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n. 3115 - lunedì 6 marzo 2017

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Via Francigena: parte il percorso di candidatura a patrimonio Unesco

(Regioni.it 3115 - 06/03/2017) Far inserire nella lista del Patrimonio Unesco (World Heritage List) la via Francigena: è questo l'obiettivo di un'alleanza interregionale che mobilita Toscana, Lazio, Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta.
La strategia delle sette regioni italiane parte con un protocollo d'intesa sottoscritto il 6 marzo a San Miniato (Pi) al termine della due giorni "La Francigena e i cammini".
Le sette Regioni toccate dall'antica via dei pellegrini si sono impegnate a salvaguardare e promuovere i tratti della Francigena attraverso un progetto organico di carattere nazionale finalizzato al riconoscimento del titolo Unesco. Molto deve essere fatto - a partire dall'individuazione esatta del tracciato della Francigena in tutti i territori, alla definizione delle particolarità socio-culturali-ambientali ad essa connesse e, soprattutto, al coinvolgimento di tutti gli enti pubblici coinvolti e della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco - ma il percorso è avviato e la Toscana è stata scelta come capofila del progetto in quanto già a capo del gruppo di lavoro che ha ottenuto l'iscrizione delle Ville e dei giardini medicei nell'elenco dei siti Patrimonio dell'umanità.
"Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto fino ad oggi e del riconoscimento che anche le altre Regioni partner ci hanno attribuito scegliendo la Toscana come capofila - ha detto l'assessore regionale alla cultura Monica Barni, che ha sottoscritto il protocollo a nome della Toscana - Adesso dobbiamo proseguire con determinazione e caparbietà verso il nostro obiettivo, per fare in modo che anche il sistema paesaggistico-culturale della Via Francigena venga riconosciuto Patrimonio dell'umanità dall'Unesco, così come è avvenuto nel 2013 per le Ville e giardini medicei".
La Toscana sarà affiancata da un Comitato di coordinamento (composto da un referente politico ed uno tecnico per ciascuna Regione coinvolta), da una segreteria e dall'Associazione europea delle Vie Francigena che effettuerà analisi preliminari al progetto di candidatura, elaborerà la documentazione necessaria e selezionerà la tratta da candidare più adeguata sotto il profilo scientifico. Il protocollo d'intesa per la candidatura della via Francigena a Patrimonio Unesco avrà durata di un anno. A sottoscriverlo, oltre all'assessore Barni, anche l'assessore della Regione Lombardia Cristina Cappellini, l'assessore Emily Rini per la Valle d'Aosta, l'assessore Antonella Parigi per la Regione Piemonte, Andrea Corsini per l 'Emilia Romagna, Emilio Tapinassi del MIBACT. Hanno aderito al protocollo anche Regione Lazio e Regione Liguria. Nel corso della giornata conclusiva del convegno "La Francigena e i cammini" l'Associazione Toscana Via Francigena (Atvf) ha consegnato un riconoscimento a Giovanni Corrieri, pellegrino e appassionato di Via Francigena che da anni accoglie e accompagna a titolo gratuito altri pellegrini e turisti alla scoperta dell'itinerario e del territorio.
Il Protocollo d'intesa sottoscritto dalle Regioni coinvolte ha lo scopo di coordinare la predisposizione del Dossier di candidatura e della bozza del Piano di gestione del sito, in accordo con i Comuni. In questa prima fase la candidatura verrà portata avanti solo per la parte italiana, in vista dell'inserimento nella tentative list del Mibact; successivamente verra' estesa agli altri Paesi coinvolti (Gran Bretagna, Francia e Svizzera).
Le Regioni si impegnano con la firma del protocollo a definire insieme il tracciato ufficiale del cammino da candidare, verificando l’autenticità e l’integrità degli elementi storico-artistici e architettonici ancora presenti e che possono essere inclusi nel progetto di candidatura. Per questo si ricorrerà, in qualità di partner, all’Aevf (associazione europea delle Vie Francigene), organismo riconosciuto dal Consiglio d’Europa che avrà il compito di elaborare uno studio di fattibilità con gli obiettivi di selezionare la tratta da candidare al riconoscimento Unesco, gli interventi prioritari a tutela del tracciato e le fasi operative del progetto (tempi, costi, risultati attesi).
L’Assessore della all’Istruzione e Cultura della Valle d'Aosta, Emily Rini, ha ricordato che la Giunta valdostana ha approvato, il 3 febbraio 2017,  l’adesione della Regione al protocollo di intesa tra le Regioni della Via Francigena, per l’avvio del percorso di candidatura alla lista del patrimonio mondiale UNESCO. La firma del protocollo ha detto l’assessore, "rappresenta il risultato di un lungo lavoro in sinergia con l’Assessorato al turismo, sport, commercio e trasporti e con L'Assessorato all’Agricoltura e Risorse naturali. La  Via Francigena è stata dichiarata nel 2004 'Grande Itinerario Culturale' dal Consiglio d’Europa, ha continuato l’Assessore Rini, una via che ha rivestito un ruolo centrale per lo sviluppo dei territori attraversati, e che costituisce, ancora oggi, una grande opportunità di scambio e confronto tra persone che provengono da tutto il mondo. Nell’ambito delle attività di promozione e valorizzazione della tratta valdostana della Via Francigena sono state effettuate numerose iniziative, prosegue L’Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Aurelio Marguerettaz, tra cui voglio ricordare la realizzazione della Guida ufficiale della Via Francigena, nel 2016, e l’organizzazione, presso il Forte di Bard, dell’Assemblea generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.
Con la sottoscrizione dell'accordo tra Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Liguria, Lazio e Valle d'Aosta. ha spiegato l'assessore dellEmilia-Romagna, Andrea Corsini, "Proseguiamo nell'opera di valorizzazione del nostro patrimonio": Nel Medioevo era la strada dei pellegrini che dalla Francia scendevano verso sud per recarsi a Roma (anche per proseguire verso la Terrasanta attraverso i porti pugliesi) e di quelli che ascendevano la penisola per raggiungere Santiago di Compostela in Spagna. Ma fu anche un’importante strada per il commercio, strategica per trasportare verso i mercati del nord Europa le merci provenienti dall’Oriente (seta, spezie) e scambiarli, in genere nelle fiere della zona di Champagne, con i panni di Fiandra e di Brabante. La via Francigena, il cui itinerario si appresta a riacquistare centralità donando ai viaggiatori le proprie particolarità storico-culturali, ambientali, naturalistiche e paesaggistiche. Con l'accordo tra le sette Regioni coinvolte  si aggiunge “Un nuovo tassello che identifica l’Emilia-Romagna come regione sempre più attrattiva, grazie anche alla valorizzazione dei propri territori ed eccellenze- afferma l’assessore. Dall’inizio della legislatura abbiamo quasi raddoppiato le aree Unesco, con il riconoscimento a Parma Città creativa per la gastronomia e il Mab (Riserva della biosfera) al Delta del Po e all’Appenino Tosco Emiliano. Con questo nuovo accordo proseguiamo nell’opera di valorizzazione del nostro patrimonio per aprire nuovi orizzonti di crescita turistica e economica nel rispetto dell’ambiente”.

"E' davvero un giorno importante per la cultura perché parte ufficialmente il percorso di candidatura a patrimonio UNESCO della Via Francigena, itinerario ispirato alle radici cristiane che coinvolge anche la nostra Lombardia e precisamente i territori di Lodi e Pavia". L'ha detto l'assessore alle Culture, Identita' e Autonomie della Regione Lombardia, Cristina Cappellini, che su delega del presidente Roberto Maroni e' intervenuta, a San Miniato (PI), alla cerimonia di sottoscrizione del Protocollo, perché "parte - ha detto l'assessore - un percorso impegnativo ed entusiasmante che Regione Lombardia auspicava da tempo, dopo aver intrapreso negli ultimi anni una serie di iniziative finalizzate alla valorizzazione del tratto di cammino lombardo, che riguarda i territori di Pavia e Lodi. L'importante evento di oggi - ha sottolineato - deve fare da traino per la fase di forte promozione che vogliamo mettere in campo. Coinvolgero' nuovamente i sindaci dei territori coinvolti per sviluppare insieme a loro tutta una serie di iniziative per valorizzare un percorso importantissimo". E "per coronare questa bella giornata - ha promesso l'assessore Cappellini - ho anticipato che è mia intenzione percorrere prossimamente un pezzo del tratto lombardo della Via Francigena. Sarebbe bello se partecipassero anche i media locali e nazionali: siamo la Regione con il maggior numero di siti Unesco e la Via Francigena potra' essere un nuovo straordinario riconoscimento. C'e' la necessita' che tutte queste bellezze vengano fatte conoscere il piu' possibile. A testimonianza della nostra volontà di valorizzare i luoghi e gli itinerari ispirati alle nostre radici cristiane, come la Via Francigena, - ha ricordato l'assessore Cappellini - abbiamo voluto inserire nella nuova legge di riordino della cultura in Lombardia una norma dedicata proprio agli itinerari spirituali, in perfetta sintonia con l'avvio del percorso di candidatura della Via Francigena a patrimonio dell'Unesco".
L’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi, ha definito la firma del protocollo "un passo importante che sancisce il nostro impegno per la valorizzazione di questo prezioso patrimonio storico, culturale e paesaggistico, parte integrante della storia e delle tradizioni, non solo della nostra Regione ma  del nostro Paese. Un cammino storico che ci vede già al lavoro all’interno di un più organico progetto di valorizzazione dei cammini regionali e che può costituire una significativa opportunità di sviluppo per i nostri territori e per il comparto turistico”. A dirlo è Antonella Parigi, assessore della Regione Piemonte, presente a San Miniato (PI), aggiungendo che “Questo documento impegna le sette Regioni toccate dall'antica via a salvaguardare e promuovere i tratti della Francigena attraverso un progetto organico nazionale finalizzato al riconoscimento del titolo Unesco. Molto deve essere fatto - a partire dall'individuazione esatta del tracciato in tutti i territori, e dal coinvolgimento di tutti gli enti pubblici coinvolti - ma il percorso è avviato”.


 
 
 
 
 


( sm / 06.03.17 )
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