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Regioni.it

n. 3053 - martedì 22 novembre 2016

Sommario
- Referendum: sempre più fervore nel dibattito politico
- Emilia-Romagna e Toscana insieme per l'Appennino bianco
- Conferenza Unificata il 24 novembre
- Conferenza Stato-Regioni il 24 novembre
- Toti: a Governo chiedo di sederci attorno a un tavolo
- Istat: soddisfazione famiglie, conti pubblici

+T -T
Referendum: sempre più fervore nel dibattito politico

(Regioni.it 3053 - 22/11/2016) Mancano poco più di 10 giorni all’appuntamento referendario del 4 dicembre in cui gli italiani dovranno esprimersi sul referendum confermativo relativo alla legge costituzionale “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”.
Sul sito del Ministero dell’interno sono state pubblicate le risposte alle domande più frequenti relative all’esercizio del diritto di voto. C’è anche una sezione specifica dedicata al referendum del 4 dicembre. Più ci si avvicina la fatidica data, più il dibattito si arricchisce di posizioni nell’ambito di schieramenti ormai definiti.
In prima fila la ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi che, ospite di "Mattino 5", su Canale 5, ha ribadito: “Se vince il Sì avremo un'Italia più semplice, risparmieremo 500 milioni di euro l'anno, ridurremo il Cnel e le Province, ridurremo di un terzo il numero dei parlamentari, e sarà più chiaro il rapporto tra Stato e Regioni”. E “Se ci sono Regioni più virtuose ed efficienti, lo Stato può cedere loro più autonomia, ma in modo differenziato, meritocratico e selettivo”.
Entrando proprio nel merito delle competenze delle Regioni , la ministra ha sottolineato che "La sanità non costa allo stesso modo in tutte le Regioni”, mentre "mettendo in Costituzione i costi standard una siringa costerà ovunque allo stesso modo", e stop alle differenze nell erogazioni dei farmaci "in alcune Regioni nel prontuario, in altre no. Non ci saranno più cittadini di serie A e serie B, a prescindere da dove vivono”. Serve “un'Italia più simile tra Sud e Nord”, dove ”non ci sia più divario”. “I cittadini non possono essere di serie A e B - ha proseguito - devono avere gli stessi diritti ovunque e allo stesso tempo i soldi pubblici non possono essere sprecati. Oggi spesso i cittadini sono costretti a trasferirsi da una Regione all'altra per avere cure dignitose e questo non è giusto. Io mi auguro - ha concluso - un'Italia più uguale e giusta da nord a sud”.
“Questo sistema del bicameralismo perfetto va superato: ma non lo diciamo solo noi, lo dicevano da trentacinque anni tutti i partiti”, ha aggiunto il ministro Maria Elena Boschi che, rispondendo poi alle critiche sul nuovo iter legislativo previsto dalla riforma sollevate dal fronte del no, Boschi ha sottolineato che il nuovo sistema è migliore di quello attuale, del resto “Un iter più lento di quello attuale è quasi impossibile. E' un ping pong tra Camera e Senato che mediamente impiegano cinquecento giorni per approvare una legge”. E comunque l’auspicio è che “la riforma porti il nome dei milioni di italiani e italiane che andranno a votarla. Se vince il sì avremo un'Italia più semplice, tempi più rapidi e certi”.
Sul fronte opposto, il deputato M5S Roberto Fico, presidente della Vigilanza Rai (ospite di Radio anch'io su Radio uno) sostiene che la riforma costituzionale “crea uno squilibrio democratico”, se il Senato “non serve dovevano avere il coraggio di toglierlo del tutto”.
Un’osservazione a cui ha replicato sempre la Ministra Boschi. Quella di abolire definitivamente il Senato “sì, poteva essere una scelta, ma in Parlamento non c'erano i numeri, non c'era una maggioranza favorevole ad abolire il Senato e le riforme si fanno democraticamente, in Parlamento, cercando le maggioranze più ampie possibili, come abbiamo fatto in questa riforma".
Ma con ciò che si è realizzato, ribatte Fico, “hanno trasferito scelte e potere alle segreteria dei partiti. Il Senato non sarà trasformato in una Camera delle autonomie. Non è che se le cose non vanno le si cambia passando dalla padella alla brace. E' quanto hanno fatto con questa riforma”.
Sul blog di Beppe Grillo in post firmato dalla senatrice 5 stelle Paola Taverna, si invitano i cittadini a difendere il senato, “la casa dei cittadini, perché chi c'é dentro lo avete eletto voi”. Il Senato "riformato" è invece difeso dal presidente del Molise, Paolo Di Laura Frattura:"Ci interessa, al pari delle altre regioni, rappresentare le istanze del territorio. E quale luogo migliore del Senato delle Autonomie locali?"
La leader di Fdi, Giorgia Meloni, a Rtl 102.5. sostiene che “Renzi ha fatto un drammatico errore quando ha scelto di personalizzare questo referendum, evidentemente colto da una specie di delirio di onnipotenza e ritenendo che se lui avesse detto 'Se non votate per il referendum confermativo della riforma io vado a casa e smetto di fare politica' avrebbe spaventato gli italiani, in realtà quando lo ha fatto il fronte del No è balzato ad un importante 60% di consenso da parte degli italiani. Io voglio dire che non sto facendo la campagna referendaria semplicemente perché vogliamo combattere il Governo, io penso sia una pessima riforma nel merito perché ci consegna un'Italia più vecchia di oggi e ci consegna una Costituzione assolutamente incomprensibile ed illeggibile”.
Il dibattito coinvolge, nel loro ruolo politico anche i presidenti delle Regioni. Giovanni Toti, presidente della Liguria sceglie la linea dell’ironia. "Ormai Renzi lo si incontra ovunque, si rischia di farsi investire dalla sua auto. Un buchetto nell'ozono lo ha fatto a furia di girare l'Italia per promuovere il voto. La differenza con Salvini è che anche lui ha girato tanto ma lo ha fatto con un'auto privata con i soldi della Lega Nord mentre il premier usa i mezzi dello Stato”. Scelte errate che condurranno Renzi - secondo la previsione del presidente della Liguria – a rassegnare le proprie dimissioni al Quirinale.
Diverse le previsioni del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli: "La mia sensazione è che vincerà sicuramente il sì perché più ci avviciniamo al referendum più finalmente si parla dei temi del referendum”. Secondo il Presidente della Marche, “Gran parte di quelli che parlano del referendum, cercano di parlare di tutto tranne che di quello, si nota anche nei talk show in Tv, che non guardo che ma mi raccontano. Se chiedo 'si è parlato del quesito?' mi dicono 'no' - ha aggiunto -. Malgrado questo tentativo, un po' alla volta, vengono fuori le cose semplici che sono i contenuti del referendum: il fatto che elimini il Senato e vai verso un'unica Camera che fa le leggi, che semplifichi il rapporto con le Regioni, che abolisci qualche ente che si voleva abolire da 20 anni. Io sono convinto - ha concluso - che i cittadini nel merito del quesito hanno una sola risposta che è sì”.
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, intervenendo ad Agorà su Raitre, sottolinea che “i toni tanto accesi che stiamo vivendo sulla questione referendum rischiano di occultare la questione sociale, il problema dell'economia, del lavoro precario, i problemi di tanti lavoratori che sono in una fase di rinnovo contrattuale. Quindi stiamo attenti, superiamo questa fase, magari abbassando i toni. La polemica politica è sempre esistita - ha aggiunto – però sentire parlare di serial killer, o anche, con tutto il rispetto per il segretario del mio partito nonché presidente del Consiglio, di un'accozzaglia, forse conviene ritornare al merito. Vediamo cosa dice questa riforma, vediamo cosa pensiamo, io credo che possa rappresentare un passo avanti, ma abbassiamo i toni. Questo mi pare fondamentale".
Nel fronte del no va giù duro Alessandro Di Battista che su facebook scrive “Sarà dura il 4 dicembre ma ce la stiamo mettendo tutta. Ebbene io spero che per un'intera classe politica di servi della finanza e traditori della patria quel giorno possa rappresentare la fine del loro potere”.
Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina a Termoli per una iniziativa a sostegno del sì al referendum del 4 dicembre ricorda che “La scelta è in mano ai cittadini italiani che io spero ci vorranno dare una mano a tradurre dalle parole ai fatti questo cambiamento utile. Abbiamo bisogno che le istituzioni siano più rapide anche nel fare le leggi, abbiamo bisogno di rendere più semplici le istituzioni, anche nei numeri”. “Fare questo lavoro - ha proseguito - vuol dire rafforzare la democrazia, vuol dire anche rafforzare la capacità di risposta ai bisogni dei nostri concittadini. Spero tanto che tutti riescano a comprendere insieme a noi che questo sforzo è uno sforzo utile, indipendentemente da centro, destra, sinistra, è per tutti”.
Per Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord “Dopo i crediti scolastici regalati agli studenti in Abruzzo se avessero partecipato al convegno del premier Renzi sul Si al referendum, e dopo le canzoncine con cui nelle scuole si era fatto accogliere due anni fa all'inizio del suo mandato, pensavamo di averle viste già tutte ma oggi vediamo che addirittura si arriva ai canti e ai balli degli scolari in onore del premier, canti e balli che mi ricordano molto gli esercizi a cui erano costretti con il moschetto nel sabato fascista i giovani Balilla. Comunque - aggiunge - ormai Renzi si rifugia nelle scuole perché negli altri luoghi all'esterno viene regolarmente contestato e quella frase che ha pronunciato davanti agli studenti, ovvero 'ragazzi non smettete di ballare', ricorda tanto lo storico implicito invito che faceva l'orchestra sul Titanic che continuava a suonare e ai passeggeri suggeriva non smettete di ballare...”.
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un'intervista sul Quotidiano Nazionale, spiega che “chi è contro il sistema voterà per il Sì”. “Non riesco a immaginare una riforma più 'rottamatrice' di questa", che "cambia le cose, semplifica, riduce la burocrazia. Dunque è contro la Casta, contro il sistema vigente: non a caso la proponevamo dai tempi della Leopolda". Per il premier rientrano nella casta anche i 'grillini': “Grillo alza i toni parlando di serial killer perché si rende conto che in questo momento i suoi elettori iniziano a farsi domande: molti Cinque Stelle vorrebbero votare i tagli alla Casta e non capiscono perché Grillo li stia portando con D'Alema e Cirino Pomicino, con De Mita e Mario Monti”. Replicando poi al Financial Times, che aveva evocato l'uscita dall'Italia all'Eurozona in caso di vittoria del No, Renzi osserva che "non è in discussione l'euro", piuttosto "i tanti euro che si prendono i politici a cominciare dai fondi del Senato che servono ai Cinque Stelle per pagare affitti e bollette”. Il presidente del Consiglio riconosce che "il referendum si giocherà sul filo dei voti". E che Toscana e Emilia, dove sarà oggi per difendere la riforma, “saranno decisive”.
Renzi si sofferma anche sulla rottura del patto del Nazareno: "Berlusconi è stato per me incomprensibile - afferma – Penso che molti dei suoi elettori, però, voteranno Si'. Perché non hanno voglia di fare vincere gli estremisti nel centrodestra, né di ridare la sinistra alla vecchia guardia né di dare il potere a Grillo". In caso al referendum vincessero i no cassando così la riforma "niente Apocalisse", ribadisce il premier. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan “dice che ci saranno ripercussioni. E se lo dice lui mi fido perché è persona saggia e razionale. A me non preoccupano i mercati finanziari: quelli se la cavano sempre. Ma i mercati rionali, sì. La gente semplice”.
Renato Brunetta attacca l’ex presidente della Repubblica “Penso che sia aberrante che il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, vada in televisione a dire cose non vere in merito al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Penso che sia aberrante che un ex presidente della Repubblica, che ai tempi del Quirinale ha avallato la presa del potere non democratica di Renzi, vada in televisione a tirare la volata del Sì a questo premier mai eletto. L'unica consolazione: più Napolitano va in televisione, più fa perdere voti a Renzi”, scrive su Facebook il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Giorgio Napolitano è stato il peggior presidente della Repubblica che l'Italia abbia mai avuto nella sua storia”, aggiunge Brunetta. Da Facebook a Twitter “Sono debito e deficit aumentati da Renzi palla a piede di economia italiana. Altro che referendum! Con la vittoria del No tornano stabilità e fiducia”, aggiungendo con un tweet successivo: “Wall Street positiva dopo Trump. Come borse Ue dopo Brexit. Alla faccia dei catastrofisti”, mentre “Italia arranca per crisi banche non risolta da Renzi”.
“Oggi è un primo compleanno particolare": il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, ha ricordato che esattamente un anno fa "150 mila truffati da banca Etruria apprendevano che il governo salvava le banche e non loro. Sono 150 mila buone ragioni - ha aggiunto - per votare no".
Alfredo D'Attorre dell'esecutivo nazionale di Sinistra Italiana, sostiene che sia “vergognoso che la ministra Boschi continui a dire falsità sui benefici che la modifica della Costituzione porterebbe in materia di sanità”. “La tutela dei livelli essenziali di prestazione da parte dello Stato - prosegue l'esponente della sinistra - è già prevista dall'articolo 117 vigente della Costituzione, l'aggiunta della formula sulle "disposizioni generali e comuni" non aggiunge nulla di concreto, mentre la programmazione e la gestione dei servizi sanitari resterebbe saldamente in mano alle Regioni anche dopo l'eventuale approvazione della riforma . Renzi e la Boschi rispondano piuttosto del fatto che 11 milioni di italiani sono costretti a rinunciare alle cure e alla prevenzione per effetto dei tagli e della privatizzazione strisciante imposta al sistema sanitario nazionale. Il governo darà nel 2017 113 miliardi alla sanità pubblica, dopo che si era impegnato con il patto con le Regioni a darne 115 già nel 2016, cifra a cui ora conta di arrivare solo nel 2019, abbassando la spesa sanitaria in rapporto al Pil a un livello, nettamente inferiore alla media europea, che l'Organizzazione Mondiale della Sanità giudica rischioso per la tutela dei livelli essenziali di prestazione. Giocare con falsità sulla pelle del diritto alla salute degli italiani è troppo anche per un governo che ormai ci ha abituato a ogni spregiudicatezza", conclude D'Attorre.
“Se il referendum sulle riforme costituzionali venisse vinto dal sì e il voto dei cittadini italiani all'estero dovesse rivelarsi determinante, allora impugneremo questa consultazione davanti all'ufficio centrale del referendum, che è un organo giurisdizionale, e si andrebbe davanti alla Corte costituzionale"". Lo ha annunciato il presidente del Comitato per il no, Alessandro Pace, nel corso di una conferenza stampa all'associazione stampa estera. “Il voto è personale, libero e segreto - ha spiegato Pace -. Il modo con cui si vota all'estero non garantisce la segretezza, visto che la scheda arriva con una busta e l'esperienza ha già dimostrato che questa può essere manipolata. Il ricorso deciso collegialmente - ha concluso Pace - è una nostra ulteriore risorsa”. una iniziativa ritenuta "utile", dal presidente della Lombardia, Roberto Maroni.
L'ipotesi di un ricorso prospettata dal Comitato del No in caso di vittoria del Sì “conferma - secondo Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra - il concreto timore di perdere. Più si entra nel merito della Riforma e più gli italiani si convincono che serve un cambiamento. Inoltre, minacciare un ricorso è il tipico atteggiamento di chi per anni con la burocrazia ha affossato l'Italia. È un modo di appigliarsi a uno pseudo cavillo burocratico di chi non accetta il voto democratico e la scelta degli italiani”.

Dal sito del ministero dell'Interno:
- Gazzetta ufficiale n. 88 del 15.4.2016 - Testo legge costituzionale (Camera dei Deputati)
- Italiani al voto per il referendum costituzionale
- Referendum costituzionale, le istruzioni per il voto nei comuni terremotati
-
Referendum, on line le istruzioni per le operazioni di votazione
- Referendum costituzionale, le agevolazioni per chi si mette in viaggio
- Provvedimenti in materia di parità di accesso ai mezzi d’informazione durante la campagna referendaria
- Referendum costituzionale. Ecco l’elenco dei paesi in cui non è possibile votare per corrispondenza 
- Referendum costituzionale, info su propaganda elettorale e comunicazione politica

Dalle agenzie di stampa:



( Stefano Mirabelli / 22.11.16 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
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