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Regioni.it

n. 3088 - giovedì 26 gennaio 2017

Sommario
- Piano vaccinazioni e Lea: confronto Regioni-Ministero
- La sentenza della Consulta apre il dibattito sulla legge elettorale
- Gentiloni al Senato sull'emergenza terremoto e maltempo
- Migranti: confronto con Minniti, le valutazioni dei presidenti delle Regioni
- Critica la condizione finanziaria di Province e Città metropolitane
- Rossi: Governi invitano a cena e poi pagano Regioni

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Migranti: confronto con Minniti, le valutazioni dei presidenti delle Regioni

(Regioni.it 3088 - 26/01/2017) Il 25 gennaio si è tenuita una Conferenza delle Regioni, in seduta straordinaria, dedicata all'immigrazione con il ministro dell'Interno, Marco Minniti che ha giudicato imprescindibile il confronto con le istituzioni regionali ed ha assicurato "Lavoreremo ancora insieme nei prossimi giorni, non mesi; itempi delle scelte saranno rapidi". Sul tema oltre al Presidente e al vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti (cfr. "Regioni.it" n.3087) si sono espressi gran parte dei presenti all'incontro.
"Mi pare che dalla riunione sia emerso un passo indietro del Governo sui Cie, i centri di identificazione ed espulsione, ed un sì al riconoscimento del ruolo e quindi al dialogo con le Regioni". È il giudizio sintetico del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha sottolineato il cambiamento di metodo da parte del ministro che riconosce alle Regioni un ruolo fondamentale e ha precisato che il Governo ha riconosciuto che quella dei Cie è un'esperienza chiusa, parlando invece di strutture sottoposte a sorveglianza speciale per consentire in pochi giorni l'espulsione di quei soggetti che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale. "Positiva - ha aggiunto Rossi - anche la promessa di impegnarsi con i Paesi di provenienza per accordi sui rimpatri, compreso un intervento sulla Libia. Io ho fatto notare che va sottolineato anche l'aspetto dell'integrazione e quello dei 450.000 irregolari prodotti dalla Bossi-Fini che costituiscono un bacino scuro, in cui attingono la criminalità, chi usa il lavoro nero, chi spaccia droga. Occorre invece far emergere positivamente i migranti ed il ruolo che possono avere nella società. E su questo il ministro ha dato la sua disponibilità". Il presidente della Toscana ha incassato anche il favore mostrato dal ministro rispetto al modello di accoglienza diffusa, che in Toscana si pratica da anni e la volontà di dare più poteri a Regioni e Comuni insieme ai prefetti. Ha infine apprezzato il rinnovato impegno da parte del Governo a lavorare su questi temi "con una volontà di confronto con le Regioni che prima non avevamo mai visto".
Il presidente della Provincia autonoma di Bolnzano, Arno Kompatscher, ha spiegato che per quanto riguarda la distribuzione dei richiedenti asilo sul territorio nazionale e l'annunciata riapertura dei centri di identificazione ed espulsione, Minniti ha chiarito che si tratta "solamente" di proposte, le quali devono essere ancora discusse assieme a Regioni e Province autonome, con le quali verrà avviato un confronto costante già a partire dalle prossime settimane. "Ho apprezzato il fatto che il governo abbia esposto una strategia complessiva e anche la volontà di dialogare anzichè imporre - ha spiegato Kompatscher - e condivido la linea annunciata da Minniti che punta da un lato su una migliore integrazione di coloro che hanno diritto allo status di rifugiato, ma anche su una maggiore severità nei confronti di chi non ha queste credenziali". Il Ministro ha puntato l'attenzione sulla riduzione dei flussi in arrivo grazie agli accordi con gli stati di partenza, ma anche su una migliore redistribuzione sia sul territorio nazionale, evitando concentrazioni eccessive in pochi comuni, sia a livello europeo. Minniti ha inoltre annunciato che il governo adotterà misure per ridurre i tempi delle procedure di asilo, anche intervenendo sulla possibilità di ricorso, e ha sottolineato che un sistema di asilo credibile richiede anche misure per rendere effettive le espulsioni, compresa l'attivazione di cosiddetti "centri per il rimpatrio". Il principio deve essere quelle della severità con chi non ha diritto, della migliore integrazione possibile per chi ha diritto. Nel suo intervento il presidente Arno Kompatscher ha ribadito al Ministro l'importanza di "equiparare, ai fini delle quote, i richiedenti asilo che arrivano via terra con quelli che arrivano via mare, in modo tale da non penalizzare le regioni di confine del Nord. Per quanto riguarda la distribuzione delle accoglienze, indipendentemente dal parametro scelto, è importante che la gestione operativa sul territorio continui ad essere coordinata dalla Provincia, che conosce al meglio la realtà locale". Il Landeshauptmann, inoltre, sottolinea che "un sistema funzionante deve prevedere procedure più rapide e anche dei centri per il rimpatrio di quanti non hanno diritto: anche per essi è importante come il Ministro abbia sottolineato il principio della massima collaborazione fra Stato ed enti locali". Il presidente Kompatscher ha inoltre consegnato a Minniti alcune proposte per semplificare le procedure per l'apertura delle strutture di accoglienza, attualmente rallentate dagli eccessivi vincoli burocratici. In conclusione Minniti ha sottolineato che intende procedere in modo spedito rispetto alle strategie esposte, non facendo però mai mancare il dialogo con gli enti locali.
Dubbioso il commento del presidente della Lombardia, Roberto Maroni: "Sono rimasto un po' perplesso dall'intervento del ministro Minniti, perche' l'avevo sentito a Milano, al Comitato provinciale, aveva parlato dei Cie e di misure molto severe e oggi ha detto che i Cie ci saranno ma saranno qualcosa di diverso, mi pare una retromarcia rispetto alla posizione espressa qualche settimana fa e che io avevo condiviso". "Non vorrei che, andando avanti così, si rimanesse nel libro delle buone intenzioni senza nulla di concreto - ha proseguito Maroni -. Io e i governatori di Veneto e Liguria, Zaia e Toti, abbiamo fatto proposte concrete: fermare i flussi, facendo campi profughi lì e combattendo quindi i trafficanti di esseri umani, poi rimpatri di chi non ha diritto a rimanere e poi si possono anche realizzare i Cie, ma che siano davvero strutture per riconoscimenti e rimpatri, altrimenti non servono a nulla. Queste sono misure concrete ed efficaci, che avevo gia' attuato io da ministro dell'Interno - ha concluso Maroni- se Minniti farà così, bene, altrimenti rimaniamo a livello di chiacchiere e noi continueremo le nostre battaglie".
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ha " giudicato positivamente l’iniziativa del ministro dell’Interno Minniti di iniziare un lavoro con le Regioni prima per definire i fenomeni e poi per affrontarli. Gli ho chiesto sostegno per porre fine alla presenza di organizzazioni criminali, probabilmente di natura mafiosa, che creano il racket del lavoro in agricoltura in Puglia: sono vent’anni che questa situazione viene sopportata dal Ministero dell'interno”. “Io – riferendosi alla questione dei “ghetti” - sono stato il primo presidente della Regione Puglia a denunciare l'esistenza di questi luoghi e ho preteso che vengano riportati sotto la legislazione italiana". "Ho chiesto - ha concluso Emiliano - che si cominci un tavolo di lavoro permanente tra Regioni e Governo per la gestione dei fenomeni migratori, per trasformarli in una opportunità e non considerarli solo una minaccia”.
“La sua presenza qui può essere il segnale di un cambio di rotta - ha detto il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia rivolgendosi al Ministro dell’Interno Marco Minniti -perché con il suo predecessore ricevevamo solo ordini dal Prefetto Morcone, ma ancora non si vede un vero processo organizzato, con modalità chiare per il rimpatrio dei richiedenti asilo non aventi diritto, che sono due terzi dei 180 mila che arrivano ogni anno, per la tipologia dei Cie dei quali tanto si parla, che non possono essere un parcheggio per migliaia di immigrati irregolari, per il grave problema del rilascio delle carte d’identità prima del riconoscimento dello status di rifugiato. Per questi motivi il mio è un ‘no’ fermo, non preconcetto ma realistico. Senza polemica, con la speranza che qualcosa possa cambiare davvero. Una sua chiara presa di posizione contro le carte d’identità ‘facili’, ad esempio – ha proseguito Zaia – sarebbe significativa: ci vorrebbe poco e sarebbe un bel segnale, perché si tratta di un documento fondamentale che non può essere rilasciato con leggerezza a tutti, ma solo a chi ha ricevuto lo status di rifugiato. Per tutti gli altri basta un pezzo di carta del Comune, che abbia anche bene in vista la scadenza”. “Dobbiamo capire – ha proseguito il pèresidente del Veneto – se c’è un Piano serio o se siamo ancora di fronte all’equa ripartizione del malessere, se e come si pensa di attivare il sistema dei rimpatri, se esistono o no gli accordi internazionali la cui assenza era fino a ieri la giustificazione preferita del Ministero, se è reale la prospettiva di realizzare campi di prima accoglienza in nordafrica, se saranno davvero attuate le misure di cui per ora solo si parla. Per tutti questi motivi – ha ribadito Zaia – siamo e restiamo contro l’accoglienza diffusa. Un no che, in Veneto, è assolutamente trasversale ai partiti e viene da tantissimi sindaci di ogni colore politico e dalla gente”. “In Veneto – ha ricordato – abbiamo 517 mila immigrati perfettamente integrati e siamo un modello d’integrazione riconosciuto, ma con il 12% della popolazione già straniero e con 175 mila disoccupati, molti dei quali immigrati regolari che hanno perso il lavoro per la crisi, riteniamo di non poter andare oltre”. “Se oggi Lei ci chiede se come Regione siamo disposti ad essere parte nel sistema attuale di accoglienza – ha concluso Zaia – la risposta è no. Credo che i motivi siano chiari, razionali, e per nulla preconcetti”.
"L'incontro  del ministro con la Conferenza delle Regioni ha segnato un evidente cambio di passo e l'importante volontà del ministro di aprire un dialogo costante con le Regioni per risolvere tutti i problemi legati al tema dell'immigrazione", ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. Tre i punti che la presidente del Friuli Venezia Giulia ha ribadito al ministro Minniti: "equiparare gli ingressi dei migranti via terra e via mare; espellere immediatamente chi delinque e chi è riconosciuto quale non avente diritto di asilo; ricorrere ai fondi europei per assicurare ai Comuni la possibilità di assumere personale in grado di seguire i progetti sulle attività socialmente utili dei richiedenti asilo, escludendo da queste i soggetti privati". Per quanto riguarda i piccoli centri per il rimpatrio degli irregolari, la presidente del Friuli Venezia Giulia ha precisato che, "come ha chiarito lo stesso ministro, nessuno prospetta una riedizione dei Cie, strutture non più proponibili, mentre si ritengono utili piccoli centri per l'identificazione e l'espulsione dei non aventi diritto". Per quanto concerne inoltre il tema dei sermoni nelle moschee, Serracchiani ha confermato "che c'è la volontà di giungere a un accordo con le comunità islamiche affinché i discorsi vengano pronunciati in italiano. Si tratta - ha concluso - di un passaggio che richiede l'intesa dei diretti interessati ma che può essere molto utile per favorire relazioni più trasparenti".
Un "clima costruttivo" e "la volontà del ministro di coinvolgere le Regioni stesse e di lavorare assieme" sono state rilevate dall'assessore del Friuli Venezia Giulia alla Solidarietà, Gianni Torrenti, che ha preso parte alla riunione insieme alla presidente della Regione Debora Serracchiani. "Dai presidenti delle Regioni non sono giunte proposte alternative al Piano del ministro - ha reso noto Torrenti - mentre si è profilata l'individuazione di un Gruppo di lavoro ristretto che permetta alle Regioni di collaborare operativamente con il Viminale sul tema dell'immigrazione". Anche l'assessore friulano ha evidenziato alcuni punti fermi delineati nell'incontro. "Da un lato è stato ribadito che deve essere intangibile il rispetto dei diritti umani dei migranti a tutti i livelli e in tutte le sedi; dall'altro - ha concluso Torrenti - si conferma da parte del ministro Minniti la volontà di un'accelerazione dei processi di integrazione, dando propulsione alle attività socialmente utili, di pari passo con una severità dei rimpatri per i non aventi diritto supportata da accordi internazionali nel quadro di una politica di disincentivazione dei flussi verso l'Italia".
Secondo il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta  "Il piano Minniti e' un piano importante, sancisce una certezza. Chi puo' richiedere asilo deve entrare, chi non ha questo diritto deve essere accompagnato fuori dai confini nazionali". Per Crocetta è 'inutile il reato di immigrazione clandestina mentre ha piu' senso accelerare le pratiche di identificazione. Un altro aspetto importante del piano e' che prevede intese con il mondo islamico italiano, riconoscendo ufficialita' delle moschee e la predicazione in italiano. Io credo che dovrebbe essere reso ufficiale anche l'imam". 
In sintesi Cie con capienza pari a 80-100 unità, velocizzazione del riconoscimento dello status di profugo, accordi con i Paesi da cui i migranti arrivano. Sono questi i punti del Piano del Governo riferiti dalla vicepresidente della Regione Siciliana e coordinatrice della Commissione Immigrazione della Conferenza  delle Regioni, Mariella Lo Bello. "Servono risposte dall'Europa - ha detto Lo Bello, arrivando alla Conferenza delle Regioni per l'incontro con il ministro dell'Interno Minniti sul tema dell'immigrazione - serve soprattutto l'aiuto ai Paesi da cui provengono i migranti per evitare che questi abbiano motivi per mettersi in viaggio".
Infine l'assessore della provincia autonoma di Trento, Luca Zeni, ha espresso al ministro il proprio apprezzamento per la visione complessiva contenuta nel piano, evidenziando come l'esperienza trentina abbia da tempo proposto e imboccato la strada dell'accoglienza diffusa, attraverso il volontariato, che viene ora proposta a livello nazionale.
Presidenti


 


( Stefano Mirabelli / 26.01.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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