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Regioni.it

n. 3168 - mercoledì 24 maggio 2017

Sommario
- Bonaccini convoca la Conferenza delle Regioni per giovedì 25 maggio
- Saccardi: Toscana pronta per vaccinare tutti i bambini
- Integrati gli Odg delle Conferenze Unificata e Stato-Regioni
- Serracchiani sui nostri soldati all'estero e l'importanza della pace
- Presentazione della XVI Giornata Nazionale del Sollievo
- Sanità: sopravvivenza più alta con reti oncologiche

+T -T
Saccardi: Toscana pronta per vaccinare tutti i bambini

Lorenzin: provvedimento vaccini non determina criticità in fase applicativa

(Regioni.it 3168 - 24/05/2017) “In Toscana siamo pronti per vaccinare tutti i bambini e rispondere alle richieste di chi intende mettersi in regola con il calendario vaccinale. Al momento abbiamo tutte le scorte per fare le vaccinazioni di routine e non si ravvisano problemi di approvvigionamento”. Lo comunica Stefania Saccardi, assessore al Diritto alla salute della regione Toscana, in merito all'obbligo vaccinale introdotto dal decreto Lorenzin. “Al momento - aggiunge Saccardi - abbiamo tutte le scorte per fare le vaccinazioni routinarie e non si ravvisano problemi di approvvigionamento”. Anche il ministero della salute si sta attivando per garantire l'approvvigionamento necessario a tutte le regioni. “Inoltre nella nostra regione – afferma Saccardi - i pediatri sono coinvolti e collaborano fattivamente nelle vaccinazioni dei bambini. Questo ci consentirà di raggiungere in tempi che ci auguriamo brevi un'inversione di tendenza delle coperture vaccinali, che per quasi tutte le vaccinazioni hanno registrato in questi ultimi anni un calo di qualche punto percentuale. Rinnovo quindi l'invito che già altre volte ho rivolto ai genitori a far vaccinare i propri figli”.
Nell'aprile del 2015 è stato siglato un accordo tra la regione e i pediatri di famiglia, che prevede il coinvolgimento attivo dei pediatri nelle vaccinazioni dei bambini. Il 50% circa dei pediatri di famiglie esegue tutte le vaccinazioni previste nel primo anno di età.
L'adesione all'accordo è su base volontaria e dall'ultimo monitoraggio 2017 effettuato dagli uffici dell'assessorato sulle adesioni all'accordo da parte dei pediatri, risultano i seguenti dati: il 46% dei pediatri ha aderito in toto; il 36% ha dato un'adesione parziale; il 18% non ha aderito.
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin è intervenuta in Parlamento in un question time, sostenendo che saranno le procure minorili a verificare se esistono le condizioni per intervenire nei confronti di genitori che non vaccinano i figli, e poi successivamente i tribunali minorili. Il ministro ha anche spiegato sempre riguardo le sanzioni che “non corrisponde al vero quanto evidenziato nell'interrogazione, ovvero che la segnalazione delle ASL ai Tribunali minorili costituisca una mera eventualità: il decreto-legge prevede, infatti, che l'azienda sanitaria, quando abbia accertato l'inadempimento dell'obbligo vaccinale, debba, sempre e comunque, fare la segnalazione; il che non significa, ovviamente, che ogni segnalazione determinerà automaticamente l'apertura di un procedimento che sfocerà, sempre e comunque, in un provvedimento incidente sulla potestà genitoriale fino, addirittura ad annullarla”. In base alla legislazione vigente, quindi “saranno le Procure minorili a valutare se esistono, con riferimento ad ogni caso concreto, i presupposti per l'apertura del procedimento e saranno, poi, i Tribunali minorili ad adottare le misure più opportune nell'esclusivo interesse del minore.Ecco perché non ritengo – rileva Lorenzin - che il provvedimento legislativo possa determinare criticità, in fase applicativa, neppure con riferimento alle popolazioni Rom, Sinti e Caminanti nei confronti delle quali, peraltro, il Ministero della salute ha, da tempo, avviato campagne di sensibilizzazione in relazione all'importanza delle vaccinazioni per i propri figli”.
Di difficoltà nell'applicaziobne del decreto vaccini ha invece parlato la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale . "La Liguria - ha detto Sonia Viale - è una delle regioni più avanzate rispetto al quadro delle vaccinazioni, per molte delle quali ha previsto la gratuità già da tempo. Ovviamente, però, le famiglie erano attente sulle vaccinazioni obbligatorie: passare da 4 a 12 crea ovviamente apprensione tra le famiglie e la necessità di adeguarsi, determinando così un impatto che va governato con un percorso di accompagnamento". La vicepresidente ha ricordato, poi, che "negli incontri che hanno preceduto e seguito l'elaborazione del Piano nazionale sui vaccini, con le altre Regioni avevamo chiesto al ministero di organizzare un'unica campagna di informazione a livello nazionale rivolta alle famiglie. Evidentemente ha prevalso la linea del decreto legge, facendo così venir meno il raggiungimento di un obiettivo fondamentale ovvero la sensibilizzazione dei cittadini su un tema così importante di salute pubblica, con un approccio culturale e educativo. Il rischio - prosegue - è che questo decreto provochi esattamente l'effetto contrario, allontanando ancor più le famiglie che già erano scettiche sulle vaccinazioni e accentuando i contrasti ideologici. In questo senso, trovo preoccupanti le ipotesi relative all'intervento dell'autorità giudiziaria e alle sanzioni: prevedere in modo coercitivo l'utilizzo delle forza pubblica in esecuzione di un provvedimento del tribunale dei minori credo sia il modo meno indicato per incidere sull'educazione e sulla promozione dei vaccini. Auspico, quindi - ha concluso Vaile - che il testo venga profondamente modificato in aula, sentito il parere delle Regioni".


( Gs-Sm / 24.05.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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