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Regioni.it

n. 3150 - giovedì 27 aprile 2017

Sommario
- Eurostat: dati su disoccupazione, lauree e migranti
- Concessioni demaniali: Bonaccini, con Ddl delega verso soluzione concreta
- Politiche di coesione: il giudizio di Enrico Rossi
- Garavaglia: in manovra Governo mancano risorse per non autosufficienza
- Lavoro: assegno di ricollocazione, Assessori chiedono confronto con Poletti
- Giornata Nazionale Sollievo: partito il censimento delle iniziative

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Eurostat: dati su disoccupazione, lauree e migranti

(Regioni.it 3150 - 27/04/2017) L’ufficio statistico europeo (Eurostat) fornisce tutta una serie di dati, dalla disoccupazione all’accoglienza dei migranti, dal confronto numerico delle lauree all’abbandono scolastico.
Nel 2016 cinque regioni italiane (Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Sardegna) hanno fatto registrare un tasso di disoccupazione di almeno il doppio della media Ue (8,6%), ovvero superiore al 17,2%, assieme ad altri 27 territori europei (13 in Grecia; 10 in Spagna; e 5 territori d'oltremare francesi).
E' la Calabria la regione europea che nel 2016 ha fatto registrare il maggior tasso di disoccupazione giovanile. Dopo la Calabria c’è solo Ceuta e Melilla, le due 'enclave' spagnole in Africa.
La provincia autonoma di Bolzano, con un tasso di disoccupazione del 3,7%, è invece l'unico territorio italiano ad essere rientrato nel gruppo delle 60 regioni europee che hanno fatto registrare una percentuale inferiore alla media Ue.
Il tasso di disoccupazione più basso in Ue, nel 2016, è stato quello del Niederbayern (Germania) 2,1%, il più alto è quello di Dytki Macedonia (Grecia), al 31,3%.
L’Italia, sempre secondo gli ultimi dati dell’ufficio statistico europeo (Eurostat), è il fanalino di coda per numero di lauree, mentre raddoppia nelle concessioni di asilo.
Nel 2016 la percentuale di laureati tra le persone tra i 30 e i 34 anni è cresciuta in tutti i Paesi membri dell'Ue rispetto al 2002 ma l'Italia è tra i Paesi con la percentuale più bassa (26,2%).
Un livello così basso si registra solo in Romania (25,6%). Comunque le persone con un titolo di istruzione superiore è raddoppiato rispetto al 2002, quando la quota era del 13,1%.
L'obiettivo della strategia Europa 2020 è che tutti i Paesi arrivino per quella data ad avere il 40% di laureati.
L'Italia è inoltre la quinta peggiore per quanto riguarda l'abbandono scolastico. Peggio di noi solo Portogallo, Romania, Spagna e Malta. Con un 14% circa dei 18-24enni che non hanno raggiunto un diploma secondario, l'Italia ha superato il suo obiettivo nazionale ma è ancora lontana dall'obiettivo europeo del 10%.
Per quanto riguarda le concessioni di asilo nel 2016 l'Italia è terza in classifica nei 28 Paesi Ue che hanno concesso protezione internazionale a 710.400 richiedenti asilo. Sono nel 2016 più del doppio del 2015. Sono stati anche reinsediati oltre 14mila profughi.
Oltre il 60% delle decisioni positive si registrano in Germania, (445.210, tre volte il numero del 2015). Seguono la Svezia, (69.350, il doppio rispetto all'anno precedente); l'Italia, (35.450, +20%); la Francia (35.170, +35%); Austria, (31.750, +79%) e Olanda, (21.825, +28%).
Eurostat pubblica quindi un Report sui migranti, nel quale si evince la Germania rimane il Paese Ue piu' aperto agli immigrati, altri Paesi invece, specialmente nell'est e nel nord-ovest europeo, faticano ad accogliere i profughi. I dati sono riferiti al 2016.
Le statistiche segnalano che i 28 Stati aderenti all'Unione lo scorso anno nel loro insieme hanno concesso lo status di protezione internazionale a 710.400 richiedenti asilo, doppiando i numeri del 2015. L'Italia quindi è a quota 35mila, come la Francia e l'Austria.
L'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) afferma che dall'1 gennaio al 23 aprile di quest'anno sono giunti in Europa 43mila migranti, oltre 36mila dei quali in Italia.



( Giuseppe Schifini / 27.04.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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