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Regioni.it

n. 3091 - martedì 31 gennaio 2017

Sommario
- Unioncamere: 41.000 imprese in più nel 2016
- Istat: dati su disoccupazione
- Sanità: le scadenze del Dpcm sui nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea)
- Bonaccini: smog non ha confini
- Lupo: Mai, Galletti e D'Alfonso su Piano nazionale di conservazione
- Zingaretti e Bonaccini: economie regionali, cambiamento in corso

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Lupo: Mai, Galletti e D'Alfonso su Piano nazionale di conservazione

(Regioni.it 3091 - 31/01/2017) Il Piano nazionale di conservazione e gestione del lupo è stato trasmesso dal ministero dell'Ambiente alle Regioni. E su questo Piano la regione Liguria vuole un approfondimento, e quindi chiede che nella prossima riunione della commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni il tema sia messo all’ordine del giorno.
“In vista della conferenza Stato-Regioni del 2 febbraio - spiega l'assessore regionale all'Agricoltura Stefano Mai - abbiamo chiesto che il testo sia approfondito nella seduta della Commissione Politiche agricole". Ma esprimono perplessità anche le regioni Abruzzo e Campania.
"Per quanto il testo presenti molti elementi condivisibili, - sostiene Mai - come la lotta al bracconaggio, tuttavia come Regione Liguria saremmo più propensi nell'affrontare le problematiche inerenti alla presenza del lupo nel nostro entroterra puntando maggiormente su sistemi di prevenzione. L'obiettivo finale resta comunque la tutela e la messa in sicurezza del comparto zootecnico locale”.
“Nessuno vuole ammazzare i lupi”, ha dichiarato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, ma “vogliamo una normativa che permetta di conservare la biodiversità e che permetta la convivenza fra i lupi e gli agricoltori”.
In certe zone la presenza del lupo è diventata un rischio per le attività agricole, spiega Galletti, “ci sono attività che chiudono per la presenza dei lupi. Per questo ho messo intorno ad un tavolo 70 esperti, che hanno predisposto 22 azioni per migliorare la convivenza fra i lupi e gli agricoltori”.
Le associazioni animaliste sono contrarie al Piano, criticando l’abbattimento, seppur controllato, dei lupi. “La ventiduesima azione – spiega Galletti – prevede che, dopo l'espletamento di un certo numero di procedure (un piano della Regione per il lupo, verificato dal Ministero dell'Ambiente), sia permesso il prelievo di un massimo del 5% del numero complessivo di questi animali sul territorio nazionale. Questa percentuale, dicono gli esperti, non mette a rischio la presenza del lupo in Italia. Se non facciamo questo, il bracconaggio diventerà lo strumento di tutela degli agricoltori. E allora davvero la sopravvivenza del lupo sarà a rischio”.
Ma sull’abbattimento il presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, è perplesso: "Non posso che condividere in linea generale le perplessità emerse da più parti circa l'approvazione di un Piano di gestione del lupo, in particolare nella parte che prevede il suo abbattimento diretto, per una serie di motivazioni diverse, pur conoscendo ed avendo ben presenti le considerazioni delle associazioni di categoria degli agricoltori sull'aumento dei danni alla zootecnia da parte del lupo ed in particolare dagli ibridi con il cane, che hanno raggiunto una popolazione che va dal 20 al 30% del totale”.
Secondo D'Alfonso "appare innanzitutto evidente il paradosso che nel nostro Paese - dopo quasi mezzo secolo di protezione 'assoluta' del lupo che aveva come obiettivo prioritario il superamento del rischio di estinzione per la specie - si passi improvvisamente al suo contenimento numerico, sebbene realizzato con un approccio di tipo selettivo, che andrebbe ulteriormente chiarito nelle sue modalità di esecuzione".
“Anche a livello regionale – aggiunge D’Alfonso - non si può non ravvedere una incongruenza di fondo tra la scelta in discussione e quelli che sono gli obiettivi politici e strategici della Regione Abruzzo degli ultimi decenni, incentrati su un modello di sviluppo compatibile con l'ambiente e con la sua ecologia. Da questo punto di vista l'immagine della nostra Regione, faticosamente costruita nel corso degli anni, verrebbe seriamente compromessa, e con essa l'economia turistica che da essa discende. Buona parte della comunità scientifica, inoltre, ha già espresso ampie perplessità circa le insufficienti condizioni tecniche necessarie per poter impostare un piano di controllo numerico, in considerazione della scarsa conoscenza della popolazione faunistica in esame e della sua frammentaria distribuzione”.
Anche “la Campania voterà no al Piano di gestione del lupo così come sarà presentato nella Conferenza Stato Regioni e ringraziamo il vice presidente Bonavitacola per aver accolto le nostre richieste e quelle di tante associazioni ambientaliste e animaliste”, lo annunciano il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ed il portavoce regionale, Vincenzo Peretti.

[Liguria] PIANO NAZIONALE GESTIONE DEL LUPO: CHIESTO APPROFONDIMENTO IN COMMISSIONE POLITICHE AGRICOLE

Galletti, dobbiamo permettere convivenza lupi-agricoltori



( Giuseppe Schifini / 31.01.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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