Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 3018 - venerdì 30 settembre 2016

Sommario
- Martina, Di Gioia e Casini su intesa per promozione filiera "grano-pasta"
- Segnalazione certificata di inizio attività, SCIA: intesa sul decreto
- Riforma camere commercio e contratti pubblici: audizioni Regioni
- Salute: via libera al portale trasparenza
- Agricoltura: intesa su criteri ripartizione fondo per settore cerealicolo
- Legge di stabilità e ICT: regioni pronte al confronto

Documento della Conferenza delle Regioni del 29 settembre

+T -T
Segnalazione certificata di inizio attività, SCIA: intesa sul decreto

(Regioni.it 3018 - 30/09/2016) Le Regioni hanno espresso l’intesa sul decreto relativo all’individuazione dei procedimenti oggetto autorizzazione, segnalazione certificata di inizio attività (Scia) in applicazione della riforma Madia sulla pubblica amministrazione (art.5 , L.124/2015).
Nella riunione della Conferenza Unificata del 29 settembre, le regioni hanno consegnato al Governo un documento nel quale, “pur condividendo la ratio dello schema di decreto”, si ritiene “indispensabile” intervenire su alcuni punti dell’articolato. Nel corso del confronto con il governo le osservazioni fondamentali delle Regioni sono state accolte e si è così sancita l’intesa.
Si riporta di seguito il testo del Documento senza gli allegati (il documento integrale è stato pubblicato sul sito www.regioni.it , nella sezione “Conferenze”).
Punto 1) O.d.g. Conferenza Unificata
Considerazioni generali
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome condive in linea generale, il lavoro predisposto dal Governo per la ricognizione dei regimi, finalizzato a dare attuazione alla delega di cui all’art. 5 della L. 124/2015 ed alla previsione dell’art. 1, comma 2 del D.Lgs 126/2016.
La mappatura dei regimi, infatti, è uno strumento essenziale per dare certezze ed orientare gli imprenditori nella fase di avvio, come durante l’esercizio dell’attività. A tal proposito, come evidenzia il Consiglio di Stato nel parere numero 1784 del 4 agosto 2016, il provvedimento “… realizza in ogni caso un riordino normativo, ancorché parziale: si è di fronte a quella che si potrebbe innovativamente definire una forma di “codificazione soft”, ossia una raccolta organica e semplificata, anche se (per adesso) non esaustiva, di tutte le discipline vigenti dell’attività privata nei settori interessati.”
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome condivide inoltre la necessità di considerare il decreto in esame il primo fondamentale momento di ricognizione della normativa vigente che dovrà essere completato e monitorato attraverso i decreti correttivi ed integrativi previsti ai sensi del comma 3 dell’art. 5 della Legge n. 124 del 2016, come indicato dallo stesso Consiglio di Stato.
Inoltre, apprezzabile, nell’impianto del decreto, è anche la previsione dell’art. 2, comma 6 secondo la quale, con decreto ministeriale, successivamente alla scadenza della delega e dei relativi correttivi, si procederà ad un periodico aggiornamento della Tabella A, sia per recepire modifiche legislative che interverranno, sia per introdurre casi non contemplati per mero refuso.
Tuttavia, considerato che la tabella proposta in allegato allo schema di decreto contempla procedimenti di competenza regionale, coerentemente con le previsioni dell’ art. 29 delle Legge n. 241 del 1990 dovrà essere esplicitato che sono fatti salvi i regimi amministrativi più favorevoli in termini di semplificazione, anche in considerazione dellespresso richiamo nella delega ai principi e criteri direttivi desumibili dai principi del diritto dell’Unione europea, relativi all’accesso alle attività di servizi, e dei princìpi di ragionevolezza e proporzionalità.
Si fanno proprie, inoltre, le considerazioni del Consiglio di Stato in merito alla rilevanza cruciale della fase attuativa che dovrà prevedere “adeguate iniziative - non normative- di formazione, comunicazione istituzionale, informazione” nonché dell’ adeguamento dei sistemi informativi e dell’adozione di tutte le misure organizzative necessarie ad assicurare effettività alle disposizioni in materia di concentrazione dei regimi. In tale fase è essenziale il coinvolgimento di tutti i livelli di governo, anche nell’ambito delle attività dell’ Agenda per la semplificazione 2015-2017.
Cogliendo le indicazioni del Consiglio di Stato, relative alla necessità di attuare una visione nuova della pubblica amministrazione, che si occupi con strumenti moderni e multidisciplinari di crescita e sviluppo, si ritiene importante richiamare uno strumento particolarmente rilevante in termini di semplificazione quale il Fascicolo informatico d'impresa, già previsto dallo schema di D.Lgs. sulle Camere di Commercio, che attua una gestione moderna ed efficiente della documentazione d'impresa riducendo gli oneri burocratici di allegazione a carico del privato.
Infine, ai fini del coordinamento tra la SCIA edilizia e la SCIA di cui all’articolo 19 della Legge 241/1990, si segnala l’opportunità di meglio chiarire, a partire dalle tabelle, la disciplina dei due istituti integrando l’ l’art. 2, comma 4, dello schema di D.Lgs., per far salve la SCIA alternativa al permesso di costruire (art. 23, comma 1, DPR 380/2001) e la SCIA condizionata all’acquisizione di atti di assenso, pareri o verifiche preventive, di cui all’art. 19 bis, comma 3, Legge 241/1990.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, pertanto, pur condividendo la ratio dello schema di decreto, ritiene indispensabile, ai fini dell’intesa da sancire in sede di Conferenza Unificata, intervenire sui seguenti punti dell’articolato:
1. Disciplina generale della comunicazione
All’ art. 2 si propongono le seguenti modifiche:
a) Al comma 4 sopprimere l’ultimo periodo per coordinarlo con il comma 5 riformulato.
b) sostituire il comma 5 con il seguente;
“5. Per l'avvio delle attività per le quali la tabella A indica il regime amministrativo della comunicazione, l’attività può essere avviata solo dopo la presentazione  della comunicazione all’amministrazione competente o allo Sportello Unico. Alla comunicazione sono  allegate asseverazioni   o   certificazioni   ove   espressamente   previste   da   disposizioni legislative   o regolamentari”.
Di conseguenza, all’art. 1 comma 1, si ritiene opportuno sopprimere la parola “mera”.
2.Glossario
Si propone di precisare meglio il contenuto del glossario: All’articolo 1 comma 2
a) dopo le parole “glossario unico” aggiungere le seguenti:“, che contiene l’elenco delle  principali opere edilizie, con l’individuazione della categoria di intervento a cui le stesse appartengono e del  conseguente  regime  giuridico a cui sono sottoposte, ai sensi  della  Tabella  A  di  cui all’articolo 2 del presente decreto.”.
b) riconsiderare il regime transitorio del secondo periodo in quanto, come evidenziato dal Consiglio di Stato, con i suoi rischi di effetto”centrifugo”, potrebbe incidere negativamente sulla omogeneizzazione e semplificazione
c)  per  quanto  concerne  il  quarto  periodo,  si  ritiene  che  il  principio  della  gratuità della consulenza preistruttoria dovrebbe avere una valenza generale (e non solo limitata all’edilizia).
Pertanto si propone si sopprimere il quarto periodo del comma 2 dell’articolo 1 e di riformularlo come comma a sè stante nel seguente modo:
2 bis. Le amministrazioni procedenti forniscono gratuitamente la necessaria attività di consulenza preistruttoria all’interessato in relazione alle attività elencate nella tabella A, fatto salvo il pagamento dei soli diritti di segreteria previsti dalla Legge.”
3. Principi del diritto dell'Unione europea relativi all'accesso alle attivita' di servizi e di ragionevolezza e proporzionalità
Si chiede di inserire il richiamo a tali principi al comma 1 dell’ art. 1.
Dopo la parola “provvede” inserire le seguenti:
"nel rispetto dei principi del diritto dell'Unione europea relativi all'accesso alle attività di servizi e dei principi di ragionevolezza e proporzionalità”.
4. Attività non elencate in tabella
Si ritiene opportuna una riformulazione del comma 2 dell’ art. 2, al fine di assicurare maggiore chiarezza alla disposizione.
“2. Le amministrazioni, nell’ambito delle rispettive competenze, possono ricondurre in ragione delle loro specificità territoriali, le attività non elencate nella tabella A, anche in ragione delle loro specificità territoriali, a quelle corrispondenti e le pubblicano ma che possono essere ad esse ricondotte sul proprio sito istituzionale”.
Si segnala, comunque, che ad una prima disamina risultano incomplete le attività della tabella A, nonché le relative vicende giuridiche (es. subingresso, trasferimento,…), con il rischio di creare disomogeneità tra le Amministrazioni, in attesa del Decreto del Ministro delegato per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, per il completamento/aggiornamento delle tabelle.
5. Aggiornamento della ricognizione
Al fine di pervenire ad una ricognizione dei regimi di cui alla tabella A il più completa possibile, agevolando così le attività dei cittadini e delle imprese, si propone di riformulare il comma 6 dell’articolo 2 nel seguente modo:
“6. Con i successivi decreti recanti disposizioni integrative e correttive, adottati ai sensi dell’articolo 5 comma 3 della Legge n.124 del 2015, la tabella A viene integrata e completata. Successivamente, con decreto del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa intesa con la Conferenza Unificata di cui all’articolo 3 del D.Lgs 281/1997, si procede periodicamente all’aggiornamento ed alla pubblicazione della tabella A, con le modifiche strettamente conseguenti alle disposizioni legislative successivamente intervenute. e con  disposizioni integrative e correttive, qualora necessarie, come previsto dall’articolo 5 comma 3 della Legge 124/2015”.
6. Controlli sulla CILA
-
Al fine di differenziare il sistema dei controlli sulla CILA rispetto a quelli sulla segnalazione certificata di agibilità, si propone di modificare il comma 4 dell’articolo 6 bis nel seguente modo:
“4. Le Regioni a statuto ordinario:
b) disciplinano le modalità di effettuazione dei controlli, anche a campione, prevedendo, se del caso, sopralluoghi in loco”.
- Appare necessario coordinare la disciplina di semplificazione dei titoli edilizi introdotta dal decreto con le modalità telematiche e gli standard tecnici stabiliti dall’amministrazione del catasto per la presentazione delle variazioni catastale. Tale allineamento consentirebbe una effettiva accelerazione della conclusione della pratica edilizia ed un celere riallineamento delle risultanze catastali agli interventi realizzati.
Sostituire il comma 3 dell’articolo 6-bis del DPR n. 380 del 2001, introdotto dall’articolo 3, comma 1, lettera c), del decreto con il seguente:
.“3. Per gli interventi soggetti a CILA, ove la comunicazione di fine lavori sia accompagnata dalla prescritta documentazione per la variazione catastale, quest’ultima è tempestivamente inoltrata dall’Amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate”.
7. Disposizioni in materia di ambiente
Si richiede lo stralcio dell’articolo 4 dello schema di provvedimento relativo agli interventi di bonifica, con la richiesta di impegno da parte del Governo di riavviare quanto prima un confronto Stato-Regioni finalizzato alla revisione integrale dell’intero Titolo V del D.lgs 152/2006.
In particolare, sussitono forti perplessità in merito all’efficacia semplificativa di tale articolo per le seguenti ragioni:
- Pur introducendo “il soggetto che la disponibilità del sito” tra le figure titolate ad effetuare un intervento di bonifica, oltre al “proprietario”e al “gestore” già previsti dall’art. 245 vigente, l’art. 4 in oggetto non appare, in prima istanza semplificativo rispetto all’art. 245 vigente stesso; inoltre rispetto all’art. 242 bis Procedura semplificata per le operazioni di bonifica (introdotto dall’art. 13, comma 1, della Legge 116 del 2014); l’srticolo 4 appare addirittura non coordinato;
- L’utilizzo di obiettivi di bonifica diversi (CSC o limiti di potabilità) riferito al soggetto della bonifica introdurrebbe una disparità di trattamento tra i diversi titolari della bonifica.
8. disposizioni in materia di commercio
Si ritiene necessario mantenere la comunicazione per la cessazione delle attività commerciali, come previsto dal comma 5 dell’art.28 del D.Lgs.114/1998 per le attività di cui agli artt.7, 8 e 9.
Al riguardo, il Consiglio di Stato evidenzia che il principio di proporzionalità suggerisce di mantenere l’onere della comunicazione con riferimento alle grandi strutture di vendita, di cui all’art.9 del D.Lgs.114, al fine di salvaguardare l’attività di controllo e programmazione del comune.
A tal fine si chiede:
- di eliminare il comma 1 dell’articolo 5 o, in alternativa, di prevedere adeguati meccanismi di collegamento telematico con il Registro delle imprese, che assicurino l’effettiva conoscenza da parte del SUAP delle vicende attualmente oggetto di comunicazione (cessazione dell’attività in primis ma anche subingresso, affido di reparto ed altre variazioni).
9. Livelli ulteriori di semplificazione
Al fine di salvaguardare le disposizioni normative regionali che prevedono interventi di semplificazione ulteriori rispetto a quelli inseriti nella tabella A, si ritiene di aggiungere un nuovo articolo.
Pertanto, dopo l’art. 6, è aggiunto il seguente:
Art. 6 bis (Livelli ulteriori di semplificazione)
1.Le Regioni e gli enti locali, nel disciplinare i regimi amministrativi di loro competenza, non possono stabilire garanzie inferiori a quelle assicurate ai privati dalle disposizioni normative statali, ma possono prevedere livelli ulteriori di semplificazione.
10. Termini di adeguamento delle Regioni e degli Enti Locali
Considerato il rilievo dell’implementazione della nuova disciplina, è indispensabile allineare i termini di adeguamento del decreto in esame con quelli della cd. “SCIA 1”. Si chiede, inoltre, al Governo di valutare l’opportunità di fissare tale termine al 30 giugno 2017, in considerazione dei tempi necessari all’ adeguamento della modulistica, dei sistemi informativi e delle banche dati, nonché all’ adozione delle ulteriori misure organizzative necessarie a garantire l’ efficace attuazione delle disposizioni in materia di “concentrazione dei regimi”.
A tal fine si propone di aggiungere il seguente articolo:
Dopo l’art. 6 bis è aggiunto il seguente:
Art.6 ter (Disposizioni transitorie e di attuazione)
1. Le regioni e gli enti locali si adeguano alle disposizioni del presente decreto entro il 30 giugno 2017”.
In relazione alla Tabella A, si segnala l’opportunità di rivedere le collocazioni delle attività nelle varie sezioni e di introdurre una numerazione progressiva unica.
Sulle tabelle, si evidenzia la necessità di istituire un tavolo tecnico per verificare l’esatta formulazione delle stesse. Per le materie ambiente e commercio si trasmettono anche prime proposte emendative.
Infine, si avanzano le seguenti proposte di miglioramento del testo, non condizionanti ai fini dell’intesa, ma come opportunità di intervento:
- Al fine di chiarire la differenza rispetto alla disciplina della SCIA ad efficacia immediata, di cui all’art. 19 della Legge 241/1990 (e all’art. 22 del DPR 380/2001), pare opportuno integrare l’art. 2, comma 4, dello schema di D.Lgs., per far salvi gli specifici regimi della SCIA edilizia ad efficacia differita alternativa al permesso di costruire (di cui all’art. 23, comma 1, del DPR 380/2001, come modificato dallo schema di D.Lgs. cd. SCIA 2) e della SCIA condizionata all’acquisizione di atti di assenso, pareri o verifiche preventive, di cui all’articolo 19 bis, comma 3, Legge 241/1990 (in questo caso, l’inizio dell’attività è subordinato al rilascio dei medesimi atti).
Dal momento che il primo periodo del comma 4 dell’art. 2 dello schema di D.Lgs. in esame richiama, in riferimento alla SCIA, il solo regime amministrativo di cui all’art. 19 della Legge 241/1990 (al cui interno non viene menzionato il comma 3 del successivo art. 19 bis), si ritiene utile, per maggiore chiarezza e completezza dell’articolato, far salva la disciplina della SCIA condizionata ad atti di assenso. In materia edilizia, una fattispecie analoga è regolata all’art. 23 bis (autorizzazioni preliminari alla SCIA e alla comunicazione d’inizio lavori) del d.p.r. 380/2001: si ritiene che tale disposizione vada applicata tenuto conto delle nuove norme in materia di concentrazione dei regimi amministrativi di cui al citato art. 19 bis, comma 3, Legge 241/1990.
Parimenti, la fattispecie della SCIA edilizia alternativa al permesso di costruire, di cui all’art. 23 del d.pr. 380/2001, come modificato dallo schema di D.Lgs. in esame, presenta profili di scostamento dalla disciplina generale della SCIA di cui all’art. 19 della Legge 241/1990, richiamato dal primo periodo del comma 4 dell’art. 2 dello schema, in primis per quanto attiene l’efficacia differita della SCIA di almeno 30 giorni dalla presentazione dell’istanza.
Al primo periodo del comma 4 dell’articolo 2 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole “, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 19 bis, comma 3, della Legge 241/1990 e dall’articolo 23 del d.p.r. 380/2001.”
-   in merito all’articolo 6 dello schema di decreto si richiede di inserire dopo la lettera b) del comma 1, le seguenti:
b bis) al secondo comma dell’articolo 141 del R.D. 635/1940, dopo le parole “inferiore a 200 persone”, sono aggiunte le seguenti ”il parere,”;
b ter) al secondo comma dell’articolo 141 del R.D. 635/1940, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Per i medesimi, la licenza è sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività di cui all'articolo 19 della Legge 7 agosto 1990, n. 241, corredata delle necessarie asseverazioni, attestazioni o certificazioni di tecnici abilitati, presentata allo sportello indicato nell’art. 19-bis della Legge n. 241 del 1990.” 
b quater) all’articolo 68 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, recante "Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza”, al secondo periodo del primo comma, le parole “Per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio,” sono soppresse e le parole “sportello unico per le attività produttive o altro ufficio analogo” sono sostituite dalle seguenti “sportello indicato nell’art. 19-bis della Legge n. 241 del 1990.
b quinquies) all’articolo 69 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, al secondo periodo, le parole “Per eventi fino ad un massimo di 200 partecipanti e che si svolgono entro le ore 24 del giorno di inizio,” sono soppresse e le parole “sportello unico per le attività produttive o altro ufficio analogo” sono sostituite dalle seguenti: “sportello indicato nell’art. 19-bis della Legge n. 241 del 1990.”
Roma, 29 settembre 2016

Link al documento integrale
Documento Approvato - SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA’ (SCIA): osservazioni ed emendamenti per l'intesa sul DECRETO




( red / 30.09.16 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top