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Regioni.it

n. 2951 - venerdì 27 maggio 2016

Sommario
- Caporalato: firmato protocollo per contrastarlo
- Bonaccini e Serracchiani: serve incontro con Governo su temi finanziari
- Pareggio di bilancio per le Regioni: valutazioni sul Ddl di modifica
- Istat: dati sull'andamento della nostra economia
- Istituto Superiore di Sanità: ultimi dati sulla mortalità materna
- Atti della Conferenza Unificata del 5 maggio
- Atti della Conferenza Stato-Regioni del 5 maggio

+T -T
Istituto Superiore di Sanità: ultimi dati sulla mortalità materna

Sorveglianza attiva in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia

(Regioni.it 2951 - 27/05/2016) L’Istituto Superiore di Sanità comunica gli ultimi dati sulla mortalità materna, affermando che il nostro Paese sta nella media europea e siamo tra i primi con un sistema di sorveglianza attiva.
Sono i dati del rapporto di mortalità materna calcolate dall’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell’ISS, finanziato dal Ministero della Salute, in collaborazione con le regioni Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, e Sicilia.
Dal 2015 la sorveglianza è attiva in 8 regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia) che coprono il 73% dei nati del Paese, per un totale di oltre 360 presidi ospedalieri coinvolti.
In Italia con 9 casi ogni 100 mila nati vivi la mortalità materna si conferma un evento raro, “con un tasso analogo alla Gran Bretagna e alla Francia dove muoiono 10 donne ogni 100mila nati vivi”.
In Italia tra il 2006 e il 2012, per cause legate alla gravidanza e al parto, sono morte nove donne ogni 100 mila “con un’ampia variabilità tra regioni compresa tra un minimo di 6 decessi in Toscana e un massimo di 13 ogni 100 mila in Campania”.
La causa più frequente delle morti materne precoci (ovvero entro 42 giorni dalla nascita) è l’emorragia, responsabile del 43,5% del totale dei decessi, seguita dai disordini ipertensivi della gravidanza (19,1%) e dalla tromboembolia (8,7%). Tra le morti materne registrate nell’intervallo tra 43 giorni e 1 anno dal parto, un quarto è dovuto a suicidi.
“Il basso tasso di mortalità materna è anche frutto dell’attivazione nel nostro Paese di un sistema di sorveglianza attiva che rappresenta un’eccellenza europea in questo campo – dichiara Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS – Basti pensare che, senza i dati prodotti dal nostro ItOSS, con l’elaborazione dei soli certificati di morte dell’ISTAT rimarrebbe sommerso il 60% del fenomeno. Noi, invece, con una copertura di oltre il 70% del territorio nazionale, abbiamo ottenuto un risultato straordinario che ci consentirà di diminuire ulteriormente il tasso di mortalità evitabile per un evento che, se pur raro, resta sempre estremamente drammatico”.
Il 21% dei decessi ha riguardato donne di cittadinanza non italiana: una donna su due era di età pari o superiore ai 35 anni, condizione che espone a un rischio di morte materna quasi triplo rispetto a quello delle donne più giovani, mentre il basso livello di istruzione lo raddoppia. “Il taglio cesareo aumenta il rischio di mortalità e di grave morbosità materna di oltre quattro volte rispetto a quello delle donne che partoriscono spontaneamente, per quanto si debba tener presente che questo rischio è parzialmente sovrastimato poiché le indicazioni all’intervento chirurgico, se appropriate, sono esse stesse un fattore di rischio per esiti sfavorevoli materni e/o neonatali”.
L’Istituto Superiore di Sanità evidenzia anche che, grazie ai risultati emersi dalla sorveglianza ItOSS-Regioni, sono state intraprese diverse azioni per migliorare l’assistenza e prevenire i casi di mortalità e grave morbosità materna evitabili.
Infine entro la fine dell’anno l’Istituto Superiore di Sanità pubblicherà le Linee guida su prevenzione e gestione dell’emorragia del post partum, che è la causa più frequente di mortalità e grave morbosità materna.

[Istituto Superiore di Sanità] Mortalità materna, Italia nella media europea con 9 casi ogni 100 mila nati vivi. Tra i primi Paesi UE con un sistema di sorveglianza attiva - 27.05.2016

 

 

Tabella 1. MMR grezzo e standardizzato in 7 Regioni, anni 2006 - 2012

Regione

Anni

Nati vivi*

Morti materne (≤ 42 giorni)

MMR grezzo per 100.000 nati vivi

MMR std**

Lombardia

2006-2012

672.592

44

6,5

6,1

Piemonte

2006-2012

268.301

20

7,5

7,7

Emilia Romagna

2006-2012

285.587

22

7,7

7,5

Toscana

2006-2012

225.179

14

6,2

5,7

Lazio

2006-2012

378.551

41

10,8

10,0

Campania

2006-2012

414.038

49

11,8

13,0

Sicilia

2006-2012

339.707

39

11,5

12,0

Totale

2006-2012

2.583.955

229

8,9

8,9

* Fonte: ISTAT

** Rapporti standardizzati per età; popolazione standard: totale nati vivi - fonte: SDO di parto

Per ulteriori approfondimenti sulle attività della sorveglianza ostetrica è possibile consultare il sito web dedicato sul portale dell’ISS al seguente indirizzo http://www.iss.it/itoss.

 

Mortalità materna, Italia nella media europea con 9 casi ogni 100 mila nati vivi. Tra i primi Paesi UE con un sistema di sorveglianza attiva.

 



( gs / 27.05.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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