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Regioni.it

n. 3080 - lunedì 16 gennaio 2017

Sommario
- Bonaccini: fiere parte rilevante dell'economia
- Crocetta e Rollandin sul tema migranti
- Istat: prezzi al consumo e andamento inflazione
- Lorenzin e Bonaccini su vaccini gratuiti
- Patto Puglia: incontro Emiliano con De Vincenti
- Consiglio ministri 14 gennaio: costi standard e leggi regionali

+T -T
Istat: prezzi al consumo e andamento inflazione

(Regioni.it 3080 - 16/01/2017) Nel 2016 i prezzi al consumo hanno registrano una variazione negativa (-0,1%) come media d'anno. Lo rileva l’Istat: "E' dal 1959, quando la flessione fu pari a -0,4%, che non accadeva".
E’ confermato anche il salto dei prezzi registrato a dicembre 2016: +0,5% sull'anno (+0,4% sul mese), con l'aumento maggiore a partire da maggio 2014.
Inoltre nessuna delle maggiori città italiane è in deflazione a dicembre del 2016. I dati definitivi dell'Istat mostrano che, tra i capoluoghi delle regioni e delle province autonome in esame, 18 su 19 registrano un aumento dei prezzi su base annua (erano 10 a novembre). L'unica esclusa è Roma, dove i prezzi appaiono stabili.
Bolzano (+1,4%) e Trieste (+1,2%) sono le città in cui i prezzi registrano gli incrementi più elevati. Seguono Aosta, Napoli e Milano (+0,8% per tutte e tre), con la città lombarda che fa segnare un'inversione di tendenza rispetto a novembre (era -0,1%). Vengono subito dopo Cagliari e Venezia (+0,7% per entrambe), Trento (+0,6%) e Genova (+0,6%).
Le più colpite sono le famiglie povere. Al fine di valutare i diversi effetti dell'inflazione in base ai livelli di consumo, l'Istat ha suddiviso le famiglie in cinque classi per la loro spesa mensile. Nella prima fascia ci sono le famiglie con la spesa più bassa e nell'ultima quelle con la spesa più alta. I prezzi sono così risultati, nella media del 2016, in calo dello 0,5% per la prima fascia, dello 0,3% per la seconda e dello 0,1% per la terza. Nella quarta fascia sono stati invariati e sono saliti dello 0,1% nell'ultima. Le ragioni di questo andamento, per l'Istat, sono da rintracciare nel maggior peso dell'aggregato energia per le famiglie con minore capacità di spesa.
Comunque per il 2017 l'andamento dei prezzi nel 2016 lascia un'"eredità" positiva. "Il calcolo del trascinamento dell'inflazione sul 2017 registra un valore positivo (+0,4%), dovuto alla ripresa della dinamica dei prezzi rilevata nel secondo semestre dell'anno appena concluso", spiega sempre l'Istat.
“In media, nel 2016, per le famiglie con minore capacità di spesa la variazione dei prezzi al consumo, misurata dall'indice IPCA, è negativa (-0,5%), mentre per quelle con maggiore capacità di spesa risulta positiva e pari a +0,1%.
L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e dello 0,4% su base annua. La variazione media annua relativa al 2016 è negativa e pari a -0,1% (lo stesso valore registrato nel 2015)”.

 

Prezzi al consumo

Produzione industriale

Euro-zone economic outlook

Prezzi delle abitazioni

 



( red / 16.01.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
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