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Regioni.it

n. 3091 - martedì 31 gennaio 2017

Sommario
- Unioncamere: 41.000 imprese in più nel 2016
- Istat: dati su disoccupazione
- Sanità: le scadenze del Dpcm sui nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea)
- Bonaccini: smog non ha confini
- Lupo: Mai, Galletti e D'Alfonso su Piano nazionale di conservazione
- Zingaretti e Bonaccini: economie regionali, cambiamento in corso

+T -T
Unioncamere: 41.000 imprese in più nel 2016

(Regioni.it 3091 - 31/01/2017) “Parleremo del nostro Paese e delle nostre aziende. Con le istituzioni abbiamo un buon rapporto e anche con il ministero dello sviluppo economico, che è nostro punto di riferimento, in questo contesto avremo un rapporto importante con le Regioni". A sottolinearlo è il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, nel corso dell'assemblea dei presidenti delle camere di commercio d'Italia a Padova. “Abbiamo una caratteristica- ha spiegato - siamo capillari sul territorio, siamo presenti da Bolzano a Ragusa e questo ci dà la possibilità di capire come cambiano i territori”.
L’occasione dell'Assemblea ha consentito di presentare i dati del Registro delle imprese per il 2016, dossier realizzato da Unioncamere e InfoCamere. Una fotografia che mostra una maggiore presenza di bed and breakfast, consulenti aziendali, giardinieri, parrucchieri e tatuatori. E una minore diffusione di imprese edili e manifatturiere.
Il 2016 si è comunque chiuso con 41mila imprese in più rispetto al 2015 ed una crescita dello 0,7%. A determinare questo andamento, il più basso livello di iscrizioni dell'ultimo decennio (363.488 in 12 mesi),
compensato però dal rallentamento delle chiusure (322.134). Grazie a questo saldo attivo, il sistema imprenditoriale a fine dicembre arriva a contare 6.073.763 aziende registrate. Di queste una su 10 è guidata da giovani di meno di 35 anni. E proprio agli under 35 si deve il bilancio positivo del 2016: 64mila le imprese giovanili in più, in crescita del 10,2% rispetto al 2015.
Insomma il sistema delle imprese italiane nel 2016 si è modificato e secondo il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, a determinare tale cambiamento è stato il “contributo importante dei giovani under 35 e la frenata delle chiusure. Anche il nostro Paese deve adattarsi al mondo che cambia ad una velocità sempre maggiore. Più rapidamente lo faremo, più imprese saranno capaci di competere e di superare le avversità”.
Dunque un saldo positivo, ma non per tutti gli ambiti di attività. Quasi il 60% delle 41mila imprese registrate in più nel 2016 opera infatti in soli 3 settori: il turismo, il commercio e i servizi alle imprese.
Il più dinamico in termini di crescita imprenditoriale è il comparto della vacanza, in cui si contano 8.829 bar e ristoranti in più rispetto al 2015 (+2,35%) e 2.732 attività di alloggio aggiuntive (+5,3%), con una crescita esponenziale degli affittacamere, bed and breakfast, case ed appartamenti per vacanza: +15,92% la loro variazione, pari a 2.512 imprese in più.
Risultati positivi anche per il comparto noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese, che a fine 2016 conta 7.416 imprese in più. La crescita in questo ambito è legata soprattutto alle attività di servizi per edifici ed il paesaggio, che registrano un saldo positivo di 2.833 imprese generato essenzialmente dalle imprese di pulizia (+1.886) e da quelle che si occupano di giardinaggio e manutenzione delle aree verdi (+1.169). Buono il trend delle attività di supporto alle funzioni di ufficio (dai call center, ai servizi di fotocopiatura, al recupero crediti), aumentate di quasi 4mila unità (+5,51%).
Oltre al settore commerciale, che conta oltre 6.200 imprese in più a fine 2016, nuovo impulso alla crescita l'hanno fornito lo scorso anno le attività professionali (+4.150 imprese il saldo). Tra queste, spiccano le attività di consulenza aziendale e amministrativo-gestionale, cresciute di 2.382 imprese e del 5,69%.
Anno positivo anche per i servizi alla persona (3.283 le imprese in più nel 2016), trainati essenzialmente dall'aumento dei parrucchieri ed estetisti (1.739 in più) e dalle attività di tatuaggio e piercing che, con un saldo di 622 imprese, hanno messo a segno una crescita record del +23,25%.
I dati negativi arrivano dai settori più tradizionali che mostrano un restringimento della platea delle imprese. Per le costruzioni, il 2016 si è chiuso con una riduzione complessiva di 4.733 attività (-0,7% su base annua), ma, approfondendo l'analisi dei dati, si rileva come il processo di selezione in questo settore abbia riguardato essenzialmente le micro-imprese edili, che nel 2016 hanno perso 8.400 unità; al contrario, una crescita sostenuta ha interessato le società di capitali (+6.300).
Nella manifattura, il bilancio di fine anno evidenzia una riduzione complessiva di 3.338 imprese, una performance che tocca tutto i comparti con la sola eccezione delle industrie alimentari e delle bevande (+696) e, soprattutto, delle imprese di riparazione, manutenzione e installazione di macchine ed apparecchiature (+1.148 unità). La metà di questi ultimi incrementi fa riferimento alle imprese operanti nella riparazione e manutenzione di macchinari (+560 unità, pari al +3,61%) e a quelle di riparazione e manutenzione di navi e imbarcazioni (+128 imprese, pari al 5,38% in più rispetto al 2015).
Guardando alla ripartizione territoriale dei dati si registra la crescita del tessuto imprenditoriale delle regioni del Sud e delle Isole. 22.918 imprese in più nel Mezzogiorno determinano più della metà dell'intero saldo annuale, staccando nettamente anche il Centro (+13.386 il saldo) e il Nord-Ovest(+6.255).
In campo negativo, invece, il Nord-Est, che chiude il 2016 con una riduzione di 1.205 imprese (-0,1%).
In sintesi ci si trova di fronte ad un bilancio imprenditoriale attivo per quindici delle venti regioni italiane. In termini assoluti, meglio di tutte hanno fatto il Lazio (11.264 imprese in più), la Campania (+8.901) e la Lombardia (+6.535). Il Lazio (+1,77%) registra la crescita più sostenuta anche in termini relativi; seguono la Basilicata (+1,7%) e la Campania(+1,56%).


Secondo Unioncamere si assiste comunque ad un rafforzamento strutturale del sistema imprenditoriale. L’intero saldo positivo del 2016 è totalmente spiegato dalla forte crescita delle società di capitale: 56.479 in più in termini assoluti, pari al +3,7% in linea con quanto registrato nel 2015. Le imprese individuali, che continuano a rappresentare oltre la metà dello stock di imprese esistenti (il 53,2%), mostrano invece una flessione di oltre 3mila unità, facendo registrare, in termini relativi, un decremento dello 0,1%.

Link ai dati tratti dal sito Movimprese:

>>Testo integrale
>>Tavole statistiche




( red / 31.01.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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