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Regioni.it

n. 3088 - giovedì 26 gennaio 2017

Sommario
- Piano vaccinazioni e Lea: confronto Regioni-Ministero
- La sentenza della Consulta apre il dibattito sulla legge elettorale
- Gentiloni al Senato sull'emergenza terremoto e maltempo
- Migranti: confronto con Minniti, le valutazioni dei presidenti delle Regioni
- Critica la condizione finanziaria di Province e Città metropolitane
- Rossi: Governi invitano a cena e poi pagano Regioni

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La sentenza della Consulta apre il dibattito sulla legge elettorale

Il parere di Serracchiani, Rossi, Toti, Maroni ed Emiliano

(Regioni.it 3088 - 26/01/2017) La sentenza della Consulta apre il dibattito sulla legge elettorale e fra i diversi pareri sono molte le prese di posizione da parte dei Presidenti delle Regioni. "Al voto subito. La sentenza (i cui contenuti sono stati diffusi il 25 gennaio dalla Consulta, vedi "Regioni.it n.3087) è immediatamente applicabile, quindi non ci sono motivi per non andare al voto: la democrazia con la 'D' maiuscola deve prevalere, quindi andiamo al voto con questa legge elettorale". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, questa sera, a margine della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, commentando la sentenza della Consulta sull'Italicum. La legge elettorale "uscita dalla Consulta ci consente di andare a votare subito" e per noi è "una sfida ancora più importante, nel centrodestra, perché ci costringe a metterci insieme, a fare una lista unica, perché il premio di maggioranza va alla lista". Lo ha detto Roberto Maroni a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università statale di Milano. Secondo l'ex segretario della Lega, il leader del 'listone' sarà "il candidato premier" che si può selezionare con le primarie. 
Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, "il Presidente della Repubblica, Mattarella, abbia assolutamente ragione. Noi dobbiamo avere due sistemi elettorali nei due rami del Parlamento che siano omogenei. Il Presidente è stato chiaro sia durante gli auguri per le feste natalizie, sia durante il suo messaggio al popolo italiano. Quindi il Parlamento dovrà legiferare per rendere omogenei i due sistemi elettorali che in questo momento sono assolutamente strabici e non possono convivere”. "Con la distruzione dell'Italicum da parte della Corte Costituzionale possiamo dire che dei 1000 giorni di governo del Pd non è rimasto nulla". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, rilevando che è "un gran peccato aver sprecato tante energie e creato tanti conflitti dentro il Paese e dentro il Pd ed il Centrosinistra per non ottenere nessun risultato".
L'unica "alternativa alla legge elettorale proporzionale uscita dalla Consulta è Mattarellum proposto dal @pdnetwork. Se non trova consenso, si voti". Lo scrive in un tweet Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd e Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. "Mi sembra che siamo nelle condizioni di poter andare a votare, del resto siamo aperti alla discussione. E' da un mese che diciamo di avere una proposta, ora la politica deve entrare in campo e fare una scelta". ha spiegatoi poi la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Sereacchiani, ospite di "Porta a Porta". "Se sarà la Prima Repubblica non lo so. La sentenza di oggi è molto chiara, rimane l'impianto dell'Italicum, ci saranno i 100 collegi, ci saranno i capilista, addirittura rimangono le candidature plurime. La Corte - sottolinea - ha eliminano il ballottaggio, del resto, dopo il no al referendum era anche abbastanza strano che rimanesse. La sentenza della Corte Costituzionale, consegna al Paese una legge elettorale immediatamente applicabile e fa cadere ogni alibi, ora tocca al Parlamento. Il Pd ha fatto a tutte le forze politiche una proposta chiara, definita e di veloce applicazione: il ritorno al Mattarellum. E' una legge maggioritaria - continua Serracchiani - che ha gia' dimostrato di funzionare e che consente una buona stabilita' e un rapporto diretto cittadino-elettore. Ora tocca alle altre forze politiche esprimersi in tempi ragionevolmente brevi. Se non sara' possibile trovare un accordo fra le forze parlamentari - conclude Serracchiani - l'unica alternativa possibile e' tornare al voto con le leggi vigenti".
"L'idea del Mattarellum mi convince, quindi mi auguro che" dalla sentenza odierna della Consulta sull'Italicum "venga fuori qualcosa che consenta poi di innestarsi con questa proposta che e' quella di tutto il Pd". Lo ha detto il Presidente della Toscana, Enrico Rossi, nel corso di un incontro con la stampa tenutosi a Firenze. "Sono favorevole a una legge che consenta la rappresentativita' dei cittadini, il collegio di centomila persone mi convince, con l'obbligo di residenza- aggiunge - Uno per candidarsi deve dimostrare che per cinque anni risiede in quel territorio e lo conosce". "Penso sia un errore andare a votare subito. Il Paese ha diversi problemi da affrontare a cominciare dal terremoto e dalle calamita' su cui c'e' una protesta dei cittadini" aggiungre Rossi, nel corso di un videoforum su Repubblica.it.  Rossi sottolinea che occorre occuparsi anche della "disoccupazione giovanile". Insomma, "abbiamo da lavorare. Rischiare elezioni ora, con il fatto che tante cose fatte dal riformismo velocista renziano sono state colpite e vanificate, sarebbe un errore". Inoltre, dice ancora, lo stesso presidente della rRpubblica "dice: cerchiamo che le due leggi siano omogenee tra Camera e Senato. La vera sfida per il parlamento e' fare una legge non imposta con la fiducia, ma che dia il senso che si cambia". Secondo il governatore della Toscana "Renzi dovrebbe provare a cambiare la sua natura, costruire una serie di rapporti. Parli con le forze politiche e, in tempi rapidi, consegni una legge che sia stabile, almeno per un decennio, per il Paese. Questo non viene fatto ed e' un errore". "Condivido l'idea di Renzi di puntare sul mattarellum. Ma se non sara' possibile" occorre "garantire una buona legge ellettorale". Lo dice Enrico Rossi, presidente della regione Toscana, nel corso di un videoforum su Repubblica.it. Il governo Gentiloni "deve durare se fa le cose che deve", come ad esempio "un intervento sui voucher per evitare il referendum della Cgil"; occuparsi "della disoccupazione giovanile e dell'emergenza terremoto perche' non si puo' dire che tutto sta andando bene". Secondo Enrico Rossi "un governo dura se fa cose e penso che il Pd debba sostenerlo perche' queste cose vengan fatte. Se ogni giorno pero' parliamo di elezioni anticipate e' un modo per logorarlo". Insomma, continua Rossi, "sarebbe un errore convocare una direzione per sfiduciare il governo Gentiloni, sarebbe il bis di quello accaduto con Letta".  L'idea di andare subito a elezioni e' un po' come "chiedere la rivincita, neanche sui campetti di periferia fanno cosi'". Il Pd invece "avrebbe bisogno di un congresso e di sostenere il governo Gentiloni perche' faccia cose importanti. Renzi dovrebbe passare da una funzione di comando a una di direzione. E' meglio un federatore, un moderatore" perche' ormai "i personalismi sono un male della politica". Tornando alla legge elettorale, Rossi propone di "eliminare i capilista" perche' creano "un parlamento di nominati che agli italiani non piace". Infine una stoccata al blog di Renzi: "Forse dovrebbe parlare piu' del Pd, c'e' necessita' di aprire la discussione e non di chiudersi: e' Renzi che deve fare un passo verso gli altri".
"Io capisco benissimo chi dice 'Andiamo al voto con questa legge', credo sia la volonta' reale degli elettori ed è bene che la politica ne tenga conto. Ma se il Parlamento vuole sopperire al fatto che per ben due volte è stato commissariato dalla Consulta, prenda oggi le due tracce, approvi una legge elettorale che funzioni, che dia la possibilita' di scegliere agli elettori da chi essere governato e si torni a votare nel piu' breve tempo possibile". E' questo il giudizio del presidente della Liguria, Giovanni Toti, anche lui intervenuto a "Porta a Porta". "Dal punto di vista tecnico - ha poi aggiunto intervenendo a Radio Anch'io su Rai 1 - si puo' andare a votare subito, da un altro punto di vista credo che serva un Parlamento governabile. Io sono per votare il prima possibile ed è quello che chiedono gli italiani con il risultato del referendum. Anche il presidente Berlusconi fa un ragionamento di buon senso,  non pensa ai suoi interessi", ha aggiunto Toti. "Siamo per votare davvero il prima possibile, ma con una legge elettorale omogenea tra Camera e Senato, la via maestre sarebbe un accordo rapido su una legge elettorale efficace", ha chiosato. Penso sia un brutto regalo altri cinque anni al Paese come questi che abbiamo passato, con tanti parlamentari che hanno cambiato casacca. Se il Parlamento, dopo essere stato commissariato due volte dalla Corte, prima con il Porcellum e poi con l'Italicum, avesse un sussulto di orgoglio per trovare una legge elettorale piu' utile ed efficace della legge elettorale uscita dalla Consulta, sarebbe meglio, altrimenti si andra' a votare con questa", ha concluso il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.
Per comprendere l'evoluzione normativa e la disciplina vigente del sistema di elezione del Parlamento nazionale, finmo alla sentenza della Corte Costituzionale è in rete un dossier di documentazione, prodotto dal Servizio studi del Senato della Repubblica e dal Servizio studi della Camera dei deputati, .


( sm / 26.01.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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