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Regioni.it

n. 3171 - lunedì 29 maggio 2017

Sommario
- Gentiloni firma Dpcm di ripartizione Fondo Investimenti per 25 anni
- "Manovrina": parere favorevole , ma condizionato ad emendamenti prioritari
- Centri per l'impiego: Grieco, uscire dalla fase transitoria
- Auto del futuro: firmato protocollo FCA, ministero Sviluppo e 4 Regioni
- Terremoto Emilia-Romagna: Mattarella a Mirandola e Pieve di Cento
- Risorse coesione 2014-20: raccomandazioni per intesa sul riparto

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Terremoto Emilia-Romagna: Mattarella a Mirandola e Pieve di Cento

(Regioni.it 3171 - 29/05/2017) Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è intervenuto a Mirandola, in provincia di Modena, per ricordare il terremoto che ha colpito cinque anni fa quelle zone dell’Emilia-Romagna. e dove ha partecipato al convegno “Fare scuola. Ricostruzione, innovazione e comunità. Tra ricostruzione e innovazione pedagogica architettonica”, accolto dal presidente della Regione e commissario alla ricostruzione, Stefano Bonaccini. Al termine Mattarella ha visitato il Tpm, 'Technology Park for medicine', la biblioteca comunale 'Eugenio Garin' e la scuola elementare 'Dante Alighieri'.
Poi il Presidente è andato a Pieve di Cento per l’inaugurazione della 'Casa della musica', struttura realizzata con le risorse del fondo di solidarietà di imprese e lavoratori emiliano-romagnoli per la ricostruzione post-sisma. “Oggi ricorrono cinque anni dalla seconda scossa di terremoto del 29 maggio. Lo abbiamo visto nel filmato che ci ha ricordato i ventotto morti, i trecento feriti, le tante migliaia di sfollati. Quindi il primo pensiero che rivolgiamo è naturalmente per loro, per le vittime, per i morti, per le sofferenze patite”.
Mattarella ha poi sottolineato l’opera di ricostruzione che “ha trovato le basi nella cultura di queste zone, nella capacità di reazione del tessuto sociale, in quella cultura del lavoro e dell'impegno che, trasmessa di generazione in generazione, ha reso questi territori sempre capaci di affrontare difficoltà e di superarle”.
“Questi eventi – rileva il Presidente della Repubblica - richiamano l'esigenza di curare il nostro territorio, di mettere in sicurezza le sue strutture abitative e produttive. Qui avete ricostruito e state ancora ricostruendo con garanzie di sicurezza, con standard avanzati, più sicuri, con condizioni di maggiore tranquillità: sono condizioni che vanno estese ovunque, che vanno realizzate anche nelle zone colpite di recente”.
“Vi è ancora altro da fare, - aggiunge Mattarella - come hanno ricordato il Presidente della Regione e il Sindaco, per quanto riguarda i centri storici, gli edifici pubblici: essi costituiscono l'identità del territorio, ma proprio per questo sono edifici che necessitano una ricostruzione più pazienti. È stato giusto dare la precedenza a scuole e imprese. Non è soltanto per la complessità delle procedure dei centri storici, è anche perché sono realtà e punti di riferimento che possono attendere, perché rappresentano l'identità”.
“Non ci fermeremo un solo minuto – dichiara Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna - fino a che ultima pietra sarà ricollocata esattamente laddove caduta”. ringraziando il Capo dello Stato per aver accettato l’invito a tornare nelle zone colpite dal terremoto e l'ex commissario per il sisma, Vasco Errani. “Con orgoglio, - afferma Bonaccini - posso dire che i semi, le opere e i fatti dimostrano che qui ha funzionato qualcosa: innanzitutto il rapporto tra le istituzioni", definendo "positiva" la collaborazione tra le istituzioni locali e i quattro governi che si sono succeduti e rivolgendo un "abbraccio e un pensiero alle vittime e ai loro familiari". “C'è ancora molto da fare a partire dalla ricostruzione pubblica, i centri storici, i beni architettonici e culturali, compresi quelli religiosi”, sostiene Bonaccini sottolineando i risultati della ricostruzione: il "fatturato di molte imprese tornato ai livelli" pre terremoto, il fatto che "quasi nove famiglie su dieci sono gia' tornate a casa" e che "nessuno abiti piu' in quei moduli" provvisori allestiti all'indomani del sisma. “Sulle scuole – rileva Bonaccini - si e' voluto immediatamente intervenire, con 569 azioni: 118 le scuole ricostruite" del tutto per un costo totale di 350 milioni di euro. Malgrado, all'indomani della prima scossa, 18.500 studenti non avessero
un aula, ha ricordato, "nessuno di loro ha perduto l'anno scolastico”. “Il costo delle vite umane è stato irreparabile", ma si è evitato un altro "danno irreparabile" ovvero lo "sradicamento", non allontanando le popolazioni dai loro territori e permettere loro di "mantenere il senso di identità”.
“Questo è stato definito il primo terremoto economico e industriale nel nostro Paese, - prosegue Bonaccini - avendo colpito una striscia di terra che da sola produceva il 2% del Pil nazionale. Oggi è stato azzerato il monte ore di cassa integrazione che era stato previsto all’inizio e molte aziende hanno fatturati addirittura superiore a quelli antecedenti il sisma. Nove famiglie su dieci sono tornate nelle proprie case e nessuno abita più nei moduli abitativi provvisori. In un contesto, però, in cui la direttrice principale fu quella di pensare alle scuole, che rappresentano il filo rosso verso il futuro: è stato importante - conclude il presidente dellEemilia-Romagna - destinare da subito lì la nostra fatica, cioè verso il bene più prezioso che abbiamo, ovvero i nostri figli e i nostri nipoti”.

dal sito del Quirinale: Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Convegno “Fare scuola. Ricostruzione. Innovazione, Comunità”, in occasione del V anniversario degli eventi sismici del maggio 2012[Emilia - Romagna] A cinque anni dal sisma, la visita del presidente della Repubblica, Mattarella: "La ricostruzione in Emilia un punto di riferimento".


( Giuseppe Schifini / 29.05.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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