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Regioni.it

n. 3017 - giovedì 29 settembre 2016

Sommario
- Bonaccini: raggiunto l’accordo sulla mobilità sanitaria interregionale
- Immigrazione: Bonaccini, ora incontro con il Presidente del Consiglio
- Legge di bilancio: primo confronto Governo -Regioni
- Toti e Zaia su immigrazione: Regioni chiedono incontro a Renzi
- Immigrazione: le posizioni di Mario Oliverio e Ugo Rossi
- Legge di bilancio: vertice Governo-Regioni. Toti: dialogo costruttivo
- Via libera dall'Unificata al riparto del Fondo per il gioco patologico
- Tumori: aumentano i nuovi casi fra le donne

+T -T
Tumori: aumentano i nuovi casi fra le donne

AIOM e AIRTUM: i numeri del cancro in Italia 2016

(Regioni.it 3017 - 29/09/2016) Al cancro si sopravvive. E’ questo il messaggio di un dossier dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dell'Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2016”.
Tra i dati si rileva che aumentano i nuovi casi di tumore fra le donne, anche se migliora la prevenzione per il tumore al seno, e diminuiscono fra gli uomini colpiti sempre meno dai big killer.
Si arriva a 176.200 casi nel 2016, mentre i big killer colpiscono sempre di meno gli uomini. Nel 2015, infatti, erano 168.900 le diagnosi fra le italiane e ogni anno, invece, diminuiscono del 2,5% i nuovi casi nei maschi.
Quest'anno sono stimati 50.000 nuovi casi di tumore del seno (48.000 nel 2015), dato da ricondurre anche all'ampliamento della fascia di screening mammografico in alcune Regioni. Per gli uomini, invece, si assiste a un fenomeno opposto, con 189.600 nuove diagnosi e un calo del 2,5% ogni 12 mesi (erano 194.400 nel 2015).
Nel 2016 sono stimate complessivamente più di 365.000 nuove diagnosi di cancro: la neoplasia più frequente è quella del colon-retto (52.000), seguita da seno (50.000), polmone (41.000), prostata (35.000) e vescica (26.600).
Il presidente dell'Aiom, Carmine Pinto, sottolinea come un'arma fondamentale sia “lo screening dell'HPV (papillomavirus) nell'individuare in fase precoce il carcinoma della cervice uterina, uno dei tumori femminili più diffusi nelle giovani donne (under 50), al quinto posto con 2.300 nuove diagnosi stimate in Italia nel 2016”.
A questo proposito, “il nostro Paese, primo in Europa insieme all'Olanda, ha deciso di innovare il programma di prevenzione dando indicazione alle Regioni di spostarsi verso l'HPV come test primario dello screening cervicale”, - afferma Stefania Gori, presidente eletto AIOM -. È un cambiamento che sta progressivamente prendendo piede: il test HPV viene proposto a partire dai 30-35 anni con intervallo quinquennale, mentre nella fascia di età precedente, fra i 25 e i 30 anni, si continuerà a utilizzare il Pap-test con intervallo triennale. Numerosi studi hanno evidenziato una maggiore sensibilità del test HPV nell'individuazione di lesioni tumorali rispetto al Pap-test. Attualmente in Europa diversi documenti di indirizzo lo propongono come test primario e in Italia questo protocollo è al vaglio della Conferenza Stato-Regioni per la sua adozione a livello nazionale. Diverse Regioni – sostiene Gori - hanno già rivisto in questo senso i programmi di screening anche in funzione di una maggiore efficienza”.
Le diagnosi annuali di tumore in Italia fanno ancora registrare una differenza nel numero di nuovi casi fra Nord e Sud. Da un lato, al Meridione persistono fattori protettivi e una bassa incidenza di alcune neoplasie. Dall'altro, la minore attivazione degli screening spiega i valori di sopravvivenza inferiori a quelli del Nord.
Meno casi al Sud: il tasso d'incidenza per tutti i tumori è infatti tra gli uomini più basso dell'8% al Centro e del 15% al Sud rispetto al Nord e per le donne del 5% e del 16%. Ciò perchè, '”da un lato al Meridione - spiega Lucia Mangone, Presidente AIRTUM - persistono fattori protettivi che rendono ragione di una bassa incidenza di alcune neoplasie. Dall'altro, però, la minore attivazione degli screening programmati al Sud spiega i valori di sopravvivenza che, per alcune sedi tumorali, rimangono inferiori a quelli registrati al Nord'”. Mangone evidenzia come “al Nord ci si ammala di più, ma si sopravvive anche di più'”. Al Sud, però, a salvare è anche la Dieta mediterranea: '”Ci sono fattori protettivi alimentari – rileva Mangone - che, per adesso, continuano a tenere 'sotto controllo' i livelli della malattia. A pesare sono inoltre anche i migliori stili di cita, tanto che al Meridione il tumore al seno è il quinto più diffuso mentre in alcune regioni settentrionali è al secondo posto”.
Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, evidenzia come “negli ultimi decenni si è registrato un costante incremento della prevalenza di pazienti con storia di cancro in Italia: erano 2 milioni e 244 mila nel 2006, sono aumentati sino a oltre tre milioni nel 2016”.
I dati dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) indicano per il 2013 (ultimo anno disponibile) 176.217 (98.833 fra gli uomini e 77.384 fra le donne) decessi attribuibili a tumore, 1.000 in meno rispetto al 2012, tra gli oltre 600.000 decessi verificatisi in quell’anno. Le neoplasie sono la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi) dopo le malattie cardio-circolatorie (37%). Il tumore che ha fatto registrare nel 2013 il maggior numero di decessi è quello al polmone (33.483), seguito da colon-retto (18.756), mammella (12.072), pancreas (11.201), stomaco (9.595) e prostata (7.203).

[AIOM] Tumori: “Aumentano i nuovi casi fra le donne, 176.200 nel 2016 i big killer colpiscono di meno gli uomini. No al PSA indiscriminato”. - 27.09.2016



( gs / 29.09.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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