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Regioni.it

n. 3004 - lunedì 12 settembre 2016

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 15 settembre
- Firmato il patto per la Puglia
- Via libera al patto per la Sicilia
- Istat: cresce l'occupazione nel secondo trimestre 2016
- Immigrazione: vertice Lombardia, Veneto e Liguria
- Sanità: livelli essenziali di assistenza, il testo del decreto

+T -T
Via libera al patto per la Sicilia

La sigla ad Agrigento, nella Valle dei Templi

(Regioni.it 3004 - 12/09/2016) Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, sabato 10 settembre ha firmato il Patto per il Sud con la Regione Sicilia, presso la Valle dei Templi ad Agrigento. “Siamo qui ad Agrigento per dire che questo tempo in cui viviamo è un tempo che richiede di tenere insieme la forza della nostra storia, dei nostri ideali, e la vogli di futuro. Portare questi valori ed entrare nel domani a testa alta. Non occorre abbandonare la paura. Ma affrontarla. La paura in termini di sicurezza. In questi ultimi mesi tanti luoghi sono stati colpiti e la paura è nostra compagna di viaggio. Ma va affrontata difendendo i nostri valori”, ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, parlando nel corso della cerimonia della firma del Patto per il Sud, nella valle dei templi di Agrigento. “C'è una paura economica. I dati – ha spiegato Renzi -sono diversi dal passato. Abbiamo girato una macchina che andava nella direzione sbagliata. Non abbiamo risolto tutti i problemi ma abbiamo messo la macchina nella direzione giusta”. Ma “andiamo ancora troppo piano rispetto a quello che vorremmo”.
Il Presidente della Sicilia Rosario Crocetta ad Agrigento davanti al tempio della Concordia dove insieme al premier Matteo Renzi ha firmato il Patto per il Sud con la Regione siciliana, ha assicurato che già a partire da lunedì 12 settembre, trasmetterà “a tutti i sindaci l'elenco di tutte le opere finanziate dal Patto per il Sud. Non c'è un comune che non ha avuto finanziato un'opera a secondo delle priorità e la programmazione. I protagonisti di questi cantieri saranno i sindaci”.
La Vice Presidente della Regione Siciliana Mariella Lo Bello a margine della visita del Premier Renzi ad Agrigento, ha spiegato che si tratta di “Tre miliardi e 200 milioni di euro di opere immediatamente cantierabili” e “la firma del Patto sigla uno straordinario obiettivo che apre di fatto un grandissimo Cantiere Sicilia”. “Apriremo mille cantieri in tutta l'isola che si tradurranno in altrettante opportunità di lavoro, che genereranno ripresa e sviluppo, raggiungendo il risultato di un PIL in rialzo - afferma Lo Bello - . La firma del patto, accolta nella magnificenza della Valle dei Templi con la sua forte simbologia culturale e religiosa del passato, diventa il luogo in cui la storia abbraccia quel messaggio di giustizia, legalità e onestà, lanciato qui da Giovanni Paolo II. Tutto ciò si traduce in speranza di futuro che oggi diventa assoluta concretezza”. "Abbiamo avviato un difficile processo di risanamento che ha disturbato gli affaristi del passato che avevano incentrato i propri interessi su settori strategici per la economia siciliana. Tutto questo ci ha portato ad un incremento di PIL che nel 2015 è stato dello 0,4 e oggi e' dell'1,6. Con il Patto per la Sicilia – ha concluso - oggi possiamo veramente disegnare una nuova isola”.
L'accordo ha un valore complessivo di 5,750 miliardi di euro, di cui 2,320 da impiegare nel 2016 e 2017, che serviranno a finanziare le opere
individuate da Palazzo d'Orleans per tutti i Comuni dell'Isola.
“Abbiamo scelto la Valle dei Templi per siglare l'intesa perché questo è un luogo di valori e civiltà, nel quale il messaggio contro l'illegalita' e la criminalità deve arrivare forte, stentoreo”, ha detto il premier in apertura del suo intervento, citando anche il discorso pronunciato da Giovanni Paolo II nel 1983 proprio ad Agrigento. "I Patti non sono meri elenchi di cose da fare - ha aggiunto il capo del Governo -, ma interventi specifici che devono essere monitorati e controllati. Bisogna spendere i soldi per bene, in modo trasparente, e fino all'ultimo centesimo”. Renzi è tornato anche su quei pregiudizi che accompagnano da anni l'immagine della Sicilia, “una pietra più difficile da rompere”, annunciando che proprio per questo motivo il G7 che l'Italia ospiterà nel 2017 si svolgerà proprio sull'isola: “E' la terra della bellezza, non solo per beni culturali, ma anche per i rapporti sociali. Ne valeva la pena spostare qui” il vertice in cui si discuterà di “ideali, cultura ed educazione come elementi cruciali per cambiare il mondo”. Il presidente del Consiglio ha poi ammesso: "Non abbiamo risolto tutti i problemi, ma dopo 7 anni di segni meno, disoccupazione da spavento”, la rotta è stta invertita.
Il Patto per il Sud rientra nelle strategie per l'accelerazione. In Sicilia, ha spiegato il Presidente Crocetta, “il progetto prevede un accordo per 5,750 miliardi, di cui 2,320 da spendere nel 2016/2017, cui si aggiunge 1 miliardo per le tre città metropolitane”, ha illustrato, “nei prossimi due anni interverremo con 824 milioni per le infrastrutture e la riqualificazione urbana ovvero tutte le strade di Sicilia, e anche nell'ambito dei beni culturali. Poi - ha proseguito - destiniamo 1,174 miliardi all'ambiente, al dissesto idrogeologico, alle frane in questa Sicilia che si è sgretolata per l'incuria”.
Nel pacchetto sono inoltre compresi "280 milioni per le aree di crisi e 113 per la sicurezza e la legalità. Queste non sono chiacchiere, ma un progetto concreto di cambiamento”.
“Oggi firmiamo il Patto per il Sud, ma tra un mese dobbiamo firmare il Patto per l'inclusione sociale, la nostra sara' la prima Regione d'Italia a farlo. Nella nostra lingua non esiste la parola 'straniero'”.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenendo alla cerimonia per la sigla del Patto per il Sud con la regione Sicilia, nella valle dei Templi di Agrigento, ha sottolineato infine l’esigenza di non “chiuderci in casa, non dobbiamo temere la sfida della contemporaneità. Occorre avere il coraggio di un progetto che non sia soltanto un elenco di cose. Quando lo scorso anno ad agosto è partito il grande dibattito sul Sud, abbiamo proposto il masterplan. Con esso non vogliamo controllare la Regione, o meglio, vogliamo controllare la Regione e vogliamo che la Regione controlli noi, e i sindaci controllino entrambi, ma soprattutto vogliamo che le cose da fare siano il frutto di una visione e non una lista della spesa”.

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( red / 12.09.16 )
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