Regioni.it

n. 3089 - venerdì 27 gennaio 2017

Sommario

Documento della Conferenza delle Regioni del 19 gennaio

+T -T
Spettacolo: bene normativa unitaria, ma occorre coinvolgimento Regioni

(Regioni.it 3089 - 27/01/2017) La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, nella riunione del 19 gennaio, ha approvato un documento sul ddl delega per il codice dello spettacolo.
Il testo è stato poi illustrato il 25 gennaio dall'assessore Gianni Torrenti (Friuli Venezia Giulia), coordinatore della commssione beni e attività culturali della Conferenza delle Regioni, nel corso di un'audizione parlamentare al Senato (cfr. "Regioni.it" del 25 gennaio).
Si riporta di seguito il testo del documento senza gli allegati (pubblicati nella sezione "Conferenze" del sito www.regioni.it).
Valutazioni in merito al disegno di legge recante “delega al governo per il codice dello spettacolo” (s 2287 – bis)
La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, pur ribadendo la storica posizione favorevole all’utilizzo dell’iter ordinario per la disciplina della materia, condivide innanzitutto la necessità e l’urgenza di una disciplina unitaria nel settore dello spettacolo dal vivo adeguata alle trasformazioni intervenute nei decenni trascorsi dagli ultimi interventi legislativi organici, ritenendo opportuno cogliere l’occasione dell’audizione richiesta per formulare alcune osservazioni sul testo. La Conferenza ribadisce inoltre la richiesta di un tempestivo ed autentico coinvolgimento nel prosieguo dell’iter.
Sul testo ora in discussione al Senato, da un punto di vista generale si evidenzia che, come ricordato anche dalla recente sentenza del Consiglio di Stato (Consiglio di Stato, sez. VI, 30/11/2016 n. 5035) sul piano costituzionale, lo spettacolo rientra nella materia concorrente della "promozione e organizzazione di attività culturali", di cui all'art. 117, comma 3, Cost., che ricomprende "tutte le attività riconducibili alla elaborazione e diffusione della cultura " (Corte Cost. n. 255 del 2004).
Ne consegue che lo Stato dovrebbe fissare soltanto i principi fondamentali della materia mentre spetterebbe alle Regioni adottare la normativa di dettaglio; sarebbe pertanto coerente prevedere una “legge quadro”, finalizzata ad indicare gli obiettivi e i principi fondamentali della materia, piuttosto che un codice dello spettacolo, che lascia presupporre una disciplina organica, complessiva e auto-applicativa, tale da comprimere quantomeno la competenza che la Costituzione assegna alle Regioni.
Il DDL non sembra infatti rispettare i limiti di cui all’art. 117 Cost.: vedasi, ad esempio, quanto previsto alla lettera e) del quarto comma, ove si dispone che sia un provvedimento statale ad individuare le modalità con cui le Regioni e Province autonome concorrono all’attuazione dei principi fondamentali, facendo presumere l’intenzione di voler agire in sussidiarietà.
In occasione dell’esame del testo del DDL proposto le Regioni e le Province autonome richiedono di rispettare i limiti della competenza concorrente modificando il testo della norma sostituendo all’articolo 1, comma quarto, lettera e), le parole “individuazione delle modalità con cui le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano concorrono all’attuazione dei principi fondamentali “ con le parole ”definizione dei principi fondamentali ai cui le regioni e province autonome di Trento e Bolzano devono attenersi”.
E’ noto che lo Stato, qualora ravvisi l'esistenza di esigenze unitarie, può, in presenza di materie (esclusive o) concorrenti regionali, "chiamare in sussidiarietà" funzioni regionali o degli enti locali e, in ossequio al principio di leale collaborazione, dettare la relativa disciplina. In questo caso, la giurisprudenza costituzionale ha delineato un preciso procedimento che deve essere seguito ai fini del giudizio di conformità alla Costituzione, stabilendo, tra l'altro, che occorre assicurare la partecipazione dei livelli di governo coinvolti attraverso strumenti di leale collaborazione, con la conseguenza che la legislazione statale "può aspirare a superare il vaglio di legittimità costituzionale solo in presenza di una disciplina che prefiguri un iter in cui assumano il dovuto risalto le attività concertative e di coordinamento orizzontale, ovvero sia le intese, che devono essere condotte in base al principio di lealtà" (sentenza n. 303 del 2003).
Per le motivazioni di cui sopra si propone di modificare il comma 5 prevedendo che il decreto o i decreti legislativi previsti dalla legge delega siano adottati previa acquisizione non del parere bensì dell’intesa della Conferenza Stato–Regioni.
In merito alla necessità di prevedere un’intesa e non un semplice parere si ricorda che anche lo scorso novembre la Corte Costituzionale (sentenza n. 251) ha affermato l'illegittimità costituzionale di un provvedimento normativo, nella parte in cui, lo Stato, pur incidendo su materie di competenza sia statale sia regionale, legiferi sulla base di una forma di raccordo con le Regioni, che non è l'intesa, ma il semplice parere, dichiarandolo non idoneo a realizzare un confronto autentico con le autonomie regionali. La necessità di un’intesa è affermata anche qualora il provvedimento normativo con il quale si incide in materie di competenza regionale sia un decreto legislativo. La stessa sentenza individua quale luogo ove raggiungere l'intesa la Conferenza Stato – Regioni.
Anche le norme contenenti le deleghe al Governo che incidono su materie di competenza sia statale sia regionale, devono prevedere che la disciplina sia adottata sulla base di una forma di raccordo con le Regioni che deve essere quella dell'intesa.
Potrebbe farsi un’eccezione solo per i decreti che riguardano le fondazioni lirico – sinfoniche che, come affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 153 del 2011, operando in un settore dominato da soggetti che realizzano finalità dello Stato – devono essere ascritti alla materia «ordinamento e organizzazione amministrativa […] degli enti pubblici nazionali», di competenza esclusiva statale ex art. 117, secondo comma, lettera g), Cost..
Visto il contenuto della citata sentenza, ed in particolare del considerando 5.3, appare inoltre contraddittorio che, come previsto alla lettera c) del comma 3, il finanziamento statale sia ridotto a fronte di una limitata o ridotta contribuzione da parte degli enti pubblici territoriali.
Si evidenzia inoltre che il DDL 2287 – bis in merito alla responsabilità dell’equilibrio di bilancio prevista in capo al sovrintendente delle fondazioni lirico - sinfoniche dovrebbe precisare che si intende per equilibrio di bilancio (pareggio? saldo positivo? limiti al saldo negativo?) e, nello stabilire di che equilibrio si tratta, dovrebbe tenere in considerazione la situazione delle fondazioni lirico sinfoniche ed evitare una eccessiva rigidità che potrebbe metterle in grave difficoltà.
Il tema delle fondazioni lirico sinfoniche è quello che, sia per le situazioni critiche in cui versano la maggior parte di esse che per la difficoltà a reperire finanziamenti da destinare alle stesse, preoccupa di più. Le Regioni hanno manifestato contrarietà a qualsiasi forma di collegamento tra i finanziamenti erogati a loro favore dallo Stato e quelli concessi dalle Regioni, Province e Comuni, chiedendo quindi che venga meno il comma 3, lettera e), ove si prevede l’incentivazione di un’adeguata contribuzione da parte degli enti locali a favore delle fondazioni lirico sinfoniche.
In riferimento alle fondazioni lirico sinfoniche appare di difficile comprensione l’attuale testo della lettera a) del comma 3.
Si propone inoltre di modificare la lettera a) del comma quattro inserendo, dopo “sostenendo la capacità di operare in rete tra soggetti e strutture del sistema artistico e culturale” le parole” anche al fine di rafforzare la diffusione delle attività sul territorio nazionale, consentendo pari opportunità di fruizione”.            
Si ritiene opportuna una diversa formulazione anche della lettera l) del comma 4 perché il testo attuale fa riferimento solo ai giovani, senza includere chiaramente la fascia adolescenziale e infantile. A tal fine si auspica la sostituzione dell’attuale testo (“introduzione di norme, nonché revisione di quelle esistenti in materia, volte all’avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo e finalizzati a creare un efficace percorso di educazione delle nuove generazioni;”) con le parole ”introduzione di norme, nonché revisione di quelle esistenti in materia, volte all’avvicinamento delle nuove generazioni, fin dalla più tenera età, alle attività di spettacolo e finalizzate a creare un efficace percorso di educazione dei giovani;”.
L’approvazione della legge sullo spettacolo dal vivo dovrebbe inoltre essere occasione per agevolare il superamento degli ostacoli frapposti alla fruizione dei contenuti dello spettacolo dal vivo da parte delle persone con disabilità sensoriali, uditive, visive, mentali e psichiche, prevedendo a tal fine l’inserimento di una nuova lettera al comma 2 che preveda, tra i criteri della delega, l’adozione di specifiche misure ed appositi incentivi.
La nuova disciplina potrebbe inoltre dedicare attenzione ad una serie di temi di rilevante importanza quali:
1 - definire i profili delle varie tipologie di beneficiari dei finanziamenti statali. Distinguendo i teatri nazionali dai teatri di rilevante interesse culturale si propone di riconoscere importanza alla drammaturgia contemporanea, prevedendo che necessariamente compaia nei programmi dei teatri nazionali;
2 - riconoscere un ruolo centrale all’educazione e, conseguentemente, alle scuole, prevedendo che il tema compaia trasversalmente in tutta la disciplina;
3 - favorire l’internazionalizzazione oltre le attuali previsioni connesse ai festival, a vantaggio sia della produzione che degli spettatori e quindi nell’ambito delle stagioni;
4 - prevedere l’obbligo della rotazione degli incarichi di amministratore e direttore;
5 - prevedere misure a favore dei territori svantaggiati di tutto il Paese anche con l’obiettivo di equilibrare la diffusione degli spettacoli tra nord e sud;
6 - favorire la circolazione delle opere, in particolare di quelle opere che hanno un rapporto fragile con gli spettatori e commercialmente meno forti (ad es. giovani e non famosi), incentivando la circuitazione e prevedendo qualora necessario anche dei circuiti alternativi rispetto a quelli attualmente disciplinati;
7 - valorizzare ulteriormente l’importanza degli accordi di programma e dei connessi cofinanziamenti Stato Regioni;
8 - proporre l’estensione della misura c.d “tax credit” a favore dell’edilizia teatrale in senso ampio, ricomprendendo anche la possibilità di utilizzo per la riconversione, la digitalizzazione e la sicurezza degli edifici teatrali.
Ricordando che in numerose occasioni la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha chiesto il coinvolgimento delle stessa nella redazione della disciplina dello spettacolo si fornisce, qui di seguito, una sintesi delle posizioni assunte.
Dalla riforma costituzionale del 2001 ad oggi la Conferenza si è più volte espressa sull’esigenza di una legge quadro sullo spettacolo dal vivo, da ultimo in occasione dell’esame del Disegno di legge recante c.d. disciplina del cinema e dell’audiovisivo, di cui il Disegno di legge 2287-bis è un estratto. Nel novembre 2004 la Conferenza si fece promotrice di una proposta di legge che disciplinava i principi fondamentali per lo spettacolo ai sensi dell’art. 117 comma 3 della Costituzione ma che non ebbe seguito nell’iter parlamentare.
Molte posizioni sono state poi espresse in occasione di taluni progetti di legge di iniziativa parlamentare, come ad esempio fra il 2009 e il 2012 in occasione del testo unificato “C136 e abbinati”, o anche a partire dall’esigenza di ribadire l’importanza dell’intervento legislativo. Più recentemente, la Conferenza ha riproposto la propria posizione in occasione dell’esame del Decreto Ministeriale del 1 luglio 2014.
In questi documenti ricorrono alcuni temi generali ma sono riportate anche proposte specifiche.
In via generale è richiamata la competenza concorrente e l’esigenza di un intervento normativo ordinario. Vi sono perciò riferimenti alle sentenze della Corte Costituzionale - sentenze n. 255 e 256 del 2004 - che riconducono la materia dello spettacolo nell’ambito concorrente, ed è ribadita l’esigenza di un dialogo strategico forte per condividere principi e strategie e rendere più efficaci gli interventi senza sovrapposizioni e contraddizioni. La Conferenza ha in particolare:
- proposto una propria posizione per una riforma delle fondazioni lirico sinfoniche;
- invitato a una riflessione sulle professionalità operanti nel settore al fine di valorizzarne le competenze;
- condiviso l’esigenza di un nuovo approccio alla gestione del Fondo che valorizzi l’accesso e quindi il riconoscimento dei giovani operatori;
- evidenziato la necessità di intervenire per un rapido adeguamento delle norme di sicurezza per lo spettacolo dal vivo e alla definizione di una regolamentazione attuativa di settore più organica;
- proposto la revisione delle norme fiscali sul patrimonio immobiliare, della disciplina per le sale teatrali ed i luoghi di spettacolo per la loro funzione culturale, sociale, di partecipazione ed aggregazione sul territorio;
- proposto l’introduzione di forme di incentivazioni fiscali per le donazioni;
- promosso il sostegno di un adeguato di finanziamento del settore che ne permetta l’esistenza e lo sviluppo;
- promosso il sostegno al sistema delle residenze artistiche.
Sono 16 i documenti che propongono specifiche posizioni dal 2003 ad oggi.

14 Aprile 2016
12 Giugno 2014
11 Luglio 2013
16 Maggio 2013
7 febbraio 2013
6 Dicembre 2012
10 Maggio 2012
3 Marzo 2011
3 Marzo 2011
22 Ottobre 2009
2 Luglio 2009
3 Marzo 2005
11 Novembre 2004 
27 Febbraio 2003
 
Roma, 19 gennaio 2016

link al documento integrale:


( red / 27.01.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata


time
0.094s