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Regioni.it

n. 3116 - martedì 7 marzo 2017

Sommario
- Ocse: Italia in crescita stabile
- La pesca in acqua dolce: audizione delle Regioni in Senato
- Il 9 marzo Conferenza Stato-Regioni
- Conferenza Unificata giovedì 9 marzo
- Crocetta su conti economici e servizi ai disabili
- Garavaglia sui fondi per le politiche sociali e le non autosufficienze

+T -T
Crocetta su conti economici e servizi ai disabili

(Regioni.it 3116 - 07/03/2017) Il presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta, interviene sulle questioni economiche collegate ai “Trinacria bond” e sui problemi della gestione dei disabili.
“I Trinacria bond – spiega Crocetta - non sono stati fatti perché non più necessari, in relazione anche al nuovo accordo con lo Stato che ci ha dato la possibilità di avere un miliardo e 650milioni in più di entrate correnti. La realtà è cambiata, non è più quella del 2012”. Crocetta quindi ricorda che "quando nel 2012 mi sono candidato, la Regione, oltre ad avere un consuntivo di bilancio di meno due miliardi di euro, aveva un debito nei confronti delle imprese di circa due miliardi e settecento milioni di euro".
"Di fronte a una situazione che ci stava portando al crack, al blocco totale dell'economia e al fallimento delle imprese – afferma Crocetta -, in quel momento non vedevo altra soluzione che quella di vincolare gli immobili della Regione per emettere titoli di pagamento, che ovviamente non avrebbero mai potuto coprire tutto il debito, attraverso il vincolo di tutto il patrimonio immobiliare della Regione".
Per quest’operazione la regione aveva calcolato di emettere titoli di pagamento per circa 700milioni di euro. Ma dal 2014 "la situazione è radicalmente cambiata - prosegue Crocetta -, poiché lo Stato ha concesso mutui statali”.
L'operazione Trinacria bond, quindi, "è stata superata attraverso un'azione virtuosa che ha aumentato il nostro livello di indebitamento nei confronti dello Stato - dice ancora il presidente della regione Sicilia-, ma non nei confronti dei privati e ci ha consentito di mantenere la titolarità dei beni immobiliari della Regione, garantendo alle imprese la possibilità di essere pagate".
Inoltre la regione Sicilia ha affrontato il tema disabili, verificando i dati già raccolti da Asp e distretti socio sanitari. Così è stata data indicazione di avviare i piani individuali di assistenza, che “dovranno comprendere non solo l'assistenza sanitaria domiciliare ma anche l'accudienza, sulla base dei livelli di gravità”.
Tale assistenza, è in conformità – spiega una nota della regione Sicilia – “con quanto previsto dalle direttive ministeriali e da quanto già realizzato in altre regioni come Emilia Romagna e Lombardia, dovrà essere basata sulla libera scelta della persona affetta da disabilità o della famiglia, quando il soggetto non possa esprimere la propria volontà”.
“Preciso che le forme integrative di contribuzione economica per l'assistenza – dice Crocetta - sono previste da tutte le regioni italiane e possono rientrare nei piani individuali di assistenza. In atto, non è stata emanata alcuna direttiva perché il governo intende confrontarsi con tutti i soggetti interessati, al fine di fare un piano il più coerente possibile con le effettive esigenze.
La Regione sta inoltre lavorando per integrare altre risorse nella manovra finanziaria in esame all'Ars, sul fondo per l'assistenza alle persone con disabilità.
Le misure attualmente in studio riguardano interventi a breve, medio e lungo termine. Su una cosa voglio essere chiaro – continua il presidente - nelle more degli studi da effettuare, pur essendo disponibile a discutere con tutti, non si possono lasciare i malati gravissimi senza la necessaria assistenza, pertanto – conclude Crocetta - intendo prendere alcune decisioni nell'immediato, per permettere a tutti di ricevere una dignitosa assistenza”.
Crocetta poi aggiunge che “sulla disabilità gravissima la Lombardia spende 21 milioni di euro, con una popolazione di 10 milioni di abitanti, l'Emilia Romagna che è considerata il modello italiano più virtuoso, ha una spesa annuale di 28 milioni di euro per 1400 persone con disabilità gravissima su 4 milioni 420mila abitanti. In pratica il 20% in meno della popolazione Sicilia. Con il bilancio provvisorio la Regione siciliana ha già stanziato 36 milioni di euro di fondi regionali più 13milioni del fondo nazionale. Il governo regionale intende inoltre presentare in finanziaria un emendamento per impinguare tale fondo di almeno altri 10 milioni e inoltre, in generale, vuole prevedere per la disabilità una riserva di 24 milioni a favore degli enti locali, che possono destinare tali fondi solo all'assistenza alle persone con disabilità meno gravi. Sulla base delle proiezioni per numero di abitanti e considerato il dato delle Emilia Romagna, teoricamente, i soggetti con disabilità gravissima non potrebbero superare le 1700 unità, mentre in Sicilia sulla base della valutazione di distretti sociosanitari e Uvm, sarebbero 3600.
In Emilia abbiamo 3 soggetti con disabilità gravissima ogni 10mila abitanti, in Sicilia 7 ogni 10mila. Non capisco dunque dove staremmo sbagliando, laddove prevediamo un modello di assistenza più avanzato rispetto alle regioni italiane considerate all'avanguardia”.

 


( gs / 07.03.17 )
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