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Regioni.it

n. 3109 - venerdì 24 febbraio 2017

Sommario
- Terremoto: da Zingaretti, Ceriscioli, Marini e D'Alfonso piena fiducia ad Errani
- Riforma Madia: via libera dal Consiglio dei ministri a cinque decreti
- Consiglio dei ministri del 23 febbraio integra Codice contratti pubblici
- Riparto sanità: Bonaccini, De Luca, Zaia e Frattura
- Agricoltura: origine obbligatoria per il riso e salvaguardia montagna
- "Garanzia Giovani": funziona la collaborazione Stato-Regioni

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Riparto sanità: Bonaccini, De Luca, Zaia e Frattura

Commenti anche di Coletto e Pacenza

(Regioni.it 3109 - 24/02/2017) "Ci sono 54 milioni in più rispetto ad anno scorso", il presidente della Campania, Vincenzo De Luca ha espresso "piena soddisfazione per il risultato ottenuto dalla Campania nel riparto del fondo nazionale per la sanità". Il presidente ha poi sottolineato  che per il 2017 "il fondo destinato alla Campania sarà di 10 miliardi e 254 milioni, ma la cosa più importante è che per la prima volta viene stabilito che il criterio di riparto non tiene conto solo del dato anagrafico della Campania regione 'più giovane' ". Per De Luca si tratta dell'inizio "di un cambiamento di metodo che potrà portare ad acquisire nel riparto il peso della condizione sociale della nostra regione".
“E’ un buon risultato per l’Emilia-Romagna, ma lo è per tutto il sistema sanitario nazionale, perché vengono garantite le condizioni per offrire buona sanità”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha ulteriormente commentato (cfr. "Regioni.it" n. 3108) il riparto del Fondo sanitario nazionale per il 2017, che ha visto il via libera all’unanimità da parte della stessa Conferenza delle Regioni.  All’Emilia-Romagna sono destinati oltre 8 miliardi di euro (8.093.292.447), 64 milioni di euro in più rispetto al 2016. “Sono risorse importanti- sottolinea Bonaccini- che ci consentono di sostenere un Servizio sanitario regionale di cui abbiamo rafforzato la qualità, a beneficio dei cittadini, grazie agli investimenti che abbiamo fatto sulle strutture e gli spazi, le strumentazioni diagnostiche e il personale. Abbiamo poi praticamente azzerato le liste di attesa per esami e visite specialistiche, portato al migliore utilizzo gli impianti e le attrezzature sanitarie e, come detto, investito sul capitale umano, con la recente assunzione a tempo indeterminato di oltre 2.500 professionisti della sanità. E per il 2017 continuerà il nostro lavoro di qualificazione dei servizi e di valorizzazione delle professionalità sanitarie, perché le risorse stanziate ci consentono di proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso”. Nella veste di presidente della Conferenza delle Regioni, Bonaccini ha ricordato l’importanza del “forte segnale di solidarietà interregionale” lanciato dalle Regioni, che hanno tenuto conto, nel riparto, della particolare e drammatica situazione che stanno vivendo le regioni del Centro Italia colpite dal terremoto, destinando per queste zone circa 10 milioni di euro in più. La proposta licenziata oggi dalla Conferenza delle Regioni sarà inoltrata al ministro della salute, Beatrice Lorenzin, che dovrà completare l’iter amministrativo necessario per poter arrivare alla erogazione delle risorse.
Moderato ottimismo dal Veneto. “Chiamiamolo un buon riparto, perché è stata una battaglia dura, grazie alla quale limitiamo i danni all’inevitabile”. Così il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha commentato il riparto del Fondo Sanitario Nazionale 2017, approvato oggi dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni. “Al Veneto, rispetto all’anno scorso – dice Zaia – arriveranno circa 40 milioni in meno. Una ferita, ma la meno grave di tutte quelle che sarebbero potute arrivare. E’ evidente – aggiunge – che si continua a tergiversare rispetto a una delle poche riforme vere che si dovrebbe realizzare, come l’applicazione ferrea dei costi standard, il cui rispetto dovrebbe creare una premialità per chi, come il Veneto, ci riesce”. “Ancora non è così - conclude Zaia – ma la battaglia non si ferma”.
“Ci siamo salvati perché nel gioco per certi versi assurdo del ‘più X meno Y’ che accompagna sempre un riparto’ siamo riusciti a limitare il ‘meno’ al minimo possibile. Quei circa 40 milioni che mancano sono tecnicamente maggiori costi legati ai nuovi Lea, ai nuovi vaccini, a varie nuove voci di spesa, alla nostra quota parte dei 422 milioni di taglio complessivo che ci si è trovati di fronte e che non è stato applicato alle Regioni Autonome”, ha aggiunto l’Assessore alla Sanità del Veneto Luca Coletto, commentando sempre il riparto del Fondo sanitario nazionale 2017. “Le risorse complessive sono sempre meno – aggiunge Coletto – ma ancora non è stato possibile imporre il concetto virtuoso per il quale chi ha i conti in ordine dovrebbe ricevere un riconoscimento sotto forma di maggiori fondi. “Ci si arriverà – conclude Coletto – perché la strada è imboccata ed è irreversibile. In pochissimi anni siamo già riusciti a smuovere almeno in parte certe incrostazioni pluridecennali e altro accadrà giorno dopo giorno”.
Il riparto del Fondo sanitario nazionale per l’anno 2017, prevede per il Molise un incremento pari a 1,7 milioni di euro rispetto alle risorse assegnate lo scorso anno: lo ha comunicato il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, al termine dei lavori della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 23 febbario. “È un risultato importante – commenta –, condiviso con le altre Regioni che da anni vengono penalizzate dai criteri standard utilizzati nella suddivisione del Fondo sanitario, a cominciare da quello relativo alla popolazione residente, assai restrittivo per realtà che come il Molise soffrono una progressiva flessione del numero di abitanti”. “Abbiamo evitato il rischio – spiega il presidente –, di vederci riconosciuta un’assegnazione inferiore a quella dello scorso anno, circa 5,9 milioni, anche a fronte dell’incremento generale dello Fondo stesso”. “Le ragioni, che per primi come Molise abbiamo rappresentato, sostenuti poi dalle altre Regioni non valorizzate in sede di riparto, ci hanno consentito, nonostante la previsione di un quadro negativo, di colmare non solo il differenziale rispetto all’anno scorso, ma addirittura di portare a casa un ulteriore incremento di 1,7 milioni di euro: è davvero un risultato importante”, rimarca Frattura. “La Conferenza – prosegue –, è giusto evidenziarlo, ha accolto anche l’istanza che abbiamo avanzato di prevedere, dal prossimo anno, l’utilizzo di nuovi e aggiuntivi criteri per il riparto delle risorse del Fondo sanitario, quali gli indici di anzianità, la minore densità demografica e altri indicatori epidemiologici specifici che concretamente rappresentano i nostri contesti socioeconomici”.  “A questo – ancora il presidente –, aggiungiamo anche la conferma, manifestata da tutte le Regioni, del contributo di solidarietà pari a 18 milioni di euro per l’anno 2017”. Infine, Frattura ha richiesto di tener conto nel riparto delle risorse del Fondo sanitario, sempre dai prossimi anni, dell’impatto economico della presenza nel territorio regionale dell’Ircss privato a carattere nazionale, il Neuromed di Pozzilli, perché “per le sue dimensioni e specialità e per la sua attività ospedaliera e di specialistica svolta anche a beneficio degli assistiti delle altre Regioni, non può essere solo ed esclusivamente a carico delle risorse assegnate al Molise”. Sempre nella giornata di oggi, giovedì 23 febbraio, il presidente della Regione ha incontrato a Roma il rettore dell’Università La Sapienza, il professor Eugenio Gaudio. “Con il magnifico rettore Gaudio –  riferisce –, abbiamo individuato le ragioni per consolidare e rafforzare l’impegno reciproco a programmare e attuare corsi di laurea per le professioni sanitarie con particolare riferimento alla sede di Isernia dove continuerà a essere attivo il corso di laurea per le professioni infermieristiche e saranno valutate eventuali offerte formative legate alle esigenze del nostro territorio. Condivisa da entrambi la necessità di implementare la formazione rivolta ai professionisti sanitari”. “La sede universitaria di Isernia è un investimento formativo per una rinnovata attenzione alle professioni sanitarie del Molise attraverso la collaborazione tra Università la Sapienza , Regione e Asrem”, conclude Frattura.
Per la Basilicata ha partecipato alla Conferenza delle Regioni l’assessore Flavia Franconi. Da quando si è insediato il governo regionale la dotazione finanziaria aumentata di 42 milioni di euro. La Regione Basilicata per l’anno 2017 potrà contare su una dotazione finanziaria di un miliardo e 52 milioni di euro per il sistema sanitario lucano. “Dopo una difficile e lunga trattativa portata avanti con il presidente Marcello Pittella, la Basilicata – aggiunge Franconi – ha ottenuto un altro positivo risultato. Infatti, nonostante la diminuzione della popolazione lucana, è aumentato di ulteriori 5 milioni di euro il fondo destinato alla nostra regione . Si tratta di un risultato positivo che si aggiunge agli altri traguardi raggiunti. Infatti, da quando si è insediato il governo regionale, e cioè dal 2014 ad oggi, la Basilicata ha visto aumentare la dotazione finanziaria per il sistema sanitario regionale di oltre 42 milioni di euro. “Risorse – aggiunge Franconi – che serviranno a potenziare i servizi posti a disposizione dei cittadini nel quadro di una riforma generale finalizzata a mettere in sicurezza il quadro finanziario e a rendere ancora più efficienti le strutture sanitarie lucane”.
Il Delegato del Presidente Oliverio per la Sanità, Franco Pacenza, ha partecipato in rappresntanza della Calabria, prima alla Commissione salute poi alla Conferenza delle Regioni che, all’unanimità, ha approvato, il riparto dei fondi sanitari 2017. Secondo Pacenza ci si trova finalmente di fronte ad "un primo segnale concreto sul criterio della deprivazione”. A breve – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – s’insedierà una commissione di esperti di cui si avvarrà la Commissione salute per portare a regime i nuovi criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale. “E’ questo il dato politico più rilevante – ha detto Pacenza - che emerge dalla discussione e dal deliberato della Conferenza dei Presidenti delle Regioni. E’ questo, inoltre, un anno di transizione, dettato anche dal fatto che la legge di bilancio 2017 vincola le risorse aggiuntive ad obiettivi specifici quali: farmaci oncologici, farmaci innovativi, stabilizzazioni, vaccini, rinnovi contrattuali, premialità sui LEA. Tranne che per i farmaci, su cui si opererà a rimborso, e sono vincolati 850 milioni, il riparto approvato oggi assegna alla Calabria 3.501.227.134 di euro su un totale di 109.218.471.696. C’è da considerare, inoltre, che con il riparto 2017 si è fatto l’aggiornamento dei dati sulla popolazione e, a fronte di una diminuzione media dello 0,21% , la Calabria diminuisce dello 0,36%, mentre la sola regione che registra un aumento è la Lombardia. La manovra si è, quindi, abbastanza ridotta e la Calabria ha ottenuto uno specifico riconoscimento sul capitolo delle stabilizzazioni che, a seguito del blocco del turn over sono ora, per il sistema sanitario calabrese, una necessità inderogabile. Ora a lavoro per i nuovi criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale”.


( red / 24.02.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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