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Regioni.it

n. 3100 - lunedì 13 febbraio 2017

Sommario
- Moscovici: sbagliato parlare di ultimatum all'Italia
- Commissione Ue: le previsioni economiche invernali
- Corte dei Conti: inaugurazione anno giudiziario
- Ministero salute su Fondo sanitario e intesa Stato-Regioni dell'11 febbraio
- Consiglio dei ministri del 10 febbraio esamina alcune leggi regionali
- Link: il sito del commissario per la ricostruzione, sisma 2016

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Commissione Ue: le previsioni economiche invernali

(Regioni.it 3100 - 13/02/2017) La Commissione europea valuta in modo "positivo" l'impegno preso pubblicamente dal governo italiano di “adottare misure di bilancio aggiuntive pari complessivamente allo 0,2% del Pil entro aprile 2017”. E' quanto si legge nel capitolo dedicato all'Italia delle “Previsioni economiche invernali” pubblicate oggi dall'esecutivo di Bruxelles. Le misure, si precisa nel testo, saranno prese in considerazione dalla Commissione "non appena saranno disponibili dettagli sufficienti a valutare le specifiche disposizioni che saranno promulgate", si precisa nel testo.
La Commissione europea nelle sue previsioni economiche d'inverno scrive anche “L'incertezza politica e il lento aggiustamento del settore bancario pongono rischi al ribasso per le previsioni di crescita dell'Italia".
Secondo le nuove stime, il Pil dell'Italia nel 2017 dovrebbe crescere dello 0,9%, prima di accelerare al 1,1% nel 2018. Per l'esecutivo comunitario, ci sono anche fattori che potrebbero accelerare la ripresa: “un impulso più forte” alla crescita “potrebbe ancora verificarsi grazie alla domanda esterna”, dicono le nuove stime sull'Italia. Nelle previsioni economiche d'autunno pubblicate in novembre, prima del referendum sulla riforma costituzionale, la Commissione aveva già indicato tra i rischi per l'economia italiana l'incertezza politica e i ritardi nella ristrutturazione del sistema bancario.
La Commissione ha dunque confermato la stima di crescita per l'Italia nel 2017 (+0,9%) ma ha rivisto leggermente al rialzo quella per l'anno scorso, +0,9% contro una precedente stima di +0,7%), e per il prossimo, +0,11% mentre in novembre prevedeva +1%. Le previsioni economiche pubblicate oggi dagli uffici della direzione Economia e Finanza del commissario Pierre Moscovici definiscono la crescita dell'Italia "stabile e modesta", ed evidenziano che è “sostenuta dai bassi tassi di interesse e da una domanda esterna più forte” mentre “le debolezze strutturali ostacolano una ripresa più forte" ed esistono “rischi al ribasso" a causa di "incertezza politica e lento aggiustamento del settore bancario”.
La Commissione europea ha rivisto leggermente al rialzo le stime sulla disoccupazione nazionale: come si legge nel capitolo dedicato all'Italia delle previsioni economiche invernali pubblicate oggi, il tasso di disoccupazione è destinato a rimanere "sopra l'11% nell'orizzonte delle previsioni”, e in particolare, dopo un 11,7% nel 2016 dovrebbe ridursi solo marginalmente all'11,6% quest'anno e all'11,4% nel 2018. In novembre, i tre dati erano rispettivamente stimati all'11,5%, 11,4% e 11,3%.
"La creazione di posti di lavoro scenderà rispetto al periodo 2015-2016, quando era stata sostenuta da una riduzione triennale dei contributi sociali”.
L'inflazione nella zona euro - si legge sempre nelle previsioni - dovrebbe crescere dallo 0,2% del 2016 al 1,7% nel 2017, prima di scendere nuovamente al 1,4%. E' quanto scrive la Commissione europea nelle previsioni economiche d'inverno pubblicate in mattinata. L'aumento dei prezzi è dovuto in gran parte all'impennata dei costi dell'energia. Al netto di energia e alimentari, l'inflazione aumenterebbe "solo gradualmente", dice il documento. La Commissione sottolinea anche che i livelli più alti che si dovrebbero registrare quest'anno e il prossimo sono comunque lontani dall'obiettivo di inflazione "sotto ma vicino al 2%" della Banca Centrale Europea. Per l'Unione europea a 28, i prezzi dovrebbero aumentare dallo 0,3% del 2016 all' 1,8% nel 2017 per scendere al + 1,7% nel 2018.
Dopo un dato negativo nel 2016, quando l'andamento dei prezzi al consumo ha registrato in Italia una flessione dello 0,1%, l'inflazione è destinata a salire all'1,4% annuo nel 2017 e a stabilizzarsi all'1,3% nel 2018. E' quanto stima la Commissione europea nelle sue previsioni economiche di inverno, attribuendo al rialzo dei prezzi dell'energia il ruolo di trascinatore della media.
Le incertezze legate alla nuova amministrazione Trump negli Stati Uniti, ai negoziati sulla Brexit che dovrebbero aprirsi in marzo e alle elezioni in Olanda, Francia e Germania costituiscono "rischi eccezionali" che potrebbero compromettere le stime di crescita per la zona euro e l'Unione europea. E' questo l'avvertimento lanciato dalla Commissione. "L'incertezza particolarmente alta" è dovuta alle "intenzioni ancora da chiarire della nuova amministrazione degli Stati Uniti in settori politici chiave, così come alle numerose elezioni che si dovranno tenere in Europa quest'anno e ai futuri negoziati con il Regno Unito", dice la Commissione.
Complessivamente i rischi per zona euro e Ue rimangono "al ribasso". Anche se si aspetta "un impatto più forte del previsto sulla crescita" europea "dagli stimoli fiscali negli Stati Uniti", la Commissione ritiene che nel medio periodo ci siano rischi che derivano dalla Brexit, da "potenziali perturbazioni al commercio" con la svolta protezionista di Trump, da “una stretta più rapida della politica monetaria negli Usa" e dal possibile aumento del debito in Cina.
Il Prodotto Interno Lordo della zona euro dovrebbe crescere del 1,6% nel 2017 e del 1,8% nel 2018. E' quanto scrive la Commissione europea nelle previsioni economiche pubblicate in mattinata. Le nuove stime segnano un leggero miglioramento rispetto alle previsioni economiche d'autunno dello scorso novembre, che indicavano una crescita al 1,5% quest'anno e al 1,7% il prossimo, grazie a una performance dell'economia “migliore del previsto” nella seconda metà del 2016 e un “inizio robusto” nel 2017, dice il documento. Per l'Unione Europea a 28, le stime della Commissione indicano un aumento del Pil del 1,8% sia per quest'anno che per il prossimo, contro una crescita rispettivamente del 1,6% e del 1,8% prevista in novembre. Secondo l'esecutivo comunitario, i rischi per il Pil di zona euro e Ue rimangono "al ribasso".
Nel quadro più generale, la Commissione scrive che il deficit pubblico complessivo della zona euro dovrebbe scendere dal 1,7% del Pil quest'anno al 1,4% sia nel 2017 che nel 2018 e secondo l'esecutivo comunitario, il calo del deficit “riflette una più bassa spesa in interessi dovuto a tassi (sul debito) eccezionalmente bassi” e “ulteriori miglioramenti nel mercato del lavoro" con più persone “che pagano tasse e contributi e meno che ricevono trasferimenti sociali". Il rapporto debito pubblico-Pil della zona euro nel suo complesso dovrebbe scendere gradualmente dal 91,5% del 2016 al 90,4% nel 2017 e al 89,2% nel 2018. Il surplus delle partite correnti della Germania rimane sopra i livelli indicati dalle regole europee sugli squilibri macro-economici, ma dovrebbe scendere dal 8,7% del 2016 all'8,3% nel 2017 e all'8% nel 2018, prosegue la Commissione europea. "La domanda interna" in Germania “si è rafforzata nel 2016 e le importazioni sono aumentate più delle esportazioni”, dice il documento. "Ne risulta che il surplus commerciale della Germania dovrebbe iniziare a scendere gradualmente". A dare un contributo positivo al saldo delle partite correnti ci sono i consumi delle famiglie che, malgrado un lieve rallentamento previsto, "rimangono relativamente forti grazie al continuo aumento di occupazione e salari". Altro fattore positivo e' la spesa "relativamente forte" del governo per l'accoglienza dei rifugiati. Quanto agli investimenti, i segnali sono positivi nel settore della costruzione (sia pubblico che privato), mentre non decollano per macchinari. Il surplus commerciale della Germania dovrebbe passare dal 8,9% del 2016 al 8,4% quest'anno e al 8,2% il prossimo. Il Pil tedesco dovrebbe attestarsi su una crescita dell'1,6% nel 2017, in lieve rallentamento rispetto all'1,9% dello scorso anno, per poi tornare all'1,8% nel 2018. Il deficit è stimato allo 0,4% sia quest'anno che il prossimo mentre il debito pubblico dovrebbe scendere rispettivamente al 65,5% e 62,9% del Pil.
In "un sistema globale sempre più frammentato", l'Europa ha bisogno "soprattutto di trovare una determinazione e una nuova unità”: è la convinzione del direttore generale per gli Affari economici e finanziari della Commissione europea, Marco Buti. Come si legge nella sua introduzione alle previsioni economiche di inverno, "il vertice per il 60/mo anniversario della creazione dell'Unione fornirà un'opportunità” per questo. "I principali rischi al consolidamento dell'attuale ripresa sono politici: un rinnovato dinamismo politico avranno quindi anche importanti effetti sulle previsioni economiche”.
Le previsioni, spiega Buti, sono caratterizzate da "ampie incertezze sia globalmente che nell'Eurozona". In particolare, l'esponente comunitario cita "il percorso per l'uscita del Regno Unito dall'Unione e il suo status futuro", "ancora non chiari", "le imminenti elezioni in diversi paesi" europei e il fatto che "la forma concreta delle politiche economiche della nuova amministrazione Usa deve ancora emergere. Uno stimolo di bilancio e una politica monetaria più stretta sono ampiamente attesi".
La disoccupazione nella zona euro dovrebbe scendere dal 10% del 2016 al 9,6% nel 2017 e al 9,1% nel 2018. E' quanto scrive la Commissione europea nelle previsioni economiche d'inverno pubblicate in mattinata. I nuovi dati costituiscono il livello più basso di senza lavoro dal 2009, anche se la disoccupazione rimane sopra i livelli pre-crisi, dice la Commissione. Per l'Unione Europea a 28, il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere dal 8,5% del 2016 al 8,1% nel 2017 e al 7,8% nel 2018.
La Commissione europea ha confermato la stima del deficit italiano per il 2017, al 2,4% del Pil come già previsto nello scorso novembre. Lieve correzione per la previsione per l'anno prossimo, quando il deficit dovrebbe essere pari al 2,6% e non il 2,5%. In calo la stima per l'anno trascorso, quando il deficit è ammontato secondo la Commissione al 2,3% (in novembre prevedeva il 2,4%), "principalmente a causa della più bassa spesa per gli interessi" del debito. Quanto all'indebitamento, è stato più basso nel 2016 (132,8% del Pil) ma sarà pari al 133,3% nel 2017 e al 133,2% nel 2018, secondo la Commissione.
“L'Unione europea non può non tener conto” degli effetti “continuativi” degli eventi sismici nel concedere la flessibilità sui conti all'Italia: la prevenzione “non è del tutto slegata dalla ricostruzione”. E' il monito lanciato dal presidente della Corte dei conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2017. Il presidente della magistratura contabile ha ricordato "il carattere eccezionale" degli eventi sismici che si sono verificati nel 2016, con produzione di effetti continuativi e successivi sussulti, tra cui quelli drammatici del 18 gennaio scorso".
La prevenzione, ha osservato Martucci di Scarfizzi, “non appare, quindi, del tutto slegata dalla ricostruzione poiché non si tratta di cautelarsi contro eventi solo possibili, bensì di programmare una protezione contro effetti drammatici di eventi sismici che presentano, purtroppo, carattere di potenziale continuità”. Secondo il presidente della Corte dei conti "di questo peculiare aspetto non può non tenersi conto, anche in sede europea, per gli interventi finanziari messi in campo dal governo e dal Parlamento".


( red / 13.02.17 )
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