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Regioni.it

n. 3163 - mercoledì 17 maggio 2017

Sommario
- L'omofobia viola la dignità umana e lede il principio di uguaglianza
- Sisma: Ceriscioli, 95% della ricostruzione è avviata
- Baretta: audizione al Senato sul riordino del gioco pubblico
- Migranti: Rossi, Serracchiani, Maroni e Zaia
- Istat: Rapporto annuale 2017
- Fiere internazionali in Italia: il calendario 2017

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Migranti: Rossi, Serracchiani, Maroni e Zaia

(Regioni.it 3163 - 17/05/2017) Sulla gestione del fenomeno migratorio sono intervenuti di recente diversi presidenti di regione. Molte le questioni sollevate, tutte legate ai temi di attualità.
Nelle scorse settimane, evidenzia il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, "le ipotesi di un magistrato senza prove sui presunti legami delle Ong con trafficanti di esseri umani hanno scatenato scandalo e indignazione di molti esponenti politici e importanti giornali, campagne d'odio e bufale", mentre sul caso del Cara di Isola Capo Rizzuto “populisti, xenofobi e esperti di larghe intese si sono ben guardati dal prendere posizione con altrettanta nettezza”. Rossi quindi afferma di aver “scritto molte lettere all'allora ministro degli Interni, sollecitando una cabina di regia comune nella gestione dell'accoglienza e proponendo la buona pratica dell'esperienza toscana e di altre regioni che rifiutano le grandi concentrazioni e costruiscono con gli enti locali e le prefetture un'accoglienza diffusa. Non ho mai ricevuto alcuna risposta. In questo modo – rileva Rossi - l'accoglienza e l'asilo sono diventati un affare per guadagni facili senza regole e con enormi violazioni dei diritti umani. Centri come i Cara di Mineo, Foggia e Isola Capo Rizzuto, invece che luoghi di assistenza per richiedenti asilo, sono diventati depositi umani, disponibili per il lavoro nero, il caporalato e per uno schiavismo sostenuto con danaro pubblico e appaltato persino a organizzazioni criminali”.
Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, si sofferma sulla conoscenza delle regole di funzionamento e di gestione dei nuovi Centri di permanenza per i rimpatri (CPR), “sia con riferimento all'interno che all'esterno delle strutture stesse". “Al riguardo – sostiene Serracchiani - si fa presente che le drammatiche e gravissime vicende accadute nel corso degli anni passati, durante l'apertura del CIE presso la nostra comunità, hanno sensibilmente toccato l'intero territorio, creando forti resistenze, ancora oggi sentite da parte di tutti i soggetti coinvolti". In riferimento poi al fatto che il nuovo CPR sarebbe collocato nella struttura del CIE di Gradisca d'Isonzo, la presidente ha sottolineato l'esigenza di "porre in essere misure e azioni concrete volte ad evitare che le manifestazioni di intolleranza da parte degli ospiti e le proteste da parte del territorio accadute in passato non abbiano a ripetersi in alcun modo". Serracchiani ha anche sollecitato il Ministero dell'Interno a "fornire fin da subito tutte le informazioni necessarie per valutare le caratteristiche che differenziano il CPR rispetto al CIE, per garantire la sicurezza della comunità presso la quale è collocato, oltre alla tutela dei diritti delle persone accolte". “Con l'apertura del nuovo CPR – rileva Serracchiani - risulta indispensabile che il Ministero e gli uffici territorialmente competenti assicurino un forte sostegno alla comunità locale e, più in generale, a tutto il territorio regionale”.
Il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, dichiara in merito all'ipotesi dell'invio di immigrati anche nei Comuni che non li volessero: “la Regione non è coinvolta, perchè non è stato dichiarato lo stato di emergenza, quindi stiamo alla finestra, non possiamo partecipare. Ma io sto dalla parte dei sindaci: è il sindaco che deve decidere se li vuole o no”.
Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, è intervenuto invece sulla sentenza della Cassazione che ha interessato un immigrato che voleva circolare con un coltello ritenuto “sacro”: “Per fortuna a ristabilire i fatti e a indicare il giusto approccio ci ha pensato la Cassazione, con parole scolpite sulla pietra”. “Chi viene da noi, ha sentenziato la Corte – aggiunge Zaia – deve fare come i 517 mila nuovi veneti che, da stranieri, hanno scelto il Veneto per realizzare un nuovo e onesto progetto di vita e che per questo hanno e avranno spazio, diritti, welfare. Chi invece sceglie un barcone, usando canali che le Procure, come Catanzaro e Catania, stanno scoperchiando come realtà orribili non può pensare di avere gli stessi diritti. Entrare in una società, significa infatti rispettare regole, costumi, modi di vita”.
Maroni evidenzia anche che "bisogna dare segnali, insistere”, riferendosi al blitz in Stazione Centrale a Milano, “fatto dalla polizia, ai primi di maggio, dove sono stati identificati numerosi extracomunitari, non può essere un gesto simbolico, fatto una volta all'anno. Bisogna far capire che non è un atto simbolico ma è un metodo nuovo che viene applicato: chi l'ha dura la vince. Bisogna andare avanti, finche' non torneranno le condizioni di normalità che adesso non ci sono”.
Da sottolineare infine che la cancelliera Angela Merkel a Berlino nel corso del G20 sul lavoro ha dichiarato che ogni giorno migliaia di rifugiati “raggiungono le frontiere italiane, per la Ue è molto deplorevole che non abbiamo un sistema di redistribuzione comune e che l'Italia venga lasciata molto sola con questa questione. La Germania si è impegnata ad accogliere ogni mese 500 rifugiati, proviamo a fare la nostra parte, l'Italia registra questi rifugiati”.


[Friuli Venezia Giulia] Migranti: Serracchiani, chiarire regole di funzionamento CPR

[Lombardia] IMMIGRAZIONE, MARONI: STO CON I SINDACI, DEVONO DECIDERE LORO 




( Giuseppe Schifini / 17.05.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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