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Regioni.it

n. 3121 - martedì 14 marzo 2017

Sommario
- Partecipate: continua il confronto Governo, Regioni ed enti locali
- Referendum voucher: Emiliano, Rossi e Zaia
- Agenas: spesa sanitaria ticket e intramoenia 2012-2015
- Rapporto sulla legislazione tra Stato, Regioni e Unione Europea
- Province: Rossi chiede allo Stato le risorse per le funzioni riassorbite
- Consiglio di Stato su testo unico partecipate
- Pierluigi Marquis, presidente Valle d'Aosta: la scheda biografica

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Rapporto sulla legislazione tra Stato, Regioni e Unione Europea

(Regioni.it 3121 - 14/03/2017) Nel 2015, le Regioni ordinarie e quelle speciali hanno approvato complessivamente 705 leggi: 692 leggi ordinarie e 13 leggi statutarie. Si registra, dunque, un lieve incremento rispetto alle 694 leggi approvate nel 2014: 687 ordinarie e 7 statutarie. Più nel dettaglio, rispetto al 2014, si registra  una contrazione di 37 unità nelle Regioni ordinarie e un incremento di 48 unità nelle specialità. I dati sono contenuti nella diciassettesima edizione del "Rapporto sulla legislazione tra Stato, Regioni e Unione europea", presentata il 14 marzo a Montecitorio. L'aumento -  sia pur lieve - della complessiva produzione legislativa del 2015 risulta confermato soprattutto dai dati relativi agli articoli e ai commi; infatti, considerando l'insieme delle Regioni (ordinarie, speciali e Province autonome), dagli 8.127 articoli prodotti nel 2014 si sale ai 9.688 del 2015; dai 22.161 commi del 2014 si sale ai 26.873 del 2015. Anche per il 2015, come già sottolineato nelle precedenti rilevazioni, va segnalato che - al di là della tendenza messa in luce in generale per il complesso delle Regioni - i dati sulla produzione legislativa variano notevolmente da Regione a Regione, testimoniando, dunque, la presenza di situazioni politico-istituzionali specifiche e diverse.
Aumentano, ad esempio, le leggi in Basilicata e Calabria, diminuiscono sensibilmente in Liguria, Puglia e Veneto. Per alcune di esse il dato è stato influenzato dal rallentamento dell'attività legislativa dovuto alla modifica della compagine istituzionale; così, ad esempio, è stato per la Calabria, che ha votato nel 2014 (passando dalle 28 leggi del 2014 alle 40 del 2015) e per la Puglia, che ha votato nel 2015 (passando dalle 53 leggi del 2014 alle 40 del 2015).
Tra le Regioni ordinarie il primato della produzione legislativa spetta, come sempre, alla Toscana, mentre sembra subire una battuta d'arresto la produzione legislativa della Regione Abruzzo che, nel 2015, è superata dalla Basilicata (55 leggi contro 44). Il primato delle leggi più pesanti spetta, invece, alla Regione Umbria, le cui 18 leggi sono articolate in 1.059 articoli e ben 3.656 commi. Tra le specialità, è sempre il Friuli Venezia Giulia a mantenere alte le dimensioni fisiche delle leggi con ben 790 articoli e 3.361 commi nel 2015.
La maggior parte delle leggi promulgate è di iniziativa dell'esecutivo. Su 705 leggi promulgate, 451, pari al 64% sono di iniziativa della Giunta e 232, pari al 32,9%, sono di iniziativa del Consiglio. Lo stesso rapporto si mantiene considerando separatamente Regioni ordinarie e specialità (rispettivamente 59,7% e 75% di iniziativa dell'Esecutivo, 36,3% e 24% di iniziativa dell'Assemblea legislativa).
"Va bene la "centralita' del Parlamento nazionale, ma mi auguro di poter dire anche centralità dei Consigli regionali, in quanto istituzioni che producono legislazione", ha commentato il presidente del Consiglio regionale del Friuli, Franco Iacop, coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province, nelle conclusioni della presentazione alla Camera del  "Rapporto sulla legislazione tra Stato, Regioni e Unione europea". "Credo davvero che ci possa essere spazio per una nuova stagione delle assemblee legislative, sia parlamentari che regionali", ha concluso Iacop
"Il vero problema è la quantità delle leggi che approviamo e la velocita' con cui lo facciamo, perché troppo spesso la politica e' tentata dal tenere dei ritmi mediatici" ponendo "un problema enorme, il distacco sempre piu' ampio tra la percezione della realta' e quello che in realta' titolano le leggi approvato in Parlamento". Lo ha detto il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, nelle conclusioni della presentazione del "Rapporto sulla legislazione tra Stato, Regioni e Unione europea"."Negli ultimi 4 anni non e' stato preso in considerazione cio' che e' stato scritto nei vari rapporti, per quanto riguarda la qualità della  legislazione", ha aggiunto . "Anche la riduzione del ricorso alla decretazione d'urgenza nell'ultimo biennio credo sia da legare al cambio di inquilino al Quirinale e alle sue note sensibilita' contro l'abuso della decretazione d'urgenza". Inoltre, "la sua centralita' e la sua sovranita' non deve far pensare al Parlamento di essere onnipotente, ma deve avere degli argini", ha concluso Di Maio. 
Secondo la vice presidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi "Occorre rafforzare la coesione europea secondo il principio di sussidiarieta', per affrontare al meglio le grandi sfide comuni, quali il rilancio dell'economia, la sicurezza, l'immigrazione e il riconoscimento dei diritti dei piu' deboli. Non e' certo questo il momento, anche a livello normativo, per un recupero della sovranita' statuale in senso tradizionale, ovvero innalzando barriere e rinnegando i valori dell'integrazione", ha aggiunto. "Semmai e' il momento - ha concluso Di Giorgi - di rafforzare il ruolo, anche del nostro Paese, nell'ambito dell'Unione europea, per affrontare le sfide con politiche che rispecchino gli interessi dei cittadini di tutti gli Stati".



( red / 14.03.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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