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n. 3164 - giovedì 18 maggio 2017

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Migranti: firmato il protocollo di Milano

(Regioni.it 3164 - 18/05/2017) Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, prendendo la parola nella Prefettura di Milano, dove il 18 maggio è stato siglato il Protocollo per la ridistribuzione degli immigrati nei comuni del milanese, ha detto a che si tratta di "un passo straordinario, Milano diventa un riferimento molto importante.
Presentiamo all'Italia e all'Europa il modello Milano, che tiene insieme due principi fondamentali: l'accoglienza e l'integrazione con la sicurezza. Quando pensiamo a un progetto di accoglienza diffuso, bisogna intenderlo in un rapporto amichevole fra lo Stato e le comunità locali”.
E “Se il modello Milano diventa il modello Italia” è possibile secondo il ministro dell’Interno “superare Mineo e Isola Capo Rizzuto. Nel momento in cui facciamo accoglienza diffusa facciamo un investimento sul futuro del nostro Paese”, ha sottolineato il ministro.
Minniti ha definito il Protocollo “cruciale”, tanto che “da Milano parte un messaggio potente a tutta l'Italia". Arrivare alla sua firma, ha aggiunto, “sembrava una sfida impossibile”, invece è stato dimostrato che “anche le sfide più difficili possono essere vinte”. Con il documento, firmato da 76 comuni del milanese su oltre 80 che si sono detti disponibili a sottoscriverlo (sono 134 i comuni dell'area metropolitana), si certifica "una cooperazione molto forte tra governo centrale ed enti locali", ovvero "la chiave di volta per una gestione positiva della democrazia, che vive proprio del rapporto tra autorità centrale e poteri territoriali", ha aggiunto il ministro che poi si e' rivolto idealmente, e non solo, al presidio organizzato davanti alla Prefettura di Milano da alcuni sindaci leghisti (sette) per protestare contro la firma del Protocollo. Il Protocollo "deve rimanere aperto", ha detto il ministro riferendosi a “qualcuno” che è “inquieto”; però poi “l'inquietudine passa, ma il tavolo per la firma resta aperto”, per cui “se qualcuno vuole firmarlo dopo non c'è problema”.
Critiche arrivano dalla Regione Lombardia per voce dell'assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali: "Il ministro Minniti da una parte parla di sicurezza urbana e prova a declinarla nel migliore dei modi, dall'altra, invece, sottoscrive un Protocollo con la Prefettura di Milano, la Citta' Metropolitana e i Comuni delle zone omogenee per l'accoglienza dei migranti. La due cose non possono stare insieme".
"Quindi - ha continuato Bordonali - tutti gli interventi previsti per la sicurezza urbana rischiano non solo di rimanere lettera morta, ma anche di essere vanificati da quella che sta prendendo le dimensioni di una vera e propria invasione". "Chi ha potuto leggere il Protocollo - ha continuato l'assessore - si sarà accorto che sono state inserite anche cose non corrette e che ci sono tante incongruenze. Si parla di gente che scappa dalle guerre quando i dati del Viminale confermano che non e' cosi'". In Lombardia, infatti, i richiedenti asilo risultano clandestini nel 61 per cento dei casi. Dall'inizio dell'anno le commissioni lombarde hanno analizzato 2.580 richieste d'asilo con 1.471 dinieghi ai quali vanno aggiunti 117 irreperibili "che sono spariti nel nulla dopo la domanda di protezione internazionale". L'assessore ha fatto inoltre notare che nel Protocollo verrebbe tenuto in considerazione il riparto previsto dal protocollo Anci. "Mi devono dire cos'e' - ha chiesto Bordonali - dal momento che non esiste. Bisogna smetterla di speculare e iniziare a pensare prima ai tanti nostri concittadini che non riescono ad arrivare alla fine del mese".
Pieno sostegno, invece, dal Comune: Milano "non si gira dall'altra parte" sull'emergenza dell'accoglienza agli immigrati; "non fa finta di niente" e si assume le proprie responsabilità. Così il Sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, alla firma nella sede della Prefettura del 'Protocollo per l'accoglienza diffusa dei migranti'. "Un sindaco non puo' girarsi dall'altra parte", "ai sindaci che non sono con noi dico che possiamo vederla politicamente in modo diverso, ma non si puo' fare finta di niente, sperando che i problemi si risolvano da soli, magicamente", ha detto Sala riferendosi chiaramente ad alcuni sindaci leghisti (sette) che davanti alla Prefettura hanno manifestato contro la firma del documento che disciplina la ridistribuzione dei migranti nel milanese. "Dobbiamo agire" - ha sottolineato Sala - "soprattutto perche' il tema dell'immigrazione è un aspetto dominante della nostra vita, e con il Protocollo ci siamo presi la nostra responsabilita', con la convinzione che possiamo lavorare con un sistema collaborativo" costituito anche da Questura e Prefettura. 

Il documento, ha spiegato il prefetto Luciana Lamorgese, è stato firmato da 76 sindaci, su un totale di oltre 80 comuni che si sono detti disponibili a farlo, e su un totale di 134 comuni dell'area metropolitana. Lamorgese ha affermato che il Protocollo "era una priorità" che si era data al momento del suo insediamento, quando aveva detto ai sindaci che su questo fronte "la partita e' da giocare insieme, e voi siete gli attori principali". Milano, ha sottolineato, "è all'avanguardia su tutto", e l'auspicio e' che lo sia anche con questo Protocollo sulla ridistribuzione degli immigrati, che per il momento e' sicuramente "un modello che avra' effetti positivi".



( red / 18.05.17 )
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