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Regioni.it

n. 3102 - mercoledì 15 febbraio 2017

Sommario
- Ocse rivede al rialzo le stime di crescita dell'Italia
- Pigliaru determinato ad andare avanti fino al termine della legislatura
- Audizione Regioni su istruzione professionale
- Legge di bilancio: Lombardia e Friuli Venezia Giulia ricorrono alla Consulta
- Wwf: approvare Piano Lupo stralciando norme per abbattimenti legali
- Sconvocata la Conferenza delle Regioni del 16 febbraio

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Legge di bilancio: Lombardia e Friuli Venezia Giulia ricorrono alla Consulta

(Regioni.it 3102 - 15/02/2017) Regione Lombardia e regione Friuli Venezia Giulia ricorrono alla Corte Costituzionale contro la legge di bilancio 2017. Il Friuli Venezia Giulia ha deliberato di promuovere ricorso, spiega l'assessore alle Finanze Francesco Peroni, perchè “la Regione ritiene illegittimo l'art. 1, commi 392 e 394 della legge che, aggiornando un'analoga norma già prevista nella legge di stabilità 2016, pone a carico del Friuli Venezia Giulia un contributo alla finanza pubblica stimato in misura pari a 84 milioni di euro nel 2017, 134 milioni di euro nel 2018 e 175 milioni nel 2019. La legge dello Stato - precisa Peroni - giustifica l'onere in base alla necessità di ridurre la spesa sanitaria programmata per i prossimi esercizi. La Regione censura la norma per varie ragioni. In primo luogo, per il fatto che l'autonomia speciale finanzia le spese di assistenza sanitaria con oneri interamente a carico del proprio bilancio e, pertanto, non può essere destinataria di misure di coordinamento finanziario in tale materia".
"In secondo luogo - aggiunge - perché, in ogni caso, tali misure dovrebbero essere concordate con l'autonomia speciale nel rispetto del principio dell'accordo, così da valorizzare le caratteristiche finanziarie della specialità e scongiurare il rischio che la Regione sia privata della capacità di finanziare le funzioni di propria competenza, anche tenuto conto della considerevole dimensione dei contributi alla finanza pubblica già previsti a carico della stessa dalla vigente legislazione (pari, nel 2017, a circa 769 milioni di euro)." In pratica, le argomentazioni per questo ricorso sono le stesse in ragione delle quali il Friuli Venezia Giulia, già lo scorso anno, ha impugnato la Legge di Stabilità 2016. Ovvero "due manovre finanziarie impugnate per gli stessi motivi", in quanto, sottolinea Peroni, "si vogliono caricare sulle Regioni speciali, inclusa la nostra, risorse aggiuntive rispetto a quelle definite negli accordi finanziari con lo Stato; tutto questo non è oggetto di contestazione nello spirito, come qualcuno polemicamente potrebbe affermare, di tutelare presunti privilegi delle Specialità. Non è affatto così".
Il punto è che "le Regioni speciali, per assolvere le proprie funzioni e prestare servizi ai propri cittadini, si alimentano di risorse provenienti dal gettito fiscale. Ciò è stabilito da precisi accordi, con valore di norma, che tracciano un equilibrio: equilibrio che non può essere alterato unilateralmente, ledendo il principio dell'accordo. Senza aggiungere, giova ripeterlo, che la Regione concorre già alla finanza pubblica per un importo annuo di circa 769 milioni di euro. Siamo fiduciosi che la Corte costituzionale, che già ha riconosciuto le nostre posizioni nella recente sentenza n. 188 del 2016, lo faccia anche in questa occasione".
Gli attuali rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione Friuli Venezia Giulia sono regolati, fino a tutto il 2017, dal cosiddetto "Patto Serracchiani-Padoan", sottoscritto a Roma nell'ottobre 2014 dalla presidente del Friuli Venezia Giulia e dal ministro delle Finanze, che ha ridisegnato e superato il patto Tondo-Tremonti del 2010. Dunque ora, come previsto, si va verso una rinegoziazione dei rapporti finanziari con lo Stato. "Ma fino ad allora - afferma Peroni - 'pacta sunt servanda', i patti vanno rispettati, non possono essere inserite ulteriori clausole in maniera unilaterale".
Anche la Regione Lombardia fa ricorso alla Corte Costituzionale sulla Finanziaria 2017, perché – spiega l'assessore all'Economia, Crescita e Semplificazione, Massimo Garavaglia - la legge oggetto dell'impugnativa “non prevede alcuna riassegnazione alle Regioni e agli Enti locali subentrati nell'esercizio di funzioni provinciali non fondamentali delle risorse sottratte a Province e Città metropolitane per effetto di disposizioni della legge 190/2015, in violazione dell'articolo 119 della Costituzione”. La Legge di Stabilità, spiega sempre Garavaglia, “nasce nella fase in cui si andava verso un referendum, che l'ex Premier Matteo Renzi dava per vinto e che avrebbe profondamente modificato il sistema delle autonomie, riportando tutto al centro. La riforma, pero', e' stata sonoramente bocciata dagli italiani con il referendum”.
Per Garavaglia ora "occorre iniziare a rimettere alcune cose a posto". Una di queste, riguarda l'ultima legge di Stabilita', che insieme alle due precedenti, per il comparto regioni ordinarie, prevede un contributo complessivo alla finanza pubblica di 10,2 miliardi di euro nel 2017. Con questo ricorso - afferma Garavaglia – “iniziamo a fissare un paio di 'paletti'. Il primo, e' che le manovre di finanza pubblica non possono essere 'eterne'. Cioe', devono avere un inizio e una fine, come gia' ribadito dalla Corte Costituzionale. Il secondo punto - prosegue l'assessore - riguarda le Province. I tagli di risorse, sono stati dichiarati costituzionali dalla Corte, solo se comportano uno spostamento di funzioni e il loro finanziamento. Cosa che, invece, non avviene. Cioe', vengono spostate funzioni in capo alle Regioni senza garantire i finanziamenti conseguenti. Entrambi i punti - sostiene - hanno tutte le possibilita' di essere accolti dalla Consulta”.

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( Giuseppe Schifini / 15.02.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Capo redattore: Giuseppe Schifini
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