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Regioni.it

n. 3190 - martedì 27 giugno 2017

Sommario
- Corte dei Conti: Rendiconto generale dello Stato
- Rifiuti nucleari: Calenda entro il 2017 la carta dei siti idonei per deposito
- Terremoto: incontro regioni con Gentiloni
- Fauna selvatica: "operatore abilitato" per piani di controllo
- Inps: meno di un milione di lavoratori domestici
- Atti della Conferenza Stato-Regioni dell'8 giugno

+T -T
Corte dei Conti: Rendiconto generale dello Stato

(Regioni.it 3190 - 27/06/2017) “Con il giudizio di parificazione del Rendiconto generale dello Stato, - spiega la Corte dei Conti - che si esprime a consuntivo sulla regolarità della gestione del bilancio statale, si conclude il ciclo dei controlli che, in tale materia, la Costituzione e il Legislatore affidano alla Corte dei Conti. Controlli che hanno a riferimento la tutela dell’equilibrio dei conti pubblici, ma con un angolo visuale che si estende fino a ricomprendere il vasto perimetro di tutte le Amministrazioni pubbliche”.
In Italia "il recupero della crescita del prodotto interno lordo, dopo una lunga crisi, appare ancora troppo modesto, e in ritardo rispetto alla ripresa in atto negli altri principali Paesi europei". La Corte dei Conti aggiunge che "l'elevato livello del debito pubblico impone alla politica economica di proseguire lungo un 'percorso di rientro' molto rigoroso". Sul fronte degli acquisti si conferma "la centralità" della Consip. Inoltre, sempre secondo la Corte, va affrontato "il fenomeno della corruzione in una logica sistematica che tenga in adeguata considerazione la diffusività del fenomeno e l'insufficienza delle misure finora apprestate".
Nel 2016 sono stati raggiunti gli obiettivi di saldo concordati in sede europea. Ora vediamo alcuni numeri del Rendiconto finanziario dello Stato 2016.
Il saldo netto da finanziare è di 41,5 miliardi (era di 88 miliardi nel 2015), per effetto di entrate finali per 519,7 e spese finali per 559,4 miliardi.
L’avanzo primario di cassa è risultato di circa 30 miliardi (nel 2015 il saldo era negativo per quasi 14 miliardi) e l’indebitamento netto di circa 40 miliardi (era di 83 miliardi nel 2015).
“La gestione patrimoniale dell’esercizio finanziario 2016 – spiega la Corte dei Conti - ha prodotto un peggioramento complessivo pari a 39,5 miliardi (lo scorso anno era stato di 66,8 miliardi), con una eccedenza passiva che ha raggiunto i 1.797,9 miliardi (1.758,4 miliardi nel 2015)”.
Le entrate finali accertate, oltre 581 miliardi, hanno segnato un significativo aumento (2,1 per cento) proseguendo nella crescita già registrata nel 2015.
Nel 2016 la spesa diretta dello Stato per investimenti, rappresenta solo il 12,5 per cento degli stanziamenti definitivi in conto capitale: poco più di 5 miliardi che si traducono in circa 4 miliardi di impegni e 2 miliardi di pagamenti di competenza, mentre impegni e pagamenti totali sono entrambi di poco superiori a 4 miliardi. Importi comunque inferiori ai livelli registrati nel 2015.
Il presidente di coordinamento delle sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, Angelo Buscema, spiega che in Italia "il recupero della crescita del prodotto interno lordo, dopo una lunga crisi, appare ancora troppo modesto e, soprattutto, in ritardo rispetto alla ripresa in atto negli altri principali Paesi europei", aggiungendo che “il bilanciamento della politica economica e della gestione della finanza pubblica appare particolarmente complesso per l'Italia”.
Sempre Buscema sostiene che “l'elevato livello del debito pubblico", elemento di "maggiore vulnerabilità" dell'Italia, "impone alla politica economica, ben di più di quanto non derivi dai vincoli fissati con le regole europei sui conti pubblici, di proseguire lungo un 'percorso di rientro' molto rigoroso".
Inoltre le misure messe in atto mentre “sembrano avere salvaguardato l'operare di interventi di sostegno dei comparti produttivi, non hanno prodotto risultati di contenimento del livello complessivo della spesa”, afferma Buscema, e pertanto “resta, quindi, ancora attuale la necessità di una revisione attenta di quanto può, o non può, essere a carico del bilancio dello Stato”.
In altre parole i tagli alla spesa pubblica non hanno prodotto finora gli effetti desiderati, ma serve ancora un processo di selezione della spesa attento a non incidere negativamente sul potenziale di crescita del Paese.
Mentre il procuratore generale della Corte dei Conti, Claudio Galtieri, si sofferma sul tema corruzione, che è ancora devastante e con misure insufficienti.
Occorre affrontare "il fenomeno della corruzione in una logica sistematica che tenga in adeguata considerazione la diffusività del fenomeno e l'insufficienza delle misure finora apprestate dall'ordinamento". Il sistema dei controlli, spiega Galtieri, risulta "scarsamente efficace" anche per “contrastare quei comportamenti illeciti i cui effetti negativi sulle risorse pubbliche sono, spesso, devastanti”.
In un’apposita sezione della Relazione sono esposti i risultati delle verifiche sulla regolarità dei procedimenti di spesa delle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato effettuate con l’utilizzo di modelli di campionamento statistico consolidati in ambito europeo.
“Le verifiche – spiega la Corte dei Conti - si sono concluse con suggerimenti alle Amministrazioni per gli opportuni correttivi utili al miglioramento dell’azione amministrativa”.
È stata infine ampliata, con il coinvolgimento di cinque Sezioni regionali di controllo (Lazio, Lombardia, Liguria, Marche e Umbria) la sperimentazione avviata in sede regionale volta a svolgere analoghe verifiche.

http://www.corteconti.it/in_vetrina/dettaglio.html?resourceType=/_documenti/in_vetrina/elem_0232.html



( Giuseppe Schifini / 27.06.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Capo redattore: Giuseppe Schifini
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