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Regioni.it

n. 3184 - lunedì 19 giugno 2017

Sommario
- Codice terzo settore: Conferenza delle Regioni straordinaria il 20 giugno
- Siccità: chiesto lo stato di emergenza nazionale
- Lolli il 20 giugno alla Farnesina per "Italia Paese di viaggiatori"
- Incendi boschivi: dotarsi di una propria flotta
- Riforma P.A. : Madia, al via "terzo tempo", per ascoltare gli enti locali
- Province: se strade o scuole sono insicure saranno chiuse

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Province: se strade o scuole sono insicure saranno chiuse

(Regioni.it 3184 - 19/06/2017) Strade o scuole provinciali se insicure saranno chiuse. Lo annuncia il presidente dell'Upi, Achille Variati, intervenendo a Bologna ai lavori del seminario sullo stato della finanze delle Province.
“I servizi che non possono più essere svolti, perché le strade mettono a rischio gli automobilisti o le scuole non sono sicure, saranno chiusi. – afferma Variati - Non possiamo essere noi a prenderci colpe delle scelte sbagliate di Governo e Parlamento che non hanno voluto assicurare con la manovra le risorse necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini”.
Quindi Variati spiega che dal 2013 al 2016 le entrate delle Province sono scese del -43% e la spesa complessiva si è quasi dimezzata, arrivando a -47%. L'82% delle entrate proprie vengono sottratte dai territori e trattenute nel bilancio dello Stato, invece di finanziare, come prescritto dall'articolo 119 della Costituzione, i servizi locali.
“Un quadro scoraggiante - rileva Variati - che oltre a rappresentare chiaramente lo stato di crisi finanziaria delle Province dimostra come da tre anni a questa parte ci sia stato impedito di fare programmazione. La nostra capacità di investimento è crollata del 62% e il patrimonio pubblico che gestiamo, 130 mila chilometri di strade e tutte le 5.100 scuole superiori italiane, si sta deteriorando in maniera pericolosa”.
Pertanto Variati aggiunge: “Per questo giovedì prossimo in Conferenza Stato Città non intendiamo dare l'intesa sulla ripartizione dei fondi del tutto insufficienti riservati dalla manovra alla sicurezza di strade e scuole. Non vogliamo abituarci, come qualche volta ci sembra di cogliere nei nostri interlocutori istituzionali, a navigare tra le macerie”.
Anche in un articolo del quotidiano “La Stampa” del 17 giugno, dal titolo esemplificativo “Province con le casse vuote”, si anticipano le condizioni di quello che viene definito lo sfascio delle Province “che nel frattempo han perso 20mila dipendenti, sono rimasti pur sempre 5.179 edifici scolastici (70% senza certificato di prevenzione incendi), ben 130mila chilometri di strade e almeno 30mila tra ponti, viadotti e gallerie. In base alle rilevazioni dell’Upi già oggi circa 5.000 chilometri di arterie sono chiuse per frane, crolli o smottamenti e su almeno il 52% della rete gli enti sono stati costretti ad inserire un limite di velocità di 30 o 50 chilometri all’ora motivando ragioni di sicurezza. Interventi disperati che in alcuni casi adesso sono impediti perché le amministrazioni non sono nemmeno più in grado di sostenere i costi della segnaletica che si renderebbe necessaria”.  
Ora l’ultima manovra del Governo concede alle Province 170 milioni, ma c’è ancora un mezzo miliardo da coprire: “Abbiamo strade talmente disastrate che sembrano quelle di Kabul - spiega Variati -. Credo che il Paese meriti qualcosa di più e la politica, quella grande, deve rendersi conto che se non riesce a dare risposte è come se costruisse l’autostrada dell’antipolitica”. 

++ Province, se strade o scuole insicure, saranno chiuse ++
[La Stampa] Province con le casse vuote. Chiuse le strade colabrodo per evitare le cause per danni



( gs / 19.06.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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