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Regioni.it

n. 3178 - venerdì 9 giugno 2017

Sommario
- Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto: alleanza "antismog"
- Agricoltura: accordo di solidarietà, 300 milioni alle regioni terremotate
- Lotta alla povertà: primo sì del Governo al reddito di inclusione
- Legge elettorale: i commenti di alcuni presidenti di regione
- Manutentore del verde: standard professionale e formativo
- Commercio: Regioni al lavoro per documento su aperture domenicali
- Governance economia europea: seminario Cinsedo il 12 giugno

+T -T
Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto: alleanza "antismog"

(Regioni.it 3178 - 09/06/2017) Il 9 giugno a Bologna, nella sede della Regione Emilia-Romagna, il Ministero dell’Ambiente e le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno firmato il ‘Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano’, nel quale si ribadisce innanzitutto la centralità di una lotta condivisa contro l’inquinamento atmosferico, fenomeno particolarmente intenso nei territori del Nord Italia. L’intesa punta a misure strutturali e attuate allo stesso modo nelle quattro regioni - regole omogenee di accesso alle Ztl, car-sharing, mobilità ciclo-pedonale, distribuzione diffusa di carburanti alternativi, limitazioni alla circolazione - per dare risposte concrete a un’area di oltre 23 milioni di residenti (il 40% della popolazione italiana). Ad esse si aggiunge lo stanziamento di 16 milioni di euro complessivi da parte del Ministero: 8 milioni per gli eco-bonus delle Regioni, gli incentivi economici per la sostituzione dei veicoli più inquinanti; 8 milioni per ridurre l’inquinamento prodotto dalle attività agricole e zootecniche, promuovendo le buone pratiche. Sono inoltre allo studio misure sulle tasse automobilistiche e misure di carattere legislativo per accelerare la progressiva diffusione di veicoli a basse o nulle emissioni, in sostituzione delle tecnologie tradizionali come i diesel. Condivisa, infine, anche la gestione delle situazioni di emergenza legate al superamento dei limiti di inquinamento da PM10, con divieti temporanei anch’essi comuni e omogenei nelle quattro regioni. L’accordo è stato firmato dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e dai presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e Piemonte, Sergio Chiamparino; e dagli assessori all’Ambiente della Lombardia, Claudia Terzi, e del Veneto, Gianpaolo Bottacin. Presenti gli assessori regionali all’Ambiente dell’Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, e del Piemonte, Alberto Valmaggia.
Una firma che ha chiuso la due giorni di lavori su “Government policies on air quality and climate change”, dedicata alle politiche sulla qualità dell’aria e sul cambiamento climatico attuate a livello europeo, nazionale e nei territori del bacino padano, nell’ambito del Progetto comunitario Prepair. “E’ un accordo importante: per la prima volta le Regioni che insistono sulla Pianura Padana hanno concordato azioni omogenee ed integrate”, sottolinea il ministro Galletti. “Le Regioni hanno approvato Piani sulla qualità dell’aria che si parlano tra loro e qui a Bologna hanno preso impegni a portare avanti ulteriori azioni comuni per migliorare la qualità dell’aria e della vita delle persone”. "Lo smog non ha colore politico, né confini geografici, e nel nome di un impegno condiviso è davvero arrivato il momento di assumerci tutti la responsabilità di attuare politiche che vadano nella direzione di uno sviluppo sostenibile”, afferma il presidente Bonaccini. “L’accordo di oggi rappresenta una svolta in questo senso, a beneficio soprattutto dei cittadini e delle comunità: in soli cinque mesi abbiamo raggiunto un’intesa importante tra le quattro Regioni e il Governo, con azioni concrete e misure omogenee e comuni per combattere lo smog in un’area vasta come la Pianura Padana, cruciale per il Paese, nella quale si concentrano la gran parte degli insediamenti produttivi e 23 milioni di cittadini. E la Regione Emilia-Romagna farà la sua parte: abbiamo messo il rispetto dell’ambiente e un modello di crescita sostenibile al centro della nostra azione politica, approvando fra gli altri un Piano Aria che fissa obiettivi che vanno oltre a quelli stabiliti dalla Ue un Piano energetico che prevede investimenti per 250 milioni di euro nella green economy, nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili”. "Con la firma di questo accordo prosegue il lavoro di coordinamento a livello interregionale su grandi temi di interesse pubblico”, spiega il presidente Chiamparino. “La Regione Piemonte è da tempo attivamente impegnata nel contrasto all’inquinamento anche attraverso progetti capofila, come la tavola semaforica da noi recentemente introdotta e che prevede le varie misure da attuare in caso di sforamento dei livelli di inquinanti dell’aria. E i dati di lungo periodo ci dicono che queste azioni danno risultati concreti e misurabili già nel breve periodo. Con l’intesa odierna creiamo dunque le condizioni perché l’armonizzazione delle azioni di contrasto all’inquinamento crei migliori condizioni di salute e di vita per tutti gli abitanti del bacino padano”. “La firma del nuovo Accordo di Programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano- commenta l’assessore Terzi- è certamente un importante passo in avanti per combattere la piaga dell’inquinamento in un’area in cui risiede il 40% della popolazione italiana e si produce oltre il 50% del PIL nazionale. Una risposta concreta e forte a una situazione di emergenza che si sta protraendo da troppo tempo. Regione Lombardia è attiva da molti anni sul fronte del miglioramento della qualità dell'aria e l'Accordo di oggi rappresenta il frutto di un lungo lavoro tra le Regioni e il Ministero dell'Ambiente. Sono convinta che la strada giusta per raggiungere gli obiettivi sperati sia proprio questa, lavorare insieme per attuare azioni mirate e comuni. Attraverso questa intesa le Regioni e il Ministero interverranno in maniera sempre più determinate sulla riduzione delle emissioni anticipando in questo anche altri Paesi e regioni europee". "Le criticità del bacino padano- ricorda l'assessore Bottacin- sono determinate dalle condizioni meteo stagionali e dalla sua collocazione geografica rispetto al movimento delle masse d’aria. Ma l’efficacia degli interventi si misura sul medio e lungo periodo, non sui picchi di una singola stagione, che possono essere più o meno elevati. Dal 2002 in poi in Veneto la situazione della qualità dell'aria è andata costantemente migliorando: per le polveri sottili PM10 si è registrata una diminuzione del 40%; analogo l'andamento per l'altro inquinante, il biossido di azoto. E' evidente che nessuno ha la bacchetta magica ma per affrontare il problema servono interventi strutturati, non misure spot. Il nostro Piano Aria, già approvato dal Consiglio regionale, insieme a quelli delle altre Regioni del bacino padano e il protocollo firmato oggi con il ministro puntano a rafforzare gli strumenti a nostra disposizione".
"E' un accordo importante: per la prima volta le Regioni che insistono sulla Pianura Padana hanno concordato azioni omogenee ed integrate"_. Cosi' il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti firmando a Bologna, con le regioni Pimeonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, l'accordo per il contrasto allo smog nell'area del bacino padano. "Le Regioni hanno approvato piani sulla qualita' dell'aria che si parlano tra loro - ha detto ancora il ministro - e qui a Bologna hanno preso impegni a portare avanti ulteriori azioni comuni per migliorare la qualita' dell'aria e della vita delle persone". La soddisfazione per l'accordo da parte delle Regioni, è stta espressa da presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: "Lo smog non ha colore politico, ne' confini geografici - - e nel nome di un impegno condiviso e' davvero arrivato il momento di assumerci tutti la responsabilita' di attuare politiche che vadano nella direzione di uno sviluppo sostenibile"
 "Dopo gli accordi del 2005, del 2007 e del 2013, oggi sottoscriviamo, in un contesto di lavoro internazionale, un nuovo e importante impegno, tra le regioni del Bacino padano, per il miglioramento della qualita' dell'aria:un tema di fondamentale interesse per i cittadini delle nostre regioni, per il Paese e per l'Europa". Cosi' l'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile della Lombardia , Claudia Terzi. "Per la Regione Lombardia e' il secondo accordo sottoscritto con lo Stato e con le regioni del Bacino padano, dalla giunta Maroni, segno dell'attenzione e dell'impegno profuso. Il bacino del Po, che con le sue peculiari condizioni orografiche e naturali ha contribuito allo sviluppo economico, sociale e agricolo di questa area del Paese - ha ammesso l'assessore - pone tuttavia delle difficolta' sul fronte del conseguimento degli obiettivi di qualita' dell'aria imposti dalle direttive europee di riferimento. Nelle quattro regioni che firmeranno l'accordo oggi - ha sottolineato la titolare lombarda all'Ambiente - risiede il 40 per cento della popolazione italiana (oltre 23 milioni di persone) e si produce oltre il 50 per cento del Pil nazionale. Questa situazione porta a emissioni complessivamente rilevanti in termini assoluti, anche se comunque inferiori alla media dell'Unione Europea e in linea con quelle dei Paesi piu' avanzati se rapportate al Pil o al numero di abitanti, segno di standard tecnologici e pratiche gestionali comunque tra i piu' avanzati in Europa. D'altro canto, la stessa conformazione orografica e meteoclimatica che ha potuto generare dei vantaggi per le nostre regioni - ha rilevato l'assessore - rende particolarmente difficile la dispersione degli inquinanti e addirittura porta alla formazione di inquinanti secondari, provocando superamenti dei valori limite per polveri sottili, ossidi di azoto ed ozono. Tale condizione costituisce una criticita' gia' in piu' occasioni rappresentata in sede nazionale ed europea".  "La Lombardia e le nostre regioni non si sono certo fermate di fronte a questa constatazione - ha fatto presente l'esponente della giunta Maroni - e da anni stanno affrontando il problema con impegno e determinazione. Sul fronte delle politiche che Regione Lombardia ha messo in campo - ha ricordato Terzi - va citato il Pria, il Piano regionale per la qualita' dell'aria, che comprende ben 91 misure, suddivise nei tre principali settori sui quali interverra' anche l'accordo che andremo a sottoscrivere: 40 relative al macro settore 'Trasporti e mobilita''; 37 misure al macro settore 'Sorgenti stazionarie e dell'energia'; 14 al macro settore 'Attivita' agricole'. "Il nostro impegno, tuttavia, non si è dimostrato risolutivo - ha ammesso Terzi - perché  necessita di essere ampliato alla partecipazione e alla responsabilita' di altri livelli di Governo nazionale ed europeo in grado di intervenire su aspetti regolamentari, normativi e attraverso la messa a disposizione di risorse dedicate. Finalmente, con questo accordo le Regioni e il Ministero interverranno in maniere determinante sulla riduzione delle emissioni, anche attraverso una anticipazione di misure rispetto a quanto avverra' in altri Paesi o regioni europee. Ora, per illustrare in modo puntuale gli impegni assunti - ha concluso l'assessore Terzi - auspichiamo che le nostre Regioni, guidate dal Ministro Galletti, possano presto incontrarsi con il commissario Karmenu Vella in Italia o a Bruxelles e intraprendere un percorso condiviso per la soluzione del problema della qualita' dell'aria nel Bacino padano".
“Al di là del dibattito scientifico sull’interrelazione tra inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici, il dato oggettivo è che abbiamo un problema di inquinamento dell’aria che impatta sulla salute dei cittadini: a questo siamo chiamati a dare delle risposte”. E’ quanto ha rimarcato l’assessore regionale all’ambiente del Veneto, Gianpaolo Bottacin, a Bologna, che poi ha voluto mettere l’accento sull’approccio scientifico e tecnico che è stato tenuto nei confronti di una problematica particolarmente complessa e per la quale non esiste una ricetta unica o preconfezionata. “In Veneto – ha detto - non siamo all'anno zero perché le azioni finora attuate hanno fatto in modo che i pm10 e gli ossidi di azoto siano gradualmente ma costantemente calati fino al 40% negli ultimi anni. Di recente la nostra regione si è dotata anche di un Piano Aria che contiene 66 misure diverse per il miglioramento della situazione atmosferica”.  Nel documento condiviso fra le quattro regioni del bacino padano sono state messe in comune alcune delle 66 misure del Veneto, come ad esempio la classificazione delle stufe in relazione alle emissioni che producono. L’assessore ha evidenziato inoltre che con questo accordo il Veneto insieme alle altre Regioni ha ottenuto dal ministro l'impegno a ridurre il prezzo di benzina, gpl e metano a scapito del diesel per favorire i veicoli meno impattanti in termini di emissioni, come avviene in molte altre nazioni europee. Tuttavia l’assessore ha stigmatizzato anche il fatto che l'Europa è assolutamente schizofrenica nelle sue azioni. Uno degli esempi è che l’UE ha imposto incentivi sugli impianti a biomasse legnose ma ora questi impianti sono i principali responsabili del pm10 in Veneto ma l'Europa non può sanzionarli.  L’assessore ha rilevato con soddisfazione anche l’impegno espresso oggi del ministro di andare in Europa insieme alle Regioni del bacino padano a dire che non ci devono essere sanzioni per l’Italia: “questo – ha concluso - perché da noi le cose le stiamo facendo e i dati dimostrano un miglioramento dell’aria, che continueremo a perseguire anche in futuro”.
Il nuovo accordo per il miglioramento della qualita' dell'aria e' stato sviluppato dalle Regioni Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto con il Ministero dell'Ambiente e riguarda la realizzazione di nuove misure comuni nei tre ambiti principalmente responsabili delle emissioni in atmosfera di polveri sottili (Pm10), biossidi di azoto (NO2) e ammoniaca precursore della formazione di polveri sottili. 
STRUMENTO EFFICACE - L'Accordo costituisce, al tempo stesso, uno strumento efficace per la riduzione delle emissioni e una risposta delle Regioni e dello Stato alla Commissione europea per contrastare l'avanzamento delle due distinte ma convergenti procedure di infrazione, per il biossido di azoto NO2 (infrazione 2015/2043) e per le polveri sottili Pm10 (infrazione 2014 /2147), per violazione degli obblighi di risultato di cui alla direttiva 2008/50/CE.
IL PERCORSO - I lavori di predisposizione dell'accordo si sono svolti da luglio 2016 tra gli assessori (e i presidenti) delle regioni e il ministro Galletti e oggi a Bologna, c'e' stata la sottoscrizione tra il ministro Galletti e i rappresentanti delle regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto in occasione del G7 Ambiente.  
L'Accordo prevede impegni a carico delle Regioni e a carico del Ministero dell'Ambiente per il contenimento delle emissioni dalla circolazione dei veicoli diesel, dal riscaldamento civile a legna, dall'agricoltura e zootecnia. 
Di seguito le principali misure previste in ambito urbano (ambito cruciale per le emissioni dei veicoli diesel e con maggiore esposizione della popolazione) e nelle rimanenti aree di superamento dei limiti di qualita' dell'aria (aree sub urbane estese e in aree rurali). 
MISURE CIRCOLAZIONE VEICOLI DIESEL COMUNI +30.000 ABITANTI - Per la riduzione (principalmente) di polveri sottili e biossido di azoto.  Limitazione della circolazione dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, da applicare entro il 1 ottobre 2018, dal lunedi' al venerdi', dalle ore 8,30 alle ore 18,30, salve le eccezioni indispensabili, per le autovetture ed i veicoli commerciali di categoria N1 (leggeri), N2 (medi) ed N3 (veicoli pesanti) ad alimentazione diesel di categoria inferiore o uguale ad Euro 3.
La limitazione e' estesa alla categoria Euro 4 entro il 1 ottobre 2020 ed alla categoria Euro 5 entro il 1 ottobre 2025 ed Euro 6 pre fase 2 entro il 1 ottobre 2027. La limitazione si applica prioritariamente nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti (39 in Lombardia) presso i quali opera un adeguato servizio di trasporto pubblico locale, ricadenti in zone presso le quali risulta superato uno o piu' dei valori limite del Pm10 o del biossido di azoto NO2. 
Per la sostituzione dei veicoli diesel il Ministero dell'Ambiente ha messo a disposizione delle 4 Regioni fino a 8 milioni di euro. Le Regioni dovranno contribuire con proprie risorse. 
MISURE PER LA LIMITAZIONE D'USO DI IMPIANTI A LEGNA INQUINANTI - Per la riduzione (principalmente) di polveri sottili, biossido di azoto e benzo(a)pirene.  Si prevede, secondo un definito calendario di attuazione, di realizzare misure di progressivo divieto di installazione di impianti non performanti ai sensi di un decreto ministeriale di prossima pubblicazione che stabilisce una nuova classificazione ambientale; di utilizzare solo pellet di qualita' superiore (privo di inquinanti presenti in pellet di minore qualita'); di vietare l'installazione di impianti a legna per il conseguimento degli obiettivi di uso del 50% di energia da fonti rinnovabili nelle zone in cui vi siano i superamenti dei limiti di qualita' dell'aria (in queste aree si utilizzeranno maggiormente la geotermia e il solare fotovoltaico). L'ultima misura e' gia' in atto in Emilia Romagna. 
Per la sostituzione dei vecchi impianti sono disponibili contributi del conto termico nazionale per complessivi (circa) 700 milioni di euro. 
INTERVENTI IN AGRICOLTURA E ZOOTECNIA - Per la riduzione di emissioni di ammoniaca, precursore della formazione secondarie a di polveri sottili (Pm10).  Si prevede di supportare l'applicazione di pratiche finalizzate a ridurre le emissioni prodotte dalle attivita' agricole e a unificare nel bacino padano e a semplificare le Autorizzazioni integrate ambientali (Aia). 
Per gli interventi in agricoltura il Ministero Ambiente ha messo a disposizione delle 4 Regioni fino a 8 milioni di euro. Le Regioni dovranno contribuire con proprie risorse. 
MISURE EMERGENZIALI TEMPORANEE - Da attivarsi al verificarsi, per piu' giorni consecutivi, del superamento dei limiti di qualita' dell'aria.   Attivazione di misure con criteri comuni su due livelli di criticita': Il primo da realizzare al superamento dei 50 ug/mc per 4 giorni consecutivi; il secondo al superamento dei 50 ug/mc per 10 giorni consecutivi.   Misure sul traffico proposte (sulla base di iniziative gia' in atto in Regione Emilia Romagna): 1 livello: autoveicoli privati limitazione almeno fino all'Euro4 dalle 8,30 alle 18,30 nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti presso i quali opera un servizio di trasporto pubblico locale, ricadenti in zone presso le quali risulta superato uno o piu' dei valori limite del Pm10 o del biossido di azoto NO2. Veicoli commerciali almeno fino all'Euro 3 dalle 8,30 alle 12,30. 2 livello: autoveicoli privati limitazione almeno fino all'Euro 4 dalle 8,30 alle 18,30 nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti presso i quali opera un servizio di trasporto pubblico locale, ricadenti in zone presso le quali risulta superato uno o piu' dei valori limite del Pm10 o del biossido di azoto NO2. Veicoli commerciali almeno fino all'Euro 3 dalle 8,30 alle 18,30 e fino all'Euro 4 dalle 8,30 alle 12.30. 
IMPEGNI DEL MINISTERO AMBIENTE -  Contributo economico di 16 milioni di euro complessivi per le misure sui diesel e in agricoltura.  Impegni ad attivare le procedure di concertazione o interlocuzione con: il Ministero dell'Economia e delle finanze al fine di individuare ulteriori risorse economiche per la sostituzione dei veicoli e le misure di compensazione per gli operatori soggetti agli obblighi previsti; con il Ministero dell'Economia e delle Finanze al fine di valutare la possibilita' di aggiornare le tasse automobilistiche utilizzando il criterio del bonus-malus; il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una proposta di modifica del decreto legislativo 285/1992, finalizzata ad includere gli aspetti relativi alla tutela dell'ambiente nelle procedure di determinazione dei limiti di velocita'; il Ministero dello Sviluppo economico al fine di aggiornare gli incentivi del 'conto termico' e assicurarne la compatibilita' con i divieti previsti; il Ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali al fine di promuovere presso le competenti autorita' il finanziamento con fondi comunitari delle misure previste in agricoltura; rappresentare alla Commissione europea, con le Regioni del Bacino Padano, le specificita' del Bacino Padano anche al fine di attuare un comune impegno per lo sviluppo di iniziative per il miglioramento della qualita' dell'aria. A promuovere le opportune iniziative, anche di carattere legislativo, al fine di accelerare, nel medio periodo, la progressiva diffusione di veicoli a basse o nulle emissioni, in sostituzione di tecnologie tradizionali, quali ad esempio il diesel.
 
[Lombardia] LOMBARDIA. BACINO PADANO, NUOVO ADP PER L'ADOZIONE DI MISURE COMUNI PER LA QUALITA' DELL'ARIA

[Veneto] INQUINAMENTO ATMOSFERICO. ASSESSORE VENETO: ‘’DAL MINISTRO, SU RICHIESTA DEL VENETO, IMPEGNO A RIDURRE IL PREZZO DEI CARBURANTI MENO IMPATTANTI’’


( red / 09.06.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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