Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 3079 - venerdì 13 gennaio 2017

Sommario
- Migranti: aumentano i minori presenti nel nostro Paese
- Corte dei Conti: rapporti finanziari con l'UE e utilizzazione Fondi comunitari
- Patto per Calabria: incontro tra Oliverio e De Vincenti
- Fiere: La certificazione nel mercato globale; Bonaccini a Milano il 16 gennaio
- Sostanze chimiche pericolose: parere sul Decreto per violazioni import-export
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di dicembre

+T -T
Migranti: aumentano i minori presenti nel nostro Paese

(Regioni.it 3079 - 13/01/2017) L’Italia non è la terra promessa, ma è la terra che per molti minori migranti rappresenta la speranza di una migliore esistenza. Nel 2016, circa 25.800 minorenni non accompagnati o separati hanno raggiunto il nostro Paese via mare, più del doppio rispetto ai 12.360 del 2015. Bambini e ragazzi, come si legge in un comunicato diffuso dall'Unicef, rappresentano un allarmante 91% di tutti i 28.200 minorenni che hanno raggiunto l'Italia nel 2016 come rifugiati o migranti.
L'Italia tuttavia, non è sempre la meta ultima di questi minori, ma spesso solo il paese di transito per coloro che intendono proseguire verso altri Paesi europei. Sono relativamente pochi infatti i minori che intraprendono il percorso della protezione internazionale nel nostro paese, mentre sono più numerosi coloro che cercano di abbandonare le strutture di accoglienza italiane che li ospitano. A fine novembre scorso a fronte di una presenza nel sistema di accoglienza di 17mila minori soli, le richieste di protezione internazionale presentate risultano poco rilevanti (poco più di 4.168 tra gennaio e ottobre 2016) mentre è più significativo il numero di coloro che si allontanano volontariamente dalle strutture di accoglienza che li ospitano: sono oltre 6.500 i minori che risultavano irreperibili al 30 novembre scorso nelle strutture di accoglienza censite dal ministero del Lavoro. Si tratta per lo piu' di giovani egiziani, eritrei, somali, afghani che vogliono soggiornare in Italia svincolati dall'accoglienza istituzionale o raggiungere parenti e amici nei paesi del nord Europa.
"Questi dati indicano una preoccupante crescita del numero di bambini estremamente vulnerabili che rischiano le loro vite per arrivare in Europa"", ha dichiarato Lucio Melandri, UNICEF Senior Emergency Manager. “I sistemi attuali non sono sufficienti per proteggere questi bambini che si ritrovano da soli in un ambiente assolutamente sconosciuto. Sono bambini in fuga ed è necessaria una risposta coordinata a livello europeo per tenerli al sicuro”.
La maggior parte di questi minorenni non accompagnati o separati che sono arrivati lo scorso anno provengono da 4 paesi: Eritrea, Egitto, Gambia e Nigeria. Mentre la maggior parte di loro erano maschi tra i 15 e i 17 anni, tra i nuovi arrivi ci sono minorenni più piccoli e ragazze; queste ultime in particolare sono a esposte a rischio di sfruttamento sessuale e abuso, compresa la prostituzione ad opera di reti criminali. Diverse ragazze intervistate dagli operatori dell'Unicef, all'inizio di quest'anno a Palermo, hanno dichiarato di essere state costrette a prostituirsi in Libia per pagare il costo del viaggio per attraversare il Mediterraneo. Inoltre, molti ragazzi che arrivano in Libia sono costretti a svolgere lavori manuali. La rotta del Mediterraneo Centrale dal Nord Africa all'Italia è unica per la proporzione incredibilmente alta di minorenni non accompagnati o separati tra i rifugiati e i migranti, mentre solo il 17% dei bambini rifugiati e migranti arrivati in Grecia via mare nel 2016 risultavano non accompagnati o da un familiare adulto o da qualcuno che se ne prendeva cura.
“La presenza di un numero così alto di bambini non accompagnati o separati lungo la rotta del Mediterraneo Centrale non ha precedenti” ha continuato Melandri. C’è dunque “un serio problema e che continuerà a crescere. Oltre ad affrontare i fattori che costringono i bambini ad intraprendere viaggi da soli, abbandonando le loro case, è necessario sviluppare un sistema organico di protezione e monitoraggio per proteggerli”.
L'Unicef continua a ricordare che attraverso 6 specifiche azioni è possibile proteggere e aiutare i bambini migranti, rifugiati e sfollati: proteggere i bambini rifugiati e migranti, in particolare quelli non accompagnati, da sfruttamento e violenza; porre fine alla detenzione di minorenni richiedenti asilo o migranti introducendo misure alternative; tenere insieme le famiglie come miglior modo possibile per proteggere i bambini e dare loro uno status legale: continuare a garantire a tutti i bambini rifugiati e migranti istruzione e dare loro accesso a servizi sanitari e ad altri servizi di qualità; promuovere azioni concrete per intervenire sulle cause che provocano movimenti di massa di rifugiati e migranti; promuovere azioni per combattere xenofobia, discriminazione e marginalizzazione.
Nell'elaborazione dell'Ismu su dati del ministero dell'Interno e dell'Unhcr e pubblicati in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato dedicata quest'anno ai migranti minorenni, i minori non accompagnati hanno rappresentato nel 2016 il 14,2% di tutti gli arrivi via mare (181mila tra uomini, donne e minori), mentre costituivano l'8% nel 2015 e il 7,7% nel 2014. Al contrario sono diminuiti i minori arrivati in Italia con i genitori: 13mila nel 2014 (molte le famiglie siriane), mentre nel 2016 sono stati 2.400.
I dati mensili degli sbarchi mostrano un andamento crescente con un picco nel mese di ottobre 2016 quando, con una media giornaliera di 126 arrivi, sono sbarcati sulle nostre coste 3.771 minori soli su un totale di oltre 27mila arrivi complessivi, mentre in termini relativi l'incidenza massima si e' avuta ad aprile, allorché i giovani migranti non accompagnati hanno costituito un quinto di tutti gli arrivi nel mese (adulti e minori).
Nel 2016 si è registrata una migrazione prevalentemente individuale di giovani quasi-adulti originari soprattutto dal continente africano. Sul fronte dell'accoglienza, i dati relativi ai minori soli segnalati alle autorità e che risultano presenti e censiti nelle strutture di accoglienza italiana, rilevati dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, evidenziano
anch'essi un aumento nel triennio 2014-2016: se al 31 dicembre del 2015 erano presenti 12mila minori non accompagnati (il 13% in piu' rispetto all'anno precedente), a fine novembre 2016 si contavano oltre 17mila giovani ospitati presso famiglie e strutture di accoglienza su tutto il territorio nazionale, di cui il 40% nella sola Sicilia, principale regione di sbarco. Il 93% dei minori non accompagnati presenti nelle strutture di accoglienza è costituito da giovani maschi, e piu' della metà ha 17 anni. Al 30 novembre scorso le nazionalità prevalenti tra i presenti erano Egitto (2.800 minori), Gambia e Albania.
“Chi cerca asilo non ha commesso nessun reato, chi attraversa una frontiera per cercare asilo - anche se non ha un passaporto - non ha commesso un reato per nessuna legge né internazionale né nazionale". Lo ripete Carlotta Sami, portavoce dell'Unhcr in un'intervista ad Aki-Adnkronos International in cui denuncia come invece arrivino all'Alto Commissariato Onu per i rifugiati "notizie di respingimenti, anche molto violenti, in Europa". Notizie secondo cui "sul territorio europeo alle persone sono stati confiscati telefoni cellulari, che sono vitali per loro" e in alcuni casi - riporta Carlotta Sami - persino "i vestiti, lasciando le persone senza indumenti a molti gradi sotto zero". Da Ginevra l'Unhcr ha lanciato un appello per l'apertura delle vie legali, di "passaggi sicuri per l'accoglienza di persone che hanno bisogno di protezione" in modo da "fornire un'alternativa possibile agli spostamenti irregolari" in un periodo in cui i migranti sono a rischio anche per le temperature molto rigide.
Il dramma dei migranti, soprattutto dei bambini, preoccupa tantissimo il Papa che interviene nuovamente con un tweet per chiedere di attivarsi per aiutarli. "I bambini costretti alla fuga, specialmente se sono soli, sono i più indifesi e vulnerabili. Preghiamo per loro e aiutiamoli", scrive.
Anche ieri il Pontefice, via social, aveva rivolto un pressante appello per la situazione dei bambini: "I migranti minorenni, specialmente soli, sono particolarmente indifesi. Diamo loro tutti una mano".
La deputata Pd Sandra Zampa, vicepresidente della commissione Infanzia ha annunciato che “L'Italia sarà il primo paese in Europa a dotarsi di una legge organica e lungimirante sui minori stranieri non accompagnati. Un punto di arrivo importante che potrà fare da apripista e da stimolo per tutto il resto dell'Europa affinché, come oggi sollecita anche l'Unicef, ci si doti finalmente di una normativa europea, per dare una risposta coordinata a livello europeo e proteggere questi bambini che si ritrovano da soli in ambienti assolutamente sconosciuti. La legge sui minori stranieri è stata già approvata alla Camera e ora sta al Senato".
A Salerno il ministro dell' Interno, Marco Minniti (che il 19 gennaio parteciperà alla conferenza delle Regioni) ha sottolineato la necessità della “severità con chi non rispetta la legge. E' un punto che ci consente di essere più forti con le politiche di integrazione” e “chi è nel nostro Paese in condizioni di irregolarità e di non rispetto della legge deve essere rimpatriato nei Paesi di provenienza”.
Secondo il Presidente della Toscana Enrico Rossi (intervenendo ad 'Agora'' su Raitre) “Ci vuole una politica seria. C'è una questione fondamentale: abbiamo 435 mila immigrati irregolari che si sono creati a causa della Bossi-Fini, del reato di clandestinità. Bisognerà trovare il modo gradualmente di regolarizzarli attraverso la formazione e anche mediante forme di addestramento del lavoro. Nel nostro Paese bisogna sapere, se vogliamo affrontare il tema, che ci sono 435 mila irregolari che secondo le leggi dovrebbero essere rimpatriati”. Sul tema, proprio nei giorni scorsi il presidente della Giunta regionale aveva smentito alcune ricostruzioni giornalistiche, escludendo che il suo pensiero fosse quello di una regolarizzazione di tutti i migranti presenti in Italia
sprovvisti del titolo di soggiorno. “Chi si può rimpatriare lo si rimpatri- prosegue-. Poi, quest'anno si sono aggiunti altri 50-60 mila richiedenti asilo 'diniegati'. Se stessi in una casa, in un albergo mi preoccuperei di non sapere chi mi sta accanto, di rendere visibili chi vive insieme a noi". Pertanto, sostiene Rossi, "il Parlamento, il governo devono discutere questo tema e devono fare questa legge che renda questi invisibili, visibili. Poi, occorre costruire dei corridoi umanitari e far venire chi chiede asilo selezionando a monte chi ha diritto".
Quanto invece al dibattito interno relativo al possibile business sull’accoglienza migranti, Legacoop non ci sta alle facili generalizzazioni: “le polemiche dal punto di vista politico danno l'impressione che noi gestiamo l'accoglienza per il 100%.
L'accoglienza viene gestita da meno del 20% dalle cooperative. E’ un dato che la dice lunga sulla pretestuosità di alcune posizioni politiche che individuano nella cooperazione lo strumento che ci guadagna nella gestione di un fenomeno che non dipende da noi”. Lo afferma il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti rispondendo ai giornalisti a margine di un'iniziativa sulla formazione. Noi gestiamo il 17% dell'accoglienza- ribadisce- e ci teniamo a sottolineare che oltre all'accoglienza noi portiamo avanti in modo molto importante anche l'integrazione. Abbiamo intere cooperative nelle quali l'ospitalità si trasforma in integrazione per centinaia di migranti. In tutta l'area di servizi e del sociale abbiamo questa politica che non si ferma all'accoglienza. E sono queste le risposte concrete che offriamo". Sullo sfondo resta la questione più scottante, quella di Mafia Capitale all'origine di molti attacchi alle coop, che ha coinvolto però, precisa Lusetti, "non solo cooperative, ma anche imprenditori e imprese private. Per quanto ci riguarda- evidenzia- noi i compiti a casa li abbiamo fatti tanto che abbiamo ottenuto da parte del tribunale l'ammissione come parte lesa nel procedimento penale. E in questi mesi avremo in riassegnazione la '29 giugno', perché si è completato insieme a noi un percorso di risanamento complessivo di quella cooperativa”.
Chi si è macchiato di reati, pertanto, specifica ancora Lusetti, “è stato espulso e la cooperativa nel suo complesso è stata avviata a una rigenerazione”. L'altra scelta essenziale di Legacoop è stata quella di non gestire più i grandi centri, ma di concentrarsi sulle piccole-medie strutture messe a disposizione dal programma Sprar "che sono amministrabili secondo logiche anche di rispetto della persona e di qualità dei servizi”.
Infine è da registrare che per i minori stranieri non accompagnati sono in arrivo progetti per 3,5 milioni di euro, stanziati da otto fondazioni bancarie. Grazie al bando nazionale "Never alone", sono state selezionati otto enti del terzo settore, che avvieranno progetti in 12 regioni con l'obiettivo di accompagnare questi minori nella loro crescita verso l'età adulta. Sono previste soluzioni innovative per la loro accoglienza, integrazione e formazione. Le fondazioni che hanno dato vita al bando "Never alone" sono: Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione con il Sud, Enel Cuore, CRT-Cassa di Risparmio di Torino, Cassa di Risparmio di Cuneo, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Monte dei Paschi di Siena.
Il bando "Never Alone" si inserisce in un'iniziativa congiunta di quattordici fondazioni europee nata per promuovere progetti con lo stesso obiettivo in Italia, Grecia, Germania e Belgio. Nel nostro Paese hanno vinto il bando il Centro Italiano Aiuti all'Infanzia Onlus di Milano (riceverà un contributo di 550mila euro), il Cesvi di Bergamo (560 mila euro), Cidis di Perugia (560 mila euro), Cooperazione Internazionale Sud Sud di Palermo (260 mila euro), Dedalus Cooperativa sociale di Napoli (420 mila euro), Fondazione Museke di Brescia (380 mila euro), Istituto Don Calabria di Verona (340 mila euro) e Save the Children di Roma (430 mila euro).
 
 
 
 
 
 
 


( Stefano Mirabelli / 13.01.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top