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Regioni.it

n. 2930 - giovedì 28 aprile 2016

Sommario
- Lorenzin: nuovo percorso per i ricercatori nella legge di stabilità
- Anci: "sistema Conferenze" va riformato, ma resta centrale
- Dossier Coldiretti su “Cosa mangiano di italiano in Europa”
- Renzi: sui fondi UE abbiamo cambiato metodo
- Calabria: fondi UE, Oliverio lancia Por Calabria 2014-2020
- Atti della Conferenza Stato-Regioni del 14 aprile

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Anci: "sistema Conferenze" va riformato, ma resta centrale

Ricci:il sistema attuale di concertazione può e deve essere riformato e snellito ma è di certo un luogo efficace di confronto

(Regioni.it 2930 - 28/04/2016) Si è tenuta il 28 aprile l'audizione dei rappresentanti dell’Anci presso la commissione parlamentare per le Questioni Regionali, che ha ascoltato nell’ambito dell'indagine conoscitiva sul sistema di concertazione enti locali-Stato centrale.
Per l’associazione nazionale comuni italiani “il sistema delle Conferenze (Stato-Citta', Stato-Regioni e Unificata) assicura trasparenza, capacità di comunicazione e confronto tra autonomie territoriali e governo e soprattutto consente un pieno dibattito sulle questioni centrali che riguardano gli enti locali.
Per questi motivi quindi il nuovo Senato non si rivelerebbe come “sostitutivo al sistema delle Conferenze ma complementare ad esso, per un continuo e condiviso confronto tra poteri centrali e locali, garantito fino ad oggi dall'attuale sistema di concertazione. “L'attuale sistema delle conferenze - ha spiegato il vicepresidente Matteo Ricci che ha guidato la delegazione Anci - garantisce un corretto rapporto tra esecutivi e quindi non e' alternativo al nuovo Senato delle autonomie, cui spetterà esprimere la rappresentanza politica dei territori.
Allo stesso tempo, però, riteniamo che il sistema attuale di concertazione possa e debba essere riformato e snellito ma è di certo un luogo efficace di confronto sano tra gli esecutivi locali e centrali. Inoltre - ha continuato Ricci - il Senato non avrà competenze su tutte le materie di interesse degli enti locali come ad esempio la Legge di Stabilità, che dopo la riforma sarà votata solo dalla Camera ma che rappresenta uno dei tavoli principali di confronto all'interno delle Conferenze”.
Il vicepresidente Anci ha poi rimarcato come “quasi mai, in questi anni, le Conferenze sono state 'arena politica', conservando il ruolo importante di confronto istituzionale per il Paese". Sempre in tema di Senato, il sindaco di Pesaro ha anche voluto ribadire “l'appoggio convinto dei sindaci al processo di riforma del bicameralismo che renderà le istituzioni più moderne ed efficienti anche se - ha evidenziato - avremmo preferito più sindaci e meno consiglieri regionali nel nuovo Senato. Questo per garantire una rappresentanza piu' adeguata ed effettiva del Paese, che si sarebbe potuta avere con l'elezione contemporanea dei sindaci dei capoluoghi nel nuovo Senato”.
Ricci ha quindi dedicato un passaggio alla riorganizzazione della governance comunale, ricordando la proposta ANCI che parte dall'aggregazione di servizi per bacini omogenei, passando dagli incentivi a unioni e fusioni volontarie “perché se si riorganizzano i luoghi di confronto istituzionale è importante che i Comuni riorganizzino se stessi, cosa che auspichiamo venga fatta anche dalle Regioni”.
Nel corso dell'audizione è intervenuta anche il segretario generale ANCI Veronica Nicotra. "In tutti questi anni di esperienza maturata nelle sedi di concertazione rappresentate dalle Conferenze - ha detto - molti sono stati gli elementi di positività. Le conferenze sono state il miglior antidoto per evitare personalismi e scambi one to one tra il singolo ente territoriale e governo centrale, ed è per questo che vanno mantenute rafforzandone il ruolo, a garanzia di neutralità e imparzialità del confronto di tutte le componenti rappresentate”.
"Le Autonomie locali - Enti di Area Vasta, Città metropolitane e Comuni - hanno bisogno di un luogo che sia di raccordo funzionale con il nuovo Senato. Le Conferenze restano la sede privilegiata di questo raccordo, anche perché in quella che dovrebbe diventare la Camera delle Autonomie siederanno solo 20 sindaci, che difficilmente potranno rappresentare tutto il sistema delle autonomie locali". Lo ha detto Giuseppe Rinaldi, rappresentante del Comitato Direttivo Upi (Unione Province d'Italia) e Presidente della Provincia di Rieti, intervenendo alla Commissione parlamentare per le questioni regionali nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle forme di raccordo tra Stato e Autonomie territoriali e sistema delle Conferenze.
"Le Conferenze - ha detto Rinaldi - devono però essere riformate in modo innovativo e coraggioso, per scongiurare il rischio che queste sedi di confronto si traducano in 'parerifici'. Un tagliando reso ancora più necessario dal nuovo Senato, per definire con chiarezza le competenze di queste strutture ed evitare che si creino inutili duplicazioni. Anche in questo caso - ha poi sottolineato - ci piacerebbe essere parte attiva del processo di riforma in atto, anche alla luce dell'esperienza che abbiamo maturato in questi primi due anni di attuazione della legge sugli Enti di Area Vasta.
Anche Enrico Borghi, presidente dell''Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem) è staro sentito dalla commissione bicamerale per le Questioni regionali nel corso di un’ulteriore audizione. Nel corso del suo intervento ha sottolineato che occorre contestualizzare il meccanismo delle conferenze, facendolo evolvere “dal meccanismo attuale del parerificio” per renderlo "uno strumento di reale confronto tra i livelli esecutivi del Paese, su poche e circostanziate materie. E con modalità con le quali lo Stato si impegni affinché questo processo di ascolto non sia il ''Cnel 2 la vendetta'', ma sia un''operazione seria e cogente”.
Per quanto riguarda i Comuni - ha aggiunto Borghi – “non possiamo più avere 8mila uffici tecnici, altrettanti luoghi teorici di progettazione europea, 8mila centrali uniche di committenza, etc etc. Abbiamo bisogno di andare - ha spiegato - verso una concentrazione della sovranità in poche, ma omogenee strutture. L'idea di quelle unioni di Comuni costruite su basi omogenee è un elemento decisivo per quelle aree non metropolitane, che oggi rischiano una fortissima compressione dentro il varo della Città metropolitana o nella crisi delle aree vaste”.


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precedenti audizioni:

Audizione del segretario generale della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Marcello Mochi Onori, del direttore della Conferenza Stato-Regioni, Antonio Naddeo, e del direttore generale della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, Paolo Pietrangelo
(Svolgimento e conclusione)
mercoledì 13 aprile 2016
Resoconto Sommario
Audizione di Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
(Svolgimento e conclusione)
giovedì 07 aprile 2016
Resoconto Sommario


( sm / 28.04.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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