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Regioni.it

n. 3025 - martedì 11 ottobre 2016

Sommario
- Lavoratori stranieri producono 127 miliardi di ricchezza in Italia
- Elezioni Città metropolitane: i risultati
- Sisma: decreto a favore popolazioni
- Zaia: serve una giustizia più rapida e certa nei processi ai politici
- Migranti: Alfano, verso piano di ripartizione
- Personale Province: turnover anche in Lombardia e Toscana

+T -T
Lavoratori stranieri producono 127 miliardi di ricchezza in Italia

(Regioni.it 3025 - 11/10/2016) 127 miliardi di ricchezza del nostro Paese (8,8% del valore aggiunto nazionale) è dovuta al lavoro degli stranieri e se dovessimo paragonarla ad un fatturato aziendale dovremmo far riferimento al gruppo Fiat, o al Valore Aggiunto prodotto dall'industria automobilistica tedesca. Tuttavia mentre in questo comparto la produttività per occupato supera i 135 mila euro, nel caso degli immigrati il valore aggiunto per occupato è di poco superiore ai 50 mila.
E’ questo uno dei principali risultati presentati dalla Fondazione Leone Moressa con la sesta edizione del Rapporto annuale sull'economia dell'immigrazione, pubblicato con il contributo della Cgia di Mestre e con il patrocinio di Oim e Maeci .
L’apporto economico al Paese del lavoro degli stranieri si traduce in quasi 11 miliardi di contributi previdenziali pagati ogni anno, in 7 miliardi di Irpef versata, in oltre 550 mila imprese straniere che producono ogni anno 96 miliardi di valore aggiunto. Ma la spesa destinata agli immigrati è invece pari al 2% della spesa pubblica italiana, 15 miliardi.
Guardando poi nell’ambito della spesa pubblica rivolta all'immigrazione, i settori più rilevanti sono welfare e sicurezza.
Dal punto di vista demografico, nel 2015, gli italiani in età lavorativa rappresentano il 63,2%, mentre tra gli stranieri la quota raggiunge il 78,1%.
Sta di fatto che dal punto di vista demografico, nel 2015, gli italiani in età lavorativa rappresentano il 63,2%, mentre tra gli stranieri la quota raggiunge il 78,1%. Il tasso di occupazione degli stranieri è nettamente maggiore a quello degli italiani, ma nella maggior parte dei casi (66%) si tratta di lavori a bassa qualifica, che trovano solo in parte giustificazione dal basso titolo di studio della popolazione straniera. Questa situazione si traduce in differenziali di stipendio e reddito molto alti tra la popolazione straniera e quella italiana, e quindi anche in tasse più basse versate. Solo di Irpef la differenza pro-capite tra italiani e stranieri è di 2 mila euro.
Tuttavia, la migrazione continua a portare benefici al Sistema Italia. E uno dei primi benefici dell'immigrazione sono i contributi pensionistici versati dagli stranieri occupati. Nel 2014 i contributi previdenziali hanno raggiunto quota 10,9 miliardi. Ripartendo il volume complessivo per i redditi da pensioni medi, si può calcolare che i contributi dei lavoratori stranieri equivalgono a 640 mila pensioni italiane. A questo vanno aggiunto il gettito Irpef complessivo pagato dai contribuenti stranieri (l'8,7% del totale contribuenti) pari a 6,8 miliardi.
Significativo anche lo sviluppo dell'imprenditoria straniera: nel 2015 si contano 656 mila imprenditori immigrati e 550 mila imprese a conduzione straniera (il 9,1% del totale). Negli ultimi anni (2011-2015), mentre le imprese condotte da italiani sono diminuite (-2,6%), quelle condotte da immigrati hanno registrato un incremento significativo +21,3%. Queste aziende contribuiscono, con 96 miliardi di euro, alla creazione del 6,7% del valore aggiunto nazionale.
A livello di singoli settori di attività economica, la presenza degli immigrati è concentrata nel comparto del commercio (oltre 200mila imprese su 550mila totali a guida straniera). Seguono le costruzioni. La popolazione non italiana risiede soprattutto in Lombardia, ma ampie quote si ritrovano anche nel Lazio, nell'Emilia Romagna e nel Veneto. Le nazionalità di origine più rappresentate sono invece la Romania, l'Albania e il Marocco.
 


( sm / 11.10.16 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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