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Regioni.it

n. 3159 - giovedì 11 maggio 2017

Sommario
- Lorenzin: legge su vaccinazioni obbligatorie per accesso scuole
- Vaccini: Saitta, positiva l'iniziativa del ministro Lorenzin
- Servizio civile: parere su programmazione risorse 2017
- Ue: previsione economiche Italia
- Atti della Conferenza Unificata del 20 aprile
- Atti della Conferenza Stato-Regioni del 20 aprile

+T -T
Ue: previsione economiche Italia

(Regioni.it 3159 - 11/05/2017) L'Italia resta ancora indietro nella ripresa economica, almeno secondo le nuove previsioni dell’Unione Europea. E' il Paese che cresce meno sia nel 2017 che nel 2018, vista la "modesta ripresa".  Così la Commissione Ue lascia invariate le stime di crescita invernali dell’Italia: +0,9% nel 2016 e 2017, e +1,1% nel 2018.
“L'espansione della domanda interna è stato il maggior fattore di crescita” nel 2016, spiega Bruxelles, assieme alla "ripresa degli investimenti", sostenuta dalla politica accomodante della Bce. Nel 2017 accelerano anche le esportazioni. Si prevede inoltre per l'Italia un 'leggero aumento del debito nel 2017, “dovuto anche alle risorse aggiuntive stanziate per il sostegno pubblico al settore bancario e agli investitori retail”.
L'Ue rivede al ribasso le stime sul deficit italiano, che scende grazie alla manovra-bis a 2,2% quest'anno (a febbraio era dato a 2,4%), e a 2,3% nel 2018 (a febbraio 2,6%), ma reputa 'marginale' il calo della disoccupazione, a 11,5% nel 2017. L'incertezza che pesa sull'economia europea è dovuta anche al dopo le elezioni in Olanda e in Francia.
Per quanto riguarda sempre il deficit “le misure aggiuntive prese ad aprile, soprattutto per aumentare la riscossione delle tasse, manterranno stabile il carico fiscale nonostante la riduzione della tassazione per le imprese dal 27,5% al 24%,", scrive Bruxelles. In "leggero deterioramento" il deficit strutturale.
Ci sarà ancora un "leggero aumento" del debito italiano nel 2017, che salirà al 133,1% dal 132,6% del 2016, "dovuto anche alle risorse aggiuntive stanziate per il sostegno pubblico al settore bancario e agli investitori retail". Il debito scenderà poi al 132,5% nel 2018.
"Dopo una performance positiva nel 2015 e 2016, quando l'occupazione era sostenuta da una riduzione temporanea dei contributi sociali, ci si attende che l'occupazione cresca a un passo più coerente con gli sviluppi economici del 2017 e 2018".
"L'incertezza che circonda le previsioni economiche resta elevata" ma "nel complesso i rischi sono diventati più bilanciati che in inverno anche se restano al ribasso". I rischi possono venire "dalla futura politica economica e commerciale Usa e più ampie tensioni geopolitiche", ma anche "dall'aggiustamento economico della Cina, la salute del settore bancario in Europa e gli imminenti negoziati con la Gran Bretagna" per la Brexit.
L'inflazione dell'eurozona, dopo lo 0,6% nel 2016, salirà all'1,6% nel 2017 e tornerà a scendere all'1,3% nel 2018.
L'inflazione "è aumentata in modo significativo nei mesi scorsi principalmente per l'aumento dei prezzi del petrolio", ma se si escludono i prezzi energetici volatili questa "è rimasta relativamente stabile e sostanzialmente al di sotto della sua media di lungo termine".

 


( gs / 11.05.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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