbiamo una grande eccellenza che si chiama sistema sanitario nazionale universalistico. Ma occorre ricreare una continuità tra le 21 sanità regionali e il nazionale, e tra i livelli sanitario, assistenziale e sociale”.
“Premiare l'innovatività significa rendere il nostro Paese di nuovo attrattivo: stiamo lavorando per costruire un sistema della governance del sistema farmaceutico che dia stabilità delle regole, proprio per attrarre di nuovo investimenti, innovazione e attività di ricerca” ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti e “sarà importante - ha sottolineato - costruire un sistema di Health Technology Assessment che faccia da perno per sostenere le innovazioni nel sistema sanitario e le ricadute sull'economia”.
Il presidente dell'Aifa, Mario Melazzini, sottolineando l'importanza della ricerca indipendente, ha annunciato che “il bando 2016 per la ricerca indipendente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) avrà un finanziamento pari a 48 milioni di euro”. “La ricerca indipendente - ha spiegato Melazzini intervenendo agli stati generali sulla ricerca sanitaria - è uno strumento efficace per intercettare i bisogni di salute e può diventare un importante strumento di programmazione sanitaria”. Inoltre, ha aggiunto, “alla luce delle limitate risorse pubbliche per la ricerca, diventa fondamentale un'integrazione pubblico-privato, ed è fondamentale una sinergia tra i vari enti per evitare dispersione di risorse”. Solo nel 2012, ha ricordato Melazzini, l'Aifa ha sviluppato ben 24 progetti di ricerca indipendente per un finanziamento pari a 12,5 milioni di euro.
“C'è un percorso legislativo per riconoscere la figura del 'ricercatore industriale', un progetto molto importante per i nostri giovani” ha detto la vicepresidente di Confindustria, Diana Bracco. “Si tratta, ha spiegato, di "un profilo di ricercatore che potrà avere anche un percorso con accesso alternato al settore pubblico e a quello privato, e ciò aumenterebbe la possibilità di trasferimento tecnologico”.
In ogni caso c’è la necessità di un maggior raccordo con il mondo dell'industria come ha sottolineato anche il presidente del Cnr, Massimo Inguscio, il quale ha affermato che si sta lavorando all'istituzione del primo dottorato nazionale industriale con Confindustria. Riferendosi quindi al grande progetto dello Human Technopole come importante volano per la ricerca italiana, Bracco ha rilevato la necessità che ora il governo “implementi tutto il percorso, perché non si perda tempo prezioso per la ricerca”. Ma è anche necessaria, ha aggiunto, “una maggior presenza delle aziende nel nuovo progetto: finora non c'è, ad esempio, un'ipotesi di parco tecnologico o imprese innovative che si interfaccino con lo Human Technopole, e questo - ha concluso – è un aspetto da incentivare”.
Per la ricerca sanitaria "bisogna innanzitutto migliorare il coordinamento tra le istituzioni, ma anche essere più veloci nelle procedure per presentarsi ai bandi Ue”. Lo ha sostenuto il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi. “L'Italia - ha precisato Ricciardi - da' al bilancio comunitario 17 miliardi di euro e ne prende solo 11, quindi, di fatto, finanzia con 6 miliardi i Paesi più organizzati. Questo sta però finendo e quest'anno per la prima volta il nostro Paese ha esaurito in anticipo tutti i fondi europei assegnati. Un altro punto importante per la nostra ricerca - ha proseguito Ricciardi - è quello di attrarre gli investimenti e ci sono già dei segnali incoraggianti dato che molte multinazionali hanno detto di voler investire in Italia”. “L'Istituto superiore di sanità si è riorganizzato ultimamente per rispondere alle sfide moderne che ci vengono imposte. E quando riusciamo ad organizzarci, noi italiani, siamo molto competitivi”, ha Proseguito Ricciardi
Ed “è stata una riorganizzazione partecipata e condivisa con i nostri 2500 ricercatori- ricorda Ricciardi durante un panel tecnico coordinato dal direttore generale della ricerca e dell'innovazione in sanità del Ministero della salute, Giovanni Leonardi- che ci ha permesso di avere ora una nuova struttura con 6 dipartimenti, 16 centri nazionali e 2 di riferimento". Una struttura del genere "risponde perfettamente alle sfide del Paese. Abbiamo la qualità, serviva solo migliorare coordinamento e velocità”. Tra i risultati raggiunti dall'Iss ci sono anche 14 progetti vinti, “che uniscono eccellenza scientifica, risoluzione dei problemi per i cittadini e ricadute di carattere economico e industriale", ma anche il riconoscimento di 29 organizzazioni appartenenti a 21 Paesi, “non solo europei visto che ci sono anche Usa e Canada”, che hanno riconosciuto all'Iss e all'Italia “il ruolo di coordinamento dell'iniziativa di ricerca sui servizi sanitari. Si tratta- conclude Ricciardi- di un grandissimo risultato”.

Per approfondimenti:
http://www.statigeneraliricercasanitaria.it/

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


( sm / 27.04.16 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top