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Regioni.it

n. 3100 - lunedì 13 febbraio 2017

Sommario
- Moscovici: sbagliato parlare di ultimatum all'Italia
- Commissione Ue: le previsioni economiche invernali
- Corte dei Conti: inaugurazione anno giudiziario
- Ministero salute su Fondo sanitario e intesa Stato-Regioni dell'11 febbraio
- Consiglio dei ministri del 10 febbraio esamina alcune leggi regionali
- Link: il sito del commissario per la ricostruzione, sisma 2016

Il testo del comunicato stampa diffuso da Lungotevere Ripa

+T -T
Ministero salute su Fondo sanitario e intesa Stato-Regioni dell'11 febbraio

La replica di Garavaglia: Governo conferma taglio, si faccia carico di oneri del contratto

(Regioni.it 3100 - 13/02/2017) "In relazione alle conseguenze negative sul Fondo Sanitario Nazionale della recente intesa raggiunta dalle regioni a statuto ordinario per allocare gli effetti finanziari di precedenti manovre di finanza pubblica, il Ministero della Salute precisa che tale scelta regionale non appare una novita', essendo contenuta in una Intesa raggiunta in Conferenza Stato - Regioni oltre un anno fa, segnatamente in data 11 febbraio 2016. E' pertanto una non notizia la recente scelta delle Regioni a statuto ordinario di sobbarcarsi quella parte di manovra prevista dalla legge di stabilita' 2016 che gravava esclusivamente sulle regioni a statuto speciale", è quanto si legge in una nota diffusa dal ministero della salute.  "Queste ultime - prosegue il comunicato di Lungotevere Ripa - avrebbero dovuto concludere specifici accordi con il Governo per contribuire alla manovra, ma avendo scelto di non chiudere tali accordi e di ricorrere alla Corte costituzionale avverso le disposizioni della legge di stabilita', hanno di fatto determinato un supplemento di manovra a carico delle regioni ordinarie.
In merito a possibili effetti negativi della citata scelta delle regioni sulla imminente entrata a regime dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza e dei nuovi Nomenclatori protesici, il Ministero ricorda che per questa specifica finalita' sono stati vincolati con legge 800 milioni di euro per anno e che il Fondo Sanitario Nazionale nel 2017 e' stato aumentato di 2 miliardi di euro e nel 2018 di un ulteriore miliardo di euro.
Pertanto, come risulta evidente dalla bollinatura da parte della Ragioneria Generale dello Stato e dalla avvenuta registrazione da parte della Corte dei Conti, il decreto recante i nuovi LEA ed i nuovi Nomenclatori protesici ha adeguata copertura finanziaria. Con l'imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto si potra' pertanto finalmente aprire' una nuova era per tutti gli assistiti del Servizio Sanitario Nazionale".
"La nota laconica del Ministero della Salute conferma il taglio al fondo sanitario di 422 milioni": è la replica del Coordinatore del Comitato di Settore Sanità in Conferenza Regioni e coordinatore della commisione Affari finanziarei della Conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia, alla nota del ministero della Salute in cui si ribadisce che sulle spese di manovra c'è l'accordo tra Stato e Regioni. "Del resto - rileva al riguardo Garavaglia - il ministero della Salute non poteva fare diversamente. Ora è evidente che l'incremento del fondo sanitario nel 2017 è di fatto annullato considerando il miliardo dei farmaci innovativi, i 400 milioni del contratto e la tegola dei 422 milioni che le Regioni speciali hanno caricato sulle ordinarie. E' evidente anche che l'avvio dei nuovi Lea risulta difficoltoso poiché non ci sono i famosi 800 milioni aggiuntivi". Secondo Garavaglia "il governo però ha la possibilità di risolvere questo pasticcio. Gli diamo questo semplice suggerimento: si faccia carico degli oneri del contratto direttamente, senza farli ricadere sul fondo sanitario e almeno si dà la possibilità di avviare il percorso di questi benedetti nuovi Lea".



( red / 13.02.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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