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Regioni.it

n. 3099 - venerdì 10 febbraio 2017

Sommario
- Migranti: Bonaccini, importante la decisione del Consiglio dei ministri
- Migranti: Minniti, due decreti legge per fronteggiare il fenomeno
- Sud: De Luca, Emiliano, Crocetta, D'Alfonso, Frattura, Oliverio
- Foibe: il Giorno del Ricordo
- Festa della musica: al lavoro per l'edizione 2017
- Rapporto Save the children: povertà bambini in Europa

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Migranti: Minniti, due decreti legge per fronteggiare il fenomeno

(Regioni.it 3099 - 10/02/2017) Il governo ha varato le nuove norme che regolano la permanenza dei migranti sul nostro paese. Già annunciato da tempo, il provvedimento approvato il 10 febbraio dal Consiglio dei ministri, prevede tra l'altro la nascita di nuove strutture, i Centri permanenti per i rimpatri, che ospiteranno quanti dovranno essere rimandati nei loro paesi di origine perchè non hanno diritto all'asilo. Centri piccoli, ha spiegato il ministro dell'Interno, Marco Minniti, previsti in ogni regione, per una capienza di 1.600 posti in tutto il territorio nazionale.
Il provvedimento prevede anche la possibilità si svolgere lavori socialmente utili per quanti sono in attesa di vedere riconosciuta la richiesta di asilo. Minniti ha  spiegato le nuove misure come basate su "quattro capisaldi. Innanzitutto - ha spiegato - vogliamo intervenire sui flussi che si svolgono in gran parte fuori dai confini nazionali. Da qui l'importanza del tema della cooperazione con l'Africa che è specchio dell'Europa. Stiamo lavorando per interventi di cooperazione perchè lo sviluppo in Africa è fondamentale".
Un testo di legge che è stato condiviso, ha spiegato il Ministro dell'Interno, Marco Minniti, con la Conferenza delle Regioni attraverso un ""gruppo di lavoro specifico"". I contenuti del provvedimento hanno poi visto l'approvazione da parte dell'Anci e costituisce, ha spiegato il responsabile del Viminale, una "linea guida per un grande patto strategico tra Stato e poteri locali".
"In Italia abbiamo un modello di sicurezza  che funzione e non c'è alcuna emergenza sicurezza, ma era importante stabilire che in un modello di sicurezza nazionale occorre guardare meglio anche alla sicurezza del territorio con politiche più attente di sicurezza da Bolzano ad Agrigento. Per fare questo occorrono  più contatti e più coinvolgimento da parte dei sindaci".
Nel decreto è inoltre previsto un "daspo", sul modello applicato già nel calcio, per quanti reiterano un determinato reato o un comportamento criminoso. Le misure messe in campo dal Governo prevedono infatti  il rafforzamento del potere di ordinazna dei sindaci e la stiputa di patti tra territori e Ministero dell'Interno. Un ruolo particolare verrà attribuito ai sindaci delle aree metropolitane.Si tratterà, ha sempre spiegato il ministro, di proposte di misure amministrative e, quindi, non vengono introdotti nuovi reati o aggravanti di pena ma ""procedure alternative"" come, appunto il Daspo per chi reitera un reato. Minniti ha citato quello di spaccio di stupefacenti.
"Abbiamo bisogno di cooperazione e non di sceriffi nel controllo del territorio", ha poi concluso spiegando che la normativa che entrerà in vigore prevede anche una norma sulla pulizia e il ripristino in campo di decoro urbano se quanlcuno sporca. La condanna - ha detto - potrà essere quella del ripristino di quello che ha sporcato".
Con le nuove norme sui migranti varate "intendiamo favorire un nuovo modello di accoglienza, il piu' possibile diffusa". Lo ha sottolineato il ministro. "E' un orientamento concordato con l'Anci - ha spiegato Minniti - e che passa attraverso la riduzione in tempi ragionevoli dei grandi Centri d accoglienza, che sono piu' esposti proprio per una questione di numeri a criticita' gestionali". 
"Le nuove norme prevedono poi la possibilità per i comuni, di intesa con le prefetture, di impiegare i richiedenti asilo in lavori di pubblica utilità, non retribuiti",  ha annunciatoMinniti, sottolineando la necessita' di colmare cosi' il "vuoto dell'attesa" che si determina nell'iter di riconoscimento del diritto d'asilo. Non solo, "In caso di violazioni del decoro urbano, il giudice potra' comminare pene alternative: chi sporca, ad esempio, potra' essere 'condannato' a ripulire".
Il decreto sulla sicurezza urbana varato dal Consiglio dei ministri di oggi "prevede misure di carattere amministrativo: non ci sono nuovi reati e non ci sono aggravanti di pena"ha detto Minniti, parlando della possibilita' di applicare "da questo momento in poi un nuovo modello di sicurezza con piu' protagonisti e, quindi, ancora piu' efficace. Ma e' complessivamente una sfida di civilta', non c'e' bisogno di un ministro 'sceriffo', ne di sindaci 'sceriffi'".
"Garantire l'effettivita' dei rimpatri forzati rilancera' inevitabilmente anche i rimpatri volontari assistiti, per i quali il mio ministero ha deciso di raddoppiare i fondi", ha concluso il ministro.
"Per ridurre i tempi di concessione dell'asilo verra' soppresso un grado di giudizio" nell'iter dei ricorsi. Lo ha confermato il ministro dell'Interno, Marco Minniti. "Oggi - ha sottolineato il ministro dell'Interno - i tempi di riconoscimento del diritto d'asilo sono troppo lunghi, in media due anni. Tempi che difficilmente si conciliano, da un lato, con le esigenze, da parte di chi presenta la domanda, di sapere quale sara' il suo destino e dall'altro con le esigenze delle comunita' chiamate all'accoglienza". Per velocizzare questo iter, ha annunciato Minniti, "saranno anche assunti 250 specialisti destinati a rafforzare nei diversi profili di competenza le Commissioni esaminatrici delle istanze d'asilo".
I nuovi centri, ha confermato Minniti, sorgeranno "uno per regione", saranno "vicini alle grandi infrastrutture di trasporto" e avranno "dimensioni contenute", per un totale complessivo di 1.600 posti. Ai Garanti delle persone private della liberta' personale sara' riconosciuto un ampio "potere di inchiesta", in nome della massima trasparenza possibile. L'obiettivo deve essere quello - ha concluso il ministro - di "garantire l'integrazione di chi si muove nel rispetto delle regole" e, al tempo stesso, "di mostrare rigore nei confronti di chi quelle stesse regole, invece, le viola".
La nota diffusa da palazzo Chigi spiega che il Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri dell’interno Marco Minniti e della giustizia Andrea Orlando, ha approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per l’accelerazione delle procedure amministrative e giurisdizionali in materia di protezione internazionale, per l’introduzione di misure volte ad accelerare le operazioni di identificazione dei cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea e per il contrasto dell’immigrazione illegale. Nello specifico, con il decreto:
1. sono istituite, presso i tribunali di Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Firenze, Lecce, Milano, Palermo, Roma, Napoli, Torino e Venezia, 14 sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea. Tali sezioni avranno competenza relativamente a: mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue; impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza; riconoscimento della protezione internazionale; mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari; diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari; accertamento dello stato di apolidia. In tali controversie il tribunale giudica in composizione monocratica;
2. si introducono misure per la semplificazione e l’efficienza delle procedure innanzi alle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e di integrazione dei richiedenti, nonché per la semplificazione e l’efficienza dei procedimenti giudiziari di riconoscimento dello status di persona internazionalmente protetta e degli altri procedimenti giudiziari connessi ai fenomeni dell’immigrazione. A tale ultimo riguardo, si delinea un nuovo modello processuale basato sul rito camerale che delimita i casi nei quali si prevede l’udienza orale e riduce da sei a quattro mesi il termine entro il quale è definito il procedimento con un decreto non reclamabile ma ricorribile esclusivamente in Cassazione;
3. si prevede che i prefetti, d’intesa con i Comuni, promuovano ogni iniziativa utile a favorire l’impiego dei richiedenti protezione internazionale, su base volontaria e gratuita, nello svolgimento di attività con finalità di carattere sociale in favore delle collettività locali, al fine di favorirne l’integrazione nel tessuto sociale della località in cui sono ospitati. I Comuni potranno predisporre a questo scopo progetti da finanziare con risorse europee destinate al settore dell’immigrazione e dell’asilo;
4. si introducono misure per accelerazione delle procedure di identificazione e per la definizione della posizione giuridica dei cittadini di Paesi terzi non appartenenti all’Unione europea, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di migranti. A tal fine, saranno individuati i centri, tra quelli destinati alla prima accoglienza, ove allocare i flussi di migranti per le esigenze di soccorso e prima accoglienza, nei quali viene effettuato un primo screening sanitario e sono avviate le procedure di identificazione, assicurando l’informazione sulla procedura internazionale, sul programma di ricollocazione all’interno di altri Stati membri dell’Unione europea, nonché sulla possibilità del ricorso al rimpatrio volontario assistito. Nei medesimi centri sono effettuate le operazioni di fotosegnalamento, rilevamento delle impronte digitali e registrazione obbligatorie per gli Stati membri dell’Unione europea;
5. si introducono disposizioni finalizzate a garantire l’effettività dei provvedimenti di espulsione e il potenziamento della rete dei centri di identificazione ed espulsione, ridenominati centri di permanenza per il rimpatrio, in modo da garantirne una distribuzione omogenea sul territorio nazionale. La dislocazione delle nuove strutture avverrà, sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, privilegiando siti e aree che risultino più facilmente raggiungibili e nei quali siano presenti strutture pubbliche che possano essere riconvertite allo scopo.
Lo stesso Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri dell’interno Marco Minniti e della giustizia Andrea Orlando, ha poi approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti a tutela della sicurezza delle città. Il decreto, che definisce la sicurezza urbana quale bene pubblico, è diretto a realizzare un modello trasversale e integrato tra i diversi livelli di governo mediante la sottoscrizione di appositi accordi tra Stato e Regioni e l’introduzione di patti con gli enti locali.
Si prevedono, in particolare, forme di cooperazione rafforzata tra i prefetti e i Comuni dirette a incrementare i servizi di controllo del territorio e a promuovere la sua valorizzazione e sono definite, anche mediante il rafforzamento del ruolo dei sindaci, nuove modalità di prevenzione e di contrasto all’insorgere di fenomeni di illegalità quali, ad esempio, lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, il commercio abusivo e l’illecita occupazione di aree pubbliche.
Il provvedimento interviene altresì rafforzando l’apparato sanzionatorio ammnistrativo, al fine di prevenire fenomeni di criticità sociale suscettibili di determinare un’influenza negativa sulla sicurezza urbana, anche in relazione all’esigenza di garantire la libera accessibilità e fruizione degli spazi e delle infrastrutture delle città, prevedendo, tra l’altro, la possibilità di imporre il divieto di frequentazione di determinati pubblici esercizi e aree urbane ai soggetti condannati per reati di particolare allarme sociale.
 
 


( red / 10.02.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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