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Regioni.it

n. 2990 - martedì 26 luglio 2016

Sommario
- Istat: salute e “Aspetti della vita quotidiana”
- Politiche pubbliche: diminuiscono i fondi per i nuclei di valutazione
- Banda ultralarga: piani di sviluppo anche in Valle d'Aosta e Trento
- Sanità regionale: rapporto del Mes della scuola Sant'Anna di Pisa
- Stato-Regioni e Unificata: il calendario agosto-dicembre 2016
- Malattie rare: presentato Rapporto “MonitoRare”

+T -T
Istat: salute e “Aspetti della vita quotidiana”

(Regioni.it 2990 - 26/07/2016) Tra il 2001 e il 2015 la percentuale di fumatori scende da 23,7% a 19,6%. L'Istat ha diffuso i dati relativi alle abitudini al fumo e al consumo di alcol in particolare attraverso l'Indagine multiscopo “Aspetti della vita quotidiana”.
“Nel 2015, il 19,6% della popolazione di 14 anni e più dichiara di essere fumatore (circa 10 milioni 300 mila persone), il 22,8% di aver fumato in passato e il 56,3% di non aver mai fumato”. Mentre il consumo di alcol è più forte nel Centro-Nord, soprattutto nel Nord-est (69,1%) e tra i maschi (79,4%).
Nel 2015, la più alta prevalenza di fumatori si rileva nella regione Campania (22,2% della popolazione di 14 anni ed oltre), seguita dalla Liguria (21,4%), la più bassa nella Provincia Autonoma di Trento (14,0%), seguita dalla Puglia (17,0%). Il livello maggiore di consumo si osserva nel Sud e nelle Isole, dove è più alto il numero di sigarette fumate in media al giorno (12,5) e la quota di fumatori forti (rispettivamente 5,4% e 4,5%); il livello più basso invece si registra nel Nord-est (10,7 sigarette in media al giorno e 2,9% di fumatori forti).
Secondo l’Istat sono molte le differenze di genere: dichiara di fumare il 15,0% di donne di 14 anni e più contro il 24,6% degli uomini della stessa età.
Per gli uomini - precisa l'Istat -, che nel 2001 partivano da livelli più elevati, il calo è di 6,4 punti percentuali (da 31,0% a 24,6%) mentre per le donne è di quasi 2 punti percentuali (da 16,9% a 15%).
Quindi il differenziale tra uomini e donne si riduce quindi da 14,1 a 9,6 punti percentuali.
La quota più elevata di fumatori si ha nella fascia di età 25-34 anni (33,0%), quella di fumatrici nella classe di età 55-59 anni (20,8%).
I rischi più gravi per la salute provengono da “fumo, obesità, alcol e sedentarietà”.
Tra il 2003 e il 2015 la percentuale di consumatori giornalieri di bevande alcoliche scende da 31,1% a 22,2%. Aumenta, invece, la quota di quanti consumano alcol occasionalmente (da 37,7% a 42,3%) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (da 24,8% a 27,9%).
Le ubriacature raggiungono già tra i 16-17enni livelli pari a quelli medi della popolazione (7,1%). Dal punto di vista territoriale i comportamenti di consumo non moderati sono maggiormente diffusi nel Nord-est e nel Nord-ovest, mentre si riducono al Sud.
Il 15,7% della popolazione ha comportamenti di consumo di alcol che eccedono le raccomandazioni per non incorrere in problemi di salute. Questi comportamenti si osservano più frequentemente tra gli ultrasessantacinquenni (il 36,4% degli uomini e il 9,0% delle donne), tra i giovani 18-24enni (23,1% e 9,1%) e tra gli adolescenti di 11-17 anni (22,4% e 15,6%).
La sedentarietà cresce con l'età: dai 65 anni quasi la metà della popolazione si dichiara sedentaria.
L’eccesso di peso nel 2015 interessa una quota di persone superiore al 50% nel Sud del Paese (38,6% in sovrappeso e 11,8% obese) contro il 41,0% del Nord-ovest e il 43,7% del Nord Est. Prevalenze particolarmente elevate si osservano in Molise (52,6%), Campania (51%), Puglia (50,9) e Basilicata (50,5%).
Il sovrappeso e l’obesità tra i minori aumentano significativamente passando dal Nord al Sud del Paese (19,7% Nord-ovest; 22,5% Nord-est; 23,8% Centro; 33,0% Sud; 24,8% Isole), con percentuali particolarmente elevate in Campania (36,1%), Molise (31,9%), Puglia (31,4%), Basilicata (30,3%) e Calabria (30%).
Per la sedentarietà emergono diufferenze Nord-Sud, che, afferma l'Istat, "probabilmente, riflette una diversa disponibilità di strutture organizzate per praticare attività sportiva".
Nella maggior parte delle regioni meridionali e insulari più della metà della popolazione non pratica sport né attività fisica, fatta eccezione per la Sardegna dove la percentuale di sedentari si attesta al 36,3%. Le percentuali più elevate si rilevano in Sicilia (57,3%), Campania (57,2%), Calabria (56,7%), Molise (55,1%), Basilicata (51,7%) e Puglia (51,1%).
I comportamenti a rischio per la salute spesso si trasmettono dai genitori ai figli: fuma il 30,2% dei giovani fino a 24 anni che vivono con genitori fumatori (solo l'11,9% se nessun genitore fuma); il 48,4% dei giovani è sedentario se lo sono anche i genitori (7,7% se i genitori non lo sono). Simili riscontri si hanno anche per l'eccesso di peso e il consumo non moderato di alcol.

Istat: Fattori di rischio per la salute



( Giuseppe Schifini / 26.07.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
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