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Regioni.it

n. 3156 - lunedì 8 maggio 2017

Sommario
- Conferenza delle Regioni l'11 maggio
- Macron nuovo presidente della Francia
- Cooperazione allo sviluppo: posizione sui bandi dell'Agenzia
- Maroni: chiederò ad Obama impegno contro la contraffazione alimentare
- P.A: Bugli su accordo Stato-Regioni per moduli unificati
- Forum PA. 2017 all'insegna dello sviluppo sostenibile
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di Aprile

Documento della Conferenza delle Regioni del 4 maggio

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Cooperazione allo sviluppo: posizione sui bandi dell'Agenzia

(Regioni.it 3156 - 08/05/2017) La Conferenza delle Regioni nella riunione del 4 maggio ha assunto una posizione sugli avvisi pubblici dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).nella quale si lamenta una scarsa considerazione del ruolo delle istituzioni regionali e l'assenza di una governance decentrata (cfr. anche le dichiarazioni rese dall'assessore della Sardegna, Filippo Spanu, al termine della Conferenza, riportate su "Regioni.it" del 4 maggio).
Il documento approvato dalla Conferenza è stato inviato dal presidente Stefano Bonaccini al vice ministro degli Affari Esteri e della cooperazione interenazionale, Mario Giro, con l'auspicio che possa aprirsi "un dialogo fra le Regioni, il ministero e l'Agenzia per la Cooperazopome e lo Sviluppo", magari partemndo èrpoorio da un incointri  che definosca propio la più efficvace interazione fra i soggetti istituzionali coinvoiltri. Si riporta di seguito la posizione delle Regioni pubbicata anche sul portale www.regioni.it (sezione "Conferenze".
Considerato che
l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (di seguito "Agenzia") si configura come IV pilastro della nuova cooperazione italiana, di cui alla Legge n. 125/2014, avente l’obiettivo di allineare l'Italia ai principali partner europei e internazionali nell'impegno per lo sviluppo nonché rafforzare l'efficacia, l’economicità, l’unitarietà e la trasparenza della politica di cooperazione allo sviluppo dell'Italia;
le Regioni rivestono un ruolo concorrente nella cooperazione internazionale e ancor più nella cooperazione territoriale, che si è ormai affermata, in Italia e in Europa, come uno dei principali modelli capace di valorizzare, nei rapporti di cooperazione con omologhe realtà locali dei Paesi partner, le differenze e le specificità locali.
Premesso che
con lettera del 24/02/2017 la Direttrice dell’Agenzia informava il Presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome della prossima pubblicazione di due avvisi pubblici destinati agli enti territoriali e alle reti dei territori italiani con riferimento a due linee di attività: a) Iniziative promosse da enti territoriali b) Cofinanziamento di progetti aggiudicati sui programmi europei;
il Presidente Pigliaru, in qualità di coordinatore politico della Commissione Affari europei e internazionali, delega materia cooperazione internazionale, con lettera del 03/04/2017, ringraziava la Direttrice Frigenti confermando, tuttavia, la non completa adesione e condivisione del sistema regionale rispetto alle caratteristiche dei due avvisi e sottolineava la necessità di prevedere modalità di programmazione centrale atte a garantire una previa, ampia e concreta consultazione con il sistema regionale;
rispetto all’avviso di cui al punto a) si reiterava la necessità di definire in raccordo con il sistema regionale le priorità geografiche e settoriali, in virtù delle specifiche vocazioni regionali, della vasta esperienza di cooperazione decentrata acquista dai soggetti territoriali e dei partenariati territoriali già costituiti;
rispetto all’avviso di cui al punto b) si rinnovava la preoccupazione rispetto allo scarso impatto che avrebbe potuto avere l’intervento in virtù del fatto che l’Ue copre un’altissima percentuale dell’intero importo di progetto e che Regioni e Province autonome non hanno particolare difficoltà a cofinanziare valorizzando il lavoro delle proprie risorse umane;
in termini generali, inoltre, si manifestavano perplessità riguardo l’efficacia dello strumento stesso dell’avviso pubblico auspicando l’avvio di una riflessione su nuove modalità di lavoro che, pur secondo regole a garanzia del principio di trasparenza, consentano agli enti territoriali di lavorare in maniera complementare e non più competitiva perseguendo la valorizzazione e la crescita dell’intero Sistema Italia.
Tutto ciò premesso
il sistema regionale avanza alcune puntuali e specifiche proposte in merito, in particolare, a possibili criteri di eleggibilità e premialità volti a favorire il raggiungimento degli obiettivi sopra descritti insieme ad altre considerazioni volte ad ottimizzare l’utilizzo delle risorse.
1) Soggetti proponenti e composizione del partenariato. Le Regioni e le Province Autonome auspicano la realizzazione di un modello di governance verticale ed orizzontale che consenta un efficace coordinamento e raccordo di tutti i soggetti della cooperazione decentrata. La funzione di organizzazione e coordinamento della moltitudine dei soggetti della cooperazione decentrata non può che essere insita nella mission dei governi regionali in quanto appartenenti al primo livello di governance substatale: agendo direttamente sul territorio, i governi regionali possono supportare il governo centrale nell’implementazione delle politiche secondo forme concertate ottimizzando l’impatto di ogni intervento. Il fatto stesso che le Regioni e le Province autonome italiane si siano dotate di leggi sulla cooperazione attribuendo alle ONG e agli enti locali del proprio territorio il ruolo di soggetti promotori ed esecutori delle attività di cooperazione è garanzia della loro capacità di dar vita ad un modello virtuoso di partenariati territoriali e partecipativi.
Per tale motivo, ancora una volta, le Regioni e le Province Autonome lamentano la scarsa considerazione del proprio ruolo che invece, in primis la Carta Costituzionale, gli riconosce e ribadiscono pertanto la necessità di individuare un più adeguato sistema di governance in grado di coinvolgere i diversi attori della Cooperazione decentrata, seppur nel rispetto dei proprio ruoli e delle proprie competenze.
Tale mancanza di strategia - che di fatto riduce Regioni e Province Autonome al ruolo di semplici competitors dei comuni e delle loro rappresentazioni - comporta la dispersione degli interventi e delle risorse con conseguente scarsa efficacia degli stessi.
Per i suddetti motivi, il sistema regionale ha applaudito la nuova modalità di lavoro proposta dal Ministero degli Interni nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 che considera finalmente i governi regionali quali validi strumenti di programmazione e coordinamento nei propri contesti territoriali. Con i diversi Avvisi pubblicati nel coso del 2016-2017, infatti, è stato concretamente applicato l’approccio integrato e il principio di sussidiarietà conferendo finalmente alle Regioni e alle Province autonome un ruolo chiave nella programmazione operativa degli interventi, demandando loro la definizione puntuale delle azioni e dei soggetti da coinvolgere sul territorio, attraverso l’elaborazione di piani di intervento regionali debitamente valutati dall’Amministrazione centrale. Si tratta di una modalità operativa che consente una più ampia capacità di coordinamento delle iniziative in campo e una maggiore responsabilizzazione delle autorità regionali.
In alternativa all’esempio sopraccitato - che, ad oggi, sembra al sistema regionale quello che meglio risponde alle esigenze di programmazione - si propone di prevedere dei criteri di eleggibilità e/o premialità volti ad incentivare la presenza degli enti territoriali nei partenariati.
Ciò detto, il sistema regionale retinene opportuno sottolineare che in alcun modo si intende sottovalutare la capacità degli enti locali di progettare e realizzare interventi di cooperazione ma semplicemente porre l’accento sulla necessità attuale di sopperire alla frammentarietà degli interventi e delle risorse economiche e ad una maggiore capacità di monitoraggio e complementarietà di intenti.
2) Suddivisone in Lotti. Il sistema regionale propone la concentrazione degli nell’Africa Sub Sahariana e nel Mediterraneo Medioriente.
3) Settori prioritari. Il sistema regionale considera esaustivo l’elenco di seguito: migrazione in collegamento con le politiche di accoglienza; sviluppo e sperimentazione di nuove modalità per la gestione della governance dei servizi pubblici; sviluppo economico locale e nuove forme di occupazione; gestione risorse naturali; rafforzamento istituzioni pubbliche; sanità
4) Modalità di presentazione. Considerato l’elevato numero di enti eleggibili, si propone di prevedere un primo step volto a ridurre il numero delle proposte finanziabili per il tramite della valutazione dei soli concept note.
5) Introduzione di un criterio di ammissibilità relativo alla soglia minima di costo totale del progetto che dovrebbe essere pari ad almeno 300.000 euro. Considerato l’elevato numero di enti eleggibili introdurre come ammissibilità una soglia minima elevata farebbe promuovere partenariati con più Autorità locali riducendo significativamente il numero di proposte che potrebbero essere presentate.
In virtù di quanto sopra premesso, le Regioni e Province autonome rilevano ancora la esigenza di riaffermare
1) la necessità di passare da un approccio per progetti a un approccio per processi con strategie e programmi di medio-lungo termine, assicurando una maggiore complementarietà con altre iniziative sviluppate nei medesimi territori per rendere più efficace la cooperazione;
2) la necessità di stimolare la costituzione di veri partenariati territoriali caratterizzati dalla multiattorialità al fine di favorire una maggiore interazione tra i diversi attori che, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo, possano favorire lo sviluppo di efficaci dinamiche di sviluppo locale
3) la necessità di valorizzare il fenomeno migratorio nelle sue potenzialità culturali, commerciali e di sviluppo, coinvolgendo sia gli Italiani all’estero, sia gli immigrati in progetti di cosviluppo con i loro paesi di origine e favorendo, con adeguate politiche nazionali, l’integrazione e l’accompagnamento dei gruppi di migranti a un impiego ottimale e rafforzato delle rimesse sociali e collettive.


( sm / 08.05.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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