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Regioni.it

n. 3171 - lunedì 29 maggio 2017

Sommario
- Gentiloni firma Dpcm di ripartizione Fondo Investimenti per 25 anni
- "Manovrina": parere favorevole , ma condizionato ad emendamenti prioritari
- Centri per l'impiego: Grieco, uscire dalla fase transitoria
- Auto del futuro: firmato protocollo FCA, ministero Sviluppo e 4 Regioni
- Terremoto Emilia-Romagna: Mattarella a Mirandola e Pieve di Cento
- Risorse coesione 2014-20: raccomandazioni per intesa sul riparto

Documento della Conferenza delle Regioni del 25 maggio

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"Manovrina": parere favorevole , ma condizionato ad emendamenti prioritari

(Regioni.it 3171 - 29/05/2017) Il disegno di legge di conversione decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo, meglio noto come “manovrina”, ha ricevuto il parere favorevole, ma “condizionato” delle Regioni. Le “condizioni” sono contenute in un lungo documento emendativo (52 pagine) consegnato al governo nel corso della Conferenza Unificata del 25 maggio. In realtà il parere favorevole è “condizionato” solo all'accoglimento di alcuni emendamenti politici ritenuti prioritari. Si tratta di proposte per favorire gli investimenti, sui trasferimenti regionali a provincie e città metropolitane per funzioni conferite, per assegnare alle Regioni il gettito derivante dalla lotta all’evasione fiscale , per modificare la legge di Bilancio 2017 (in particolare per quanto riguarda il disavanzo tecnico da riaccertamento straordinario, il risanamento della Regione Piemonte, per prevedere alcune clausole di salvaguardia per le regioni a statuto speciale e per l’ulteriore finanziamento del fondo politiche sociali e del fondo assistenza alunni disabili.
Le Regioni chiedono "l’apertura immediata di un confronto con il Governo, da un lato per migliorare il decreto legge in esame, dall’altro per giungere alla manovra d’autunno già con un accordo al fine di evitare estenuanti trattative poco produttive a ridosso della manovra, ma soprattutto per poter definire i bilanci regionali con risorse certe e un orizzonte pluriennale che dia respiro alla programmazione degli investimenti, contribuendo allo sviluppo e alla crescita del Paese".
Il documento della Conferenza delle regioni contiene però altri emendamenti prioritari a livello tecnico/ordinamentale che non necessitano di copertura finanziaria e infine anche ulteriori proposte emendamentive non meno importanti, tra cui alcune di natura tecnica al fine di semplificare/snellire le procedure nel rispetto dei principi contabili.
Il testo integrale è stato pubblicato sul portale www.regioni.it nella sezione “Conferenze”. Di seguito si riporta la prima parte (introduttiva) del documento.
Punto 3) O.d.g. Conferenza Unificata
Il decreto legge in esame accoglie gli emendamenti concordati fra Governo e Regioni nell’intesa del 23 febbraio scorso inerente in contributo alla finanza pubblica delle Regioni a statuto ordinario per l’anno 2017. La chiusura anticipata della manovra di governo per il 2017 a seguito del cambio di Governo, ha lasciato in sospeso alcune problematiche a cui necessariamente dovrà essere data risposta con la manovra finanziaria in autunno, ci si riferisce in particolare:
1. al pesante contributo al risanamento della finanza pubblica a cui dovranno far fronte le Regioni a statuto ordinario, per ora prorogato al 2020;
2. alla risoluzione dei problemi di riordino istituzionale delle Province e città metropolitane in attuazione della legge 56/2014 che impattano dal punto di vista finanziario fortemente anche sulle Regioni.
Riguardo al primo punto le manovre di finanza pubblica degli ultimi anni (DL 66/2014, legge 208/2015 legge di stabilità 2016, legge 232/2016 e loro modifiche e integrazioni) prevedono un contributo delle Regioni e Province autonome ai saldi di finanza pubblica per il 2018 pari a 9.694,1 milioni e per il 2019 pari a 9.696,2 milioni in termini di saldo netto da finanziare e di indebitamento netto.
Le Intese Stato-Regioni del 26 febbraio 2015, dell’11 febbraio 2016 e del 23 febbraio 2017 concernenti la definizione del taglio sulle Regioni a statuto ordinario per gli anni 2015 - 2017 hanno previsto una copertura pluriennale del contributo attraverso la riduzione del livello di finanziamento del Fabbisogno Sanitario Nazionale pari a 7 miliardi a decorrere dal 2018, pertanto il contributo alla finanza pubblica ancora da coprire è pari a 2.694,1 milioni per il 2018 e a 2.696,2 milioni per il 2019 e 2020, ciò significa, ai fini dell’indebitamento netto, che oltre al pareggio le RSO devono produrre un avanzo di tale importo.
Alla luce del pesante impegno richiesto dalla manovra attuale, le Regioni chiedono al Governo un “Patto per la crescita 2018 - 2020” ai fini di rendere strutturalmente sostenibili i tagli e “orientare” la spesa delle Regioni verso gli investimenti: ciò in relazione alla previsione per l’amministrazione centrale del pareggio di bilancio al 2019. Pertanto le Regioni propongono una manovra “espansiva” per gli investimenti regionali indirizzata a ridurre l’obiettivo dell’avanzo di amministrazione, sempre nell’ottica di riqualificazione della spesa a favore dell’incremento degli investimenti con conseguente contributo positivo alla crescita del PIL. Questo potrebbe avvenire, per esempio, con la riproposizione del meccanismo individuato all’articolo 25 del DL in esame anche per gli anni successivi: le risorse sono finalizzate a investimenti nuovi e aggiuntivi che per ciascun anno dovranno essere superiori agli investimenti dell’anno 2016 assicurando continuità e certezza nella programmazione negli investimenti e favorire il ruolo delle Regioni come soggetti che costituiscono il volano degli investimenti sul territorio. La norma non avrebbe bisogno di coperture finanziarie utilizzando risorse già stanziate nel Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese.
Riguardo al secondo punto si ricorda che le Regioni si sono fatte carico di riallocare le funzioni “non fondamentali” di Province e città metropolitane senza il previsto finanziamento delle funzioni in attesa dell’attuazione della Sentenza della Corte Costituzionale n.205/2016 che prevede che i risparmi di Province e città metropolitane riversati allo Stato siano successivamente riassegnati “agli enti subentranti nell’esercizio delle stesse funzioni non fondamentali” (art. 1, comma 97, lettera b, della legge n. 56 del 2014). Ciò ha comportato ulteriori criticità finanziarie nei bilanci regionali che diventano difficilmente gestibili alla luce dei pesanti contributi già richiesti dalla manovra. In questo scenario la disposizione all’articolo 39 del DL appare soggetta a impugnativa costituzionale da parte delle Regioni oltreché penalizzante per quelle che sono soggette a sanzioni per il mancato trasferimento di risorse da parte dello Stato. Senza contare che la norma, applicabile solo per il 2017, si tradurrebbe automaticamente in una riduzione degli acconti alle aziende di trasporto pubblico del 20%, vanificando gli effetti positivi sul pagamento dei debiti della PA delle disposizioni contenute nell’articolo 27 (Trasporto pubblico locale), che eleva dal 60% all’80% gli acconti in favore delle Regioni per il TPL.
Le Regioni chiedono, pertanto, l’apertura immediata di un confronto con il Governo, da un lato per migliorare il decreto legge in esame, dall’altro per giungere alla manovra d’autunno già con un accordo al fine di evitare estenuanti trattative poco produttive a ridosso della manovra ma soprattutto per poter definire i bilanci regionali con risorse certe e un orizzonte pluriennale che dia respiro alla programmazione degli investimenti, contribuendo allo sviluppo e alla crescita del Paese.
Le Regioni ricordano, inoltre, che il Governo dovrebbe farsi carico di inserire alcune norme concordate nell’intesa Stato – Regioni dell’11 febbraio 2016 non ancora confluite in provvedimenti legislativi.
In questa chiave ampiamente collaborativa, le Regioni e Province autonome ritengono utile segnalare alcuni emendamenti prioritari per l’aspetto politico e dal punto di vista tecnico.
Emendamenti “politici” prioritari:
1. Emendamento per favorire gli investimenti
2. Emendamento soppressione/attuazione condizionata dell’articolo sanzionatorio per i trasferimenti regionali a provincie e città metropolitane per funzioni conferite
3. Attribuzione alle Regioni gettito derivante dalla lotta all’evasione fiscale
4. Proposta modifica alla legge di Bilancio 2017 – Disavanzo tecnico da riaccertamento straordinario
5.Risanamento Regione Piemonte
6. Emendamenti pacchetto RSS (clausola di salvaguardia)
7. Ulteriore finanziamento del fondo politiche sociali e del fondo assistenza alunni disabili
Emendamenti prioritari a livello tecnico/ordinamentale che non necessitano di copertura finanziaria
8. Emendamento per l’utilizzo avanzi sanità
9. Emendamento Organismo strumentale per gli interventi europei
10. Emendamento all’articolo 43 (Ulteriore proroga sospensione e rateizzazione tributi sospesi)
11. Spazi finanziari per investimenti in favore delle Regioni
12. Emendamento 29 relativo al regime IVA dei servizi di vitto e alloggio resi dagli istituti per il diritto allo studio universitario
Seguono, inoltre, ulteriori emendamenti non meno importanti alcuni di natura tecnica al fine di semplificare / snellire le procedure contabili nel rispetto dei principi contabili.

Link al documento integrale:
Documento Approvato - MANOVRA: PARERE SU DISPOSIZIONI IN MATERIA FINANZIARIA, INIZIATIVE A FAVORE DEGLI ENTI TERRITORIALI, PER LE ZONE COLPITE DA EVENTI SISMICI E MISURE PER LO SVILUPPO (DL 50/24.04.2017)


( sm / 29.05.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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