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n. 2955 - lunedì 6 giugno 2016

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Le Regioni per la crescita: interventi di Rossi, Maroni e Serracchiani

Incontro al Festival dell'Economia a Trento

(Regioni.it 2955 - 06/06/2016) Il convegno “Le Regioni per la crescita” è stato inserito nel calendario del Festival dell'Economia a Trento, che ha visto il 3 giugno la presenza dei presidenti Ugo Rossi (Trentino) e Roberto Maroni (Lombardia) e Debora Serracchiani (Friuli Venezia Giulia).
Serracchiani ha in particolare sostenuto di guardare con interesse al processo di aggregazione dei Comuni in atto nella Provincia autonoma di Trento, mentre Maroni ha tra l’altro reso noto "di sostenere la candidatura di Euregio (la macroregione alpina composta da Tirolo, Alto Adige e Trentino) a diventare lo "strategic point" a Bruxelles nei confronti dell'Unione Europea non solo per le Regioni italiane ma per tutte le 48 regioni Eusalp".
Da più di un anno, infatti, 48 regioni di sei nazioni (Francia, Svizzera, Austria, Germania, Slovenia e Italia), con la presenza di otto regioni italiane (Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia), hanno dato vita ad Eusalp, un’aggregazione di regioni delle Alpi nata con l'intenzione di intercettare fondi europei a favore delle imprese, dell'innovazione, dell'ambiente e delle infrastrutture, che consenta quindi la promozione della crescita e dell'occupazione.
“E' una opportunità straordinaria - ha spiegato Maroni - perché Eusalp è una regione omogenea, dal punto di vista sociale ed economico. E' di fatto il motore dell'Europa. Allo stato attuale ci sono nove gruppi di lavoro e la Regione Lombardia ne presiede quello sull'innovazione. L'importante è ora di riuscire a fare squadra tra le regioni italiane”.
Mentre Serracchiani ha sottolineato che “la storia non la fanno i quattro muri - ha detto riferendosi agli edifici comunali - ma i servizi, cioè garantendo alle persone funzioni e servizi completi, identici per tutti i cittadini indipendentemente che vivano nei centri più piccoli o in quelli più grandi”.
Bisogna garantire uniformità di costi in tutti i comuni. “I costi dei dipendenti sono uguali per tutti – aggiunge Serracchiani - e quindi non vedo perché non si possa realizzare un unico centro di costo, la cui localizzazione non è un problema, potrebbe essere anche al Polo Nord, per avere risparmi di gestione finalizzati a recuperare risorse da dedicare a servizi per i cittadini e la cui localizzazione è invece imprescindibile da dove essi vivono”. Il presidente del Friuli Venezia Giulia ha sostenuto inoltre come “negli ultimi anni il costo del servizio sanitario in Friuli Venezia Giulia era aumentato ma non il livello dei servizi. Per questo abbiamo tagliato poltrone e cercato di differenziare i servizi dei 17 ospedali, ad esempio specializzandone alcuni nei servizi riabilitativi post operatori. Le riforme si fanno non per le esigenze degli eletti ma per soddisfare ciò che serve ai cittadini”.
Ugo Rossi lancia l’'ipotesi di dare vita ad una sorta di alleanza fra Regioni post revisione costituzionale è stata lanciata dal presidente del Trentino, Ugo Rossi, nell'ambito sempre del Festival dell'economia. E da intendersi come una opportunità per favorire forme di autonomia regionali su singoli settori: “l'autonomia parte dalla volontà di volerla esercitare”, ha sostenuto Rossi citando l'azione fatta in passato dalla Lombardia di poter esercitare l'autonomia nell'ambito della scuola in linea con il comma 3 dell'articolo 110 della Costituzione. La Per Rossi “il governo di centrosinistra deve porsi il problema di dare risposte efficaci all'anelito di autonomia provenienti dalle regioni del nord”.
Maroni ha in particolare evidenziato che 2la riforma costituzionale, tra le altre cose, prevede anche la revisione del Titolo V, così come definito nel 2001, e prevede una cosa giusta: la fine del sistema delle competenze concorrenti che tanti contenziosi ha generato davanti alla Corte Costituzionale. Il problema per me, governatore della Regione, è che queste competenze vengono ridotte e così vengono ridotte anche le risorse. Non solo: io, al contrario, chiedo più autonomia. Chiedo anche di essere controllato, misurato, valutato, ma è la Regione l'autorità meglio in grado di rispondere e dare soddisfazione alle esigenze dei miei cittadini”.
"Se avessi lo statuto speciale – aggiunge Maroni - avrei probabilmente un bilancio di 200 miliardi di euro. Invece con 23 miliardi devo fare tutto, tenendo presente la parità di bilancio. Quindi se riusciamo a farlo noi potrebbero farlo tutte le Regioni”. In Lombardia “abbiamo una situazione virtuosa penalizzata dal sistema fiscale rispetto alle regioni statuto speciale. Mi accontenterei di meno del 100% delle tasse a disposizione della Sicilia. Non sarebbe un vantaggio o un privilegio per la Lombardia ma per tutto il Paese, se il motore va tutto il resto funziona. Siamo consapevoli ci sono Regioni in difficoltà, si può fare solidarietà tenendo conto della specificità dei territori”.
Il Friuli Venezia Giulia è oggi “una regione di confine – spiega Serracchiani - che è ripartita dai 'fondamentali', dalle infrastrutture come il porto di Trieste alla riorganizzazione delle politiche industriali, “andando oltre la logica dei distretti e intercettando le linee di sviluppo dell'Unione europea”. Per Serracchiani sfruttando la specialità abbiamo poi ridotto il peso burocratico e fiscale a carico delle imprese: “Ciò è stato importante ai fini dell'attrattività del territorio nei confronti delle imprese che vengono da fuori. Abbiamo anche varato l'Agenzia degli investimenti regionali, copiando questa idea dalla Carinzia, perché a volte è importante ricalcare gli esempi positivi. Per noi il punto di svolta è stato il terremoto del 1976. Quella è stata la sfida centrale dalla quale siamo ripartiti e oggi i risultati ci sono, si basano sui conti in ordine di una regione che ha il rapporto debito/pil del 2%”.

 

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( red / 06.06.16 )
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