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n. 3103 - giovedì 16 febbraio 2017

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Rifiuti: Commissione Ue, aggiornare i piani per la gestione

Sotto accusa alcune Regioni italiane, ma molte replicano con immediatezza

(Regioni.it 3103 - 16/02/2017) La Commissione dell'Unione Europea ha esortato l'Italia ad adottare e aggiornare i piani per la gestione dei rifiuti conformandoli agli obiettivi della legislazione dell'UE in materia di rifiuti (direttiva 2008/98/CE) e ai principi dell'economia circolare. Tali piani sono destinati a ridurre l'impatto dei rifiuti sulla salute umana e sull'ambiente e a migliorare l'efficienza delle risorse in tutta l'UE.
Gli Stati membri sono tenuti a rivalutare i loro piani di gestione dei rifiuti almeno ogni sei anni ed eventualmente a riesaminarli. Diverse regioni italiane hanno omesso, sottolinea la Commissione, di riesaminare i loro piani di gestione dei rifiuti adottati nel 2008 o prima di tale data. La Commissione invia pertanto un parere motivato. Se le autorità italiane non interverranno entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia dell'UE.
Molte Regioni hanno replicato con immediatezza.
"Il Friuli Venezia Giulia ha le carte in regola, ha aggiornato nei tempi previsti i propri piani di gestione dei rifiuti, sia urbani che speciali, ed ha già trasmesso alla Commissione europea, tramite il ministero dell'Ambiente, tutta la documentazione", ha affermato l'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, negando dunque che anche il Friuli Venezia Giulia, assieme ad altre Regioni italiane, possa essere ancora nel mirino della Ue per non aver adeguato i piani di gestione dei rifiuti, come prescritto da norme comunitarie. La Commissione europea prevede infatti che i Piani di gestione dei rifiuti vadano aggiornati ogni sei anni. Nel gennaio del 2015 ha avviato un'indagine per verificare le corretta attuazione della "direttiva quadro rifiuti". In proposito Vito precisa che vanno distinti il piano di gestione dei rifiuti urbani da quello dei rifiuti speciali. "Il primo, infatti, è stato approvato dalla Regione - ricorda - ancora a fine 2012, e quindi già allora era perfettamente coerente con quanto previsto dalla direttiva comunitaria". Come spiega l'assessore, dunque "la procedura avviata dalla Ue ha riguardato esclusivamente il vecchio Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali, che era stato varato nel 2006. Su questo aspetto, anche in accordo con il ministero dell'Ambiente, la Regione ha condiviso un cronoprogramma per arrivare all'adozione di tutti i provvedimenti necessari. Il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali è stato definitivamente approvato a dicembre dello scorso anno e tutto è già stato comunicato al Ministero, che è in contatto con la Commissione europea: pertanto siamo confidenti che nulla osti alla chiusura della procedura d'infrazione". "Il Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali - ricorda Vito - rientra nel grande lavoro di pianificazione e programmazione che questa giunta sta facendo per coniugare sviluppo e sostenibilità, nel pieno rispetto dell'ambiente. Un piano che ha come principale obiettivo la riduzione del quantitativo degli scarti prodotti e il loro recupero attraverso la lotta agli sprechi, l'impiego di fonti energetiche rinnovabili, il riciclo. Un piano che dunque permetterà di rendere ancora più concreto l'effettivo avvio dell'economia circolare, ovvero di un sistema pensato per potersi rigenerare", conclude Vito, ricordando come lo scorso anno sia stato approvato anche il programma regionale di prevenzione della produzione dei rifiuti e come proprio la scorsa settimana la Giunta abbia dato il via libera alle Linee guida per riscrivere la legge 30 del 1987 in materia di rifiuti. "La nuova norma, che nei prossimi mesi sarà portata all'attenzione del Consiglio regionale, sarà infatti una disciplina organica in materia di rifiuti e principi di economia circolare".
La Regione Sardegna, sempre con riferimento alla notizia sulla violazione delle norme comunitarie relative all’aggiornamento del piano regionale di gestione dei rifiuti, ha precisato attraverso l'assessorato della Difesa dell'Ambiente che l’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani è stato approvato dalla Giunta regionale con deliberazione del 23 dicembre 2016, pienamente in linea con il cronoprogramma concordato con il Ministero dell'Ambiente. L'aggiornamento è stato notificato allo stesso Ministero dell’Ambiente il 27 dicembre 2016 per il successivo inoltro alla Commissione Europea. Lo stesso 23 dicembre il Piano è stato posto all'attenzione del media nel corso di apposita conferenza stampa. Di seguito il comunicato e la documentazione inviati al termine della conferenza stampa. elo stesso 23 dicembre è stato diffuso un comunicato in cui si dava notizia dell'approvaziomne dell’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti.
“Il Piano risaliva al 2008 e occorreva un aggiornamento migliorativo per rispondere ai più ambiziosi obiettivi di economia circolare, nel rispetto della normativa europea e a beneficio della Sardegna”, dichiara il presidente della Regione Francesco Pigliaru sull’aggiornamento del documento. “Con il Piano, che è rigorosamente fondato sulla gerarchia comunitaria della gestione dei rifiuti, mettiamo la Regione - si legge nella nota del 23 dicembre - nelle condizioni di fare la propria parte per contribuire in Europa alla transizione verso un’economia verde e a basse emissioni. Nello stesso tempo promuoviamo le filiere del riciclo a partire da un’efficiente raccolta differenziata sino ad arrivare alla produzione di materie e prodotti riciclati – conclude il presidente Pigliaru -, favorendo la nascita di mestieri verdi e occasioni di lavoro per i sardi.”
Punto cardine nell’aggiornamento del Piano una puntuale e attenta progettazione di raccolte differenziate ad alta efficienza, che consentano di intercettare già a livello domiciliare frazioni di rifiuto (frazione organica, carta, cartone, plastica, vetro, alluminio e legno) a basso grado di impurità, da inviare direttamente al riciclo. “Si tratta di un aggiornamento virtuoso con obiettivi molto sfidanti e assai coerente con le normative europee. Miriamo innanzi tutto a diminuire i quantitativi prodotti e la pericolosità dei rifiuti e ad accrescere il riutilizzo dei rifiuti urbani, oltre che il riciclaggio”, spiegò l’assessora Spano. “Non meno importante è il raggiungimento della minimizzazione degli impatti ambientali e dei costi legati alla gestione integrata dei rifiuti e la creazione di mestieri verdi in Sardegna. L’Isola ha dimostrato di essere virtuosa nel panorama nazionale della raccolta differenziata posizionandosi al settimo posto con il 56,4 per cento. Grazie all’attenta progettazione fatta sarà invece possibile raggiungere a fine 2022 più alti obiettivi di raccolta differenziata, fissati alla soglia dell’80 per cento. Sul fronte della vigilanza, non verrà meno l’attenzione degli organismi di controllo agli impatti prodotti da ogni impianto perché uno sviluppo è davvero sostenibile se rispetta l’ambiente. Lo faremo – conclude Donatella Spano – anche nel caso delle filiere dello smaltimento”. MENO 
Gli scenari non prevedono un terzo termovalorizzatore in Sardegna e, per il periodo transitorio, si farà ricorso ai soli impianti esistenti di Macchiareddu e Tossilo, con tendenza a ulteriore riduzione del fabbisogno di termovalorizzazione. Sulla base delle elevate percentuali di raccolta differenziata da raggiungere, infatti l’aggiornamento del Piano regionale minimizza ulteriormente l’apporto dello smaltimento a una quota ridotta del rifiuto urbano. Nello specifico le analisi eseguite evidenziano che la frazione secca residua potrà essere direttamente sottoposta a termovalorizzazione, riducendo il conferimento in discarica – destinate a scomparire per la normativa europea – ai rifiuti non recuperabili energeticamente e non valorizzabili. 
Molteplici gli scopi contenuti nel piano, a partire dalla riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti. Si punta all’aumento sia del riutilizzo che del riciclaggio dei rifiuti urbani e alla riduzione degli smaltimenti in discarica. Quindi alla minimizzazione del recupero energetico dai rifiuti residuali, degli impatti ambientali e dei costi legati alla gestione integrata dei rifiuti. Per raggiungere gli obiettivi è previsto un ventaglio di azioni che vanno dal completamento della transizione delle raccolte dei rifiuti verso il porta a porta, per limitare i conferimenti impropri di rifiuti speciali nel circuito dei rifiuti urbani, a una serie di iniziative di informazione sensibilizzazione sulla prevenzione della produzione dei rifiuti (compresa la riduzione dello spreco alimentare, l’incentivazione del riutilizzo di beni prima che diventino rifiuti). Si continuerà il percorso virtuoso degli acquisti pubblici ecologici e si passerà finalmente dalla tassa alla tariffa puntuale.
Netta la puntualizzaione dell’Emilia-Romagna che - sottolinea una nota - non è tra le Regioni coinvolte nel richiamo a chi non ha adeguato i Piani per la gestione dei rifiuti, così come previsto dalle norme comunitarie. La conferma arriva oggi dalla stessa Commissione europea. “Siamo sempre stati molto tranquilli rispetto al nostro operato- spiega lassessore regionale all’ambiente, Paola Gazzolo - poiché la Regione Emilia-Romagna ha approvato il Piano di gestione dei rifiuti a maggio dello scorso anno nel pieno rispetto dei tempi”. “Il nostro Piano- ha aggiunto-  è stato tra quelli sorteggiati per il controllo dei contenuti e successivamente approvato dalla Commissione europea”. “Voglio anche ricordare che l’Emilia-Romagna è stata la prima regione in Italia a realizzare una legge sull’economia circolare, la legge 16/2015. Abbiamo adempiuto agli obblighi- conclude l’assessore- ma lo abbiamo fatto con largo anticipo e con obiettivi ancora più sfidanti di quelli proposti dall’Europa”.
La Provincia autonoma di Bolzano sta provvedendo ad adeguarsi alle norme UE: il piano di gestione dei rifiuti urbani è già in vigore, per i rifiuti speciali l'iter è in corso. Con riferimento alla notizia proveniente da Bruxelles sul richiamo della Commissione UE in merito al mancato aggiornamento del piano gestione rifiuti della Provincia di Bolzano, l’Ufficio provinciale competente precisa che il Piano provinciale di gestione dei rifiuti  urbani è già stato aggiornato ed è entrato in vigore nel dicembre 2016. La proposta di aggiornamento del piano di gestione dei rifiuti speciali è stata invece approvata nella seduta di ieri dalla Giunta provinciale e sta seguendo l’iter procedurale che prevede ora la pubblicazione della proposta, il parere dei Comuni e dei Comprensori in merito e la successiva approvazione della versione definitiva da parte della Giunta. L’iter ha una durata di 120 giorni. La Provincia sta pertanto provvedendo a sanare la sua posizione nei confronti della Comunità europea. Si tratta, osserva l'Ufficio provinciale gestione rifiuti, di aspetti prettamente formali.

 


 


( sm / 16.02.17 )
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