Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 3173 - mercoledì 31 maggio 2017

Sommario
- UE: c'è il rischio del ritorno di polio e morbillo in Europa
- Cooperazione internazionale: parere su programmazione 2016-18
- Decreto su servizio civile: Veneto fa ricorso alla Corte costituzionale
- Ambiente: Bonaccini, il 9 giugno la firma del patto Regioni del Nord
- Commercio su aree pubbliche: valutazioni su proposte di legge
- Terme: posizione su proposta di legge di riordino del settore

+T -T
Ambiente: Bonaccini, il 9 giugno la firma del patto Regioni del Nord

Galletti: non ci saranno solo provvedimenti restrittivi, ma anche risorse

(Regioni.it 3173 - 31/05/2017) Il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, non vuole anticipare l'accordo tra le quattro regioni del nord Italia per contrastare l'inquinamento dell'aria, ma conferma che il patto, che sarà firmato il 9 giugno a Bologna in occasione del G7 Ambiente, conterra' "misure piu' restrittive" rispetto al passato. "Non ci saranno solo provvedimenti restrittivi, ma anche risorse", assicura da parte sua il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, presentando il programma collaterale al summit dei ministri dei sette paesi industrializzati che si terra' a Bologna l'11 e il 12 giugno. "Con Lombardia, Piemonte e Veneto ci siamo detti che servono azioni comuni, perche' il rischio e' una regione faccia una diversa da quella che fanno le altre non da' quei benefici che dobbiamo mettere in campo per evitare ch si superino limiti pm10", spiega Bonaccini. "E' una bella sfida, ma e' una sfida da provare a vincere". "In Emilia-Romagna abbiamo messo il rispetto dell'ambiente e un modello di crescita sostenibile al centro della nostra azione politica", ricorda Bonaccini alla presentazione di 'All4thegreen', il programma di eventi legati al G7 Ambiente. "Ospitare il G7 Ambiente a Bologna, cuore della nostra regione - ha proseguito Bonaccini - conferma a maggior ragione il ruolo centrale dell'Emilia-Romagna su questi temi".
Sempre in tema di ambiente il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma, Giovanni Salvi, hanno firmato il 31 maggio un protocollo d'intesa in materia ambientale, con l'obiettivo di semplificare e rendere più omogenea l'applicazione della normativa vigente su tutto il territorio regionale. Dai dati letti da Zigaretti nel Lazio nel 2015 sono state registrate 2431 infrazioni accertate, con una media 6,6% al giorno, 2090 le denunce, 29 arresti e 520 sequestri tutti per reati ambientali.
"C'e' una nuova legge in Italia a difesa dei reati ambientali, a tutela della bellezza del territorio e ora va applicata - ha detto Zingaretti prima della firma -. Il Lazio e' una delle Regioni vittime in maniera piu' significativa di reati ambientali e oggi vogliamo dare il buon esempio. Oggi con tutte le procure del Lazio abbiamo sottoscritto questo protocollo. Per cui grazie all'arpa, l'agenzia regionale, collaboreremo alle indagini, a prevenire e ad accompagnare le indagini affinche' la legge sia applicata nella maniera più urgente e piu' puntuale possibile. Questo e' un modo concreto per dare una mano rispetto alla necessita' di rispettare l'immenso patrimonio della bellezza e della natura che ospitiamo nel Lazio". La disciplina del protocollo prevede il procedimento per l'estinzione di alcune tipologie di reati ambientali tramite l'adempimento delle prescrizioni impartite dagli organi competenti e il successivo pagamento di una sanzione in sede amministrativa.
La Regione Lazio dara' il proprio contributo a tale procedura tramite l'Arpa, agenzia regionale protezione ambientale del Lazio, alla quale tutti gli organi di polizia giudiziaria potranno rivolgersi per avere pareri tecnici adeguati ad accertare la sussistenza o meno del danno e a definire gli interventi necessari a ripristinare la fisiologia del contesto ambientale e consentire l'estinzione del reato. L'Arpa, laddove richiesto, fornirà un contributo tecnico necessario per la valutazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato ambientale evidenziando, in particolare, la reversibilita' degli effetti del reato, allo scopo di consentire alla polizia giudiziaria di individuare i casi in cui e' possibile ammettere il contravventore alla procedura estintiva. Inoltre, l'agenzia regionale avra' cura di predisporre prescrizioni standard per ciascuna delle violazioni estinguibili, prescrizioni che saranno messe a disposizione e diffuse tra le forze di polizia giudiziaria per agevolare l'intervento nei singoli casi concreti. Nei casi piu' complessi, laddove ci sia dubbio circa il contenuto della prescrizione da impartire, chi avrà accertato la violazione prendera' contatto con i competenti uffici dell'Arpa regionale, che individuera' le disposizioni da impartire per far cessare le eventuali situazioni di pregiudizio ambientale e l'attivita' potenzialmente pericolosa. L'Arpa in caso di analisi dei campioni prelevati, segnalerà, all'atto della comunicazione dell'esito delle analisi, accanto alla indicazione dei valori rilevati, i valori soglia previsti dalle disposizioni normative e/o amministrative applicabili alla specifica fattispecie evidenziando per ciascuno di essi l'entità  dell'eventuale superamento. Nella fase successiva all'esecuzione delle sentenze di condanna per reati ambientali che impongano il ripristino dello stato dei luoghi ovvero la bonifica del territorio, l'ARPA avra' cura di verificare, su delega della competente autorita' giudiziaria, l'effettivo risanamento ambientale e l'eliminazione del danno causato dal reato.
"La collaborazione con la regione sta portando importanti innovazione - ha spiegato il procuratore Salvi -. Non è un protocollo di intenti, non è un accordo sulle interpretazioni giuridiche, è la strutturazione di ciò che puo' essere organizzato per rendere piu' efficace ed efficiente il servizio ai cittadini. Ringrazio il presidente Zingaretti per l'impegno costante nella sottoscrizione di questi protocolli firmati in queste ultime settimane. Si lavora in un'ottica dove siamo tutti parte elle stato e si raggiunge il risultato solo se ognuno fa la sua parte".
Le tamatiche legate all'ambiente richiamano anche quelle relative all'impatto sul territorio dei cambiamenti climatici. Mentre le istituzioni regionali provano ad affrontare con strumenti legislativi i temi del contrasto all'inquinamento atmosferico (come è il caso del protocollo che le regionid el Nord foirmeranno il 9 giugno) o quelli di un migliore contrasto ai reati ambientali  (ed è quesato iò tererno su cui si sta cimentando il Lazio), il dossier ''Le città alla sfida del clima", realizzato da Legambiente in collaborazione con Unipol Gruppo fotografa una clima che  sta già cambiando con l'aumento dei  fenomeni metereologici estremi. Dal 2010 ad oggi sono 126 i Comuni  italiani dove si sono registrati impatti rilevanti con 242 fenomeni  meteorologici che hanno colpito l'Italia, provocato danni al  territorio e causati impatti diretti e indiretti sulla salute dei  cittadini. La mappa del rischio climatico pubblicata sull'osservatorio online cittaclima.it. 52 casi di allagamenti da piogge intense, 98 casi di danni alle infrastrutture da piogge intense con 56 giorni  di stop a metropolitane e treni urbani nelle principali città italiane: 19 giorni a Roma, 15 giorni a Milano, 10 a Genova, 7 a  Napoli e 5 a Torino. Ed ancora 8 casi di danni al patrimonio storico,  44 casi di eventi tra frane causate da piogge intense e trombe d'aria, 40 eventi causati da esondazioni fluviali.
Tra il 2010 e gli inizi del 2017, si sono inoltre registrati dal Nord  al Sud del Paese 55 giorni di blackout elettrici dovuti al maltempo.  Il più lungo black out è stato a gennaio 2017: in una settimana oltre  150 mila case sono rimaste senza luce e riscaldamento a causa delle forti nevicate in Abruzzo. Tra le grandi città, Roma negli ultimi  setti anni ha registrato 17 episodi di allagamento intenso, di cui una buona parte solo negli ultimi anni. Tra le regioni più colpite dalle  alluvioni e le trombe d'aria c'è la Sicilia, con più di 25 eventi  concentrati nel territorio siciliano. Rilevante è il tributo che si continua a  pagare in termini vite umane e di feriti: dal 2010 al 2016 sono oltre 145 le persone morte a causa di inondazioni e oltre 40mila quelle  evacuate (dati Cnr). Sottovalutate le onde di calore che possono avere effetti nocivi per la salute, soprattutto per gli anziani e gli  ammalati, quando le temperature diurne superano i 35° C e quelle  notturne non scendono sotto i 25°C.
Dal dossier di Legambiente emerge che dal 2013 al 2016 ben 18 regioni  sono state colpite da 102 eventi estremi che hanno provocato alluvioni o fenomeni franosi generando l'apertura di 56 stati emergenziali.  L'apertura dei 56 stati di emergenza (come riportato nel sito di  Italia Sicura), ha permesso di censire i danni provocati da frane e  alluvioni e di stimare il fabbisogno necessario per fronteggiare  l'emergenza: di fronte ad un danneggiamento accertato di circa 7,6  miliardi di euro, lo Stato ha risposto stanziando circa il 10% di  quanto necessario, 738 milioni di euro, ed erogandone fino ad oggi  circa 618milioni.
Oltre 1,1 miliardi di euro di danni in Campania, 800  milioni in Emilia Romagna e Abruzzo, 700 milioni in Toscana, oltre  600milioni in Liguria e nelle Marche. Cifre che riguardano sia il  patrimonio pubblico e privato che le attività produttive. Per  Legambiente per avere città più resilienti è importante avviare una  serie di interventi mirati, per questo nel suo decalogo propone:  l'approvazione del Piano nazionale di adattamento al clima che deve  avere come priorità la messa in sicurezza delle città più a rischio;  l'elaborazione dei Piani Clima delle città più a rischio e il  rafforzamento del monitoraggio degli impatti sanitari dei cambiamenti  climatici, con specifica attenzione alle aree urbane.

dal sito della Regione Lazio:INSIEME ALLA PROCURA DI ROMA: UN ALTRO PASSO AVANTI IN DIFESA DELL’AMBIENTE

LegambienteLe città alla sfida del clima: gli impatti dei cambiamenti climatici e le politiche di adattamento



( red / 31.05.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top