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Regioni.it

n. 3200 - mercoledì 12 luglio 2017

Sommario
- Corte dei Conti: Relazione 2015 su gestione finanziaria Regioni
- UE: Serracchiani incontra rappresentante Commissione
- Terremoto: Ue, risorse per ricostruzione Regioni colpite
- Incendi: interventi Protezione Civile
- Giubileo della Luce: primi 17 interventi in 11 Regioni
- Parere su Ddl disposizioni urgenti per Mezzogiorno

+T -T
Corte dei Conti: Relazione 2015 su gestione finanziaria Regioni

(Regioni.it 3200 - 12/07/2017) La Corte dei Conti presenta l’analisi della gestione finanziaria delle Regioni e delle Province autonome nel corso del 2015.
Le Regioni sono sostanzialmente 'promosse' sul rispetto del patto di stabilità interno, pur "con talune criticità".
La Corte dei Conti effettua anche la comparazione con il periodo 2012-2015, registrando un quadro in cui emergono "segnali di cambiamento, all'interno di un quadro di sostanziale continuità con il passato".
Rispetto al patto di stabilità interno, infatti, segnala la Corte dei Conti, il regime dei saldi in pareggio ha vincolato la quasi totalità della spesa corrente e una quota ancor più consistente della spesa in conto capitale.
E' stato inoltre positivo l'andamento delle entrate delle Regioni nel 2015 rispetto al 2012. Si segnala che l'incremento è stato dell'1,8% per quelle ordinarie e del 21,4% per quelle a statuto speciale.
Per quanto riguarda l'andamento della spesa corrente, nel quadriennio 2012-2015 è stato sostanzialmente stabile in quelle ordinarie (-0,81%) e in aumento in quelle speciali (+7,1%).
Secondo la relazione della Corte dei Conti il debito a lungo termine con oneri a totale carico delle Regioni è passato da 63,7 miliardi nel 2014 a 66,13 nel 2015, di cui 55,44 miliardi per le regioni ordinarie e 10,68 miliardi per le speciali. Anche il debito a breve verso i fornitori tra il 2013 e il 2015 ha mostrato un incremento del 41,67%.
Con riferimento agli equilibri di bilancio, "si rileva che il saldo complessivo del quadriennio evidenzia un deficit di -15,9 miliardi; il saldo complessivo della gestione di competenza nell'annualità 2015, invece, è positivo per 1,47 miliardi. La gestione di cassa nel 2015 è in avanzo per 1,2 miliardi, mentre nel quadriennio registra un disavanzo complessivo di -465 milioni".
"Apprezzabili" anche gli effetti del riaccertamento straordinario dei residui sulle 13 Regioni che hanno partecipato alle relative operazioni: la massa dei residui attivi risulta ridimensionata di circa 24,3 miliardi (-24,2%). Di dimensioni però ancora "ragguardevoli" il fenomeno dei cd. ''mutui a pareggio'' che ha prodotto in alcune Regioni l'abnorme aumento del disavanzo finanziario sostanziale per effetto di investimenti realizzati con coperture puramente contabili e risorse destinate ad altre finalità.
L'analisi dell'andamento della spesa nel quadriennio 2012-2015 mostra, invece, dal lato degli impegni, una crescita della spesa regionale (+2,93%) riferita ai primi tre Titoli. Con riferimento alla spesa in conto capitale, gli impegni diminuiscono nelle Rso (-12,27%), con particolare riferimento alle aree Nord e Centro, mentre risultano in crescita al Sud (+58,25%) e nelle Rss (+11,28%). La spesa corrente appare sostanzialmente stabile nelle Rso (-0,81%) e in aumento nelle RSS (+7,17%). Con riferimento alla gestione del bilancio nel 2015 emerge, tra l'altro, che i residui finali, a livello globale (65 miliardi), diminuiscono rispetto a quelli accertati ad inizio esercizio 2015 (71,3 miliardi). Allo stesso tempo, risulta che, dei 65 miliardi finali, quasi 35 derivano dall'esercizio di competenza, di cui circa la metà è prodotto da Regioni da tempo armonizzate.
Il debito a lungo termine con oneri a totale carico delle Regioni aumenta nell'esercizio 2015, passando da 63,70 miliardi nel 2014 a 66,13 miliardi nel 2015, di cui 55,44 miliardi per le RSO e 10,68 miliardi per le RSS. L'indebitamento pro capite medio nel 2015 è pari a 1.088 euro, in aumento di 313 euro rispetto al 2012. Il debito a breve verso i fornitori tra il 2013 e il 2015 mostra un incremento del41,67%. Quanto ai valori patrimoniali del comparto nel 2015 evidenziano un diffuso ridimensionamento rispetto al 2014 da imputare,principalmente, alle operazioni di riaccertamento straordinario dei residui effettuate in 13 Regioni.
L’incidenza della spesa farmaceutica complessiva (territoriale e ospedaliera) accertata da Aifa è stata pari, nel 2015, al 16,52% del FSN, superiore quindi di 1,7 punti percentuali al tetto programmato (14,85%), con uno scostamento assoluto di 1,8 miliardi. Solo il Veneto (14,38%) e le Province autonome di Trento (13,27%) e di Bolzano (13,67%) hanno una spesa inferiore al 14,85% dei rispettivi Fondi sanitari regionali. All’apice dell’incidenza sul FSR troviamo la Regione Sardegna (20,76%), seguita da quattro Regioni in piano di rientro (Puglia, Abruzzo, Campania, Calabria), nelle quali si registra un’incidenza ricompresa tra il 17,9% e il 18,8% del FSR. Scostamenti minimi rispetto al tetto programmato si riscontrano, invece, in Piemonte (15,29%), Emilia-Romagna (15,36%), e Lombardia (15,41%). Tra le prime 6 Regioni che spendono complessivamente di più per i prodotti farmaceutici, vi sono quattro Regioni che hanno registrato i più alti livelli di spesa farmaceutica ospedaliera (in ordine decrescente: Toscana, Sardegna, Abruzzo, Puglia).
Nel settore sanitario permane il ritardo nella definizione del riparto del finanziamento del fondo sanitario nazionale. Prosegue il percorso di riduzione dei disavanzi: da -6 miliardi nel 2006 a -1 miliardo nel 2015. Anche il debito verso i fornitori continua a decrescere, da 34,2 miliardi del 2012 a 22,9 miliardi del 2015. La spesa farmaceutica ha invece, secondo il monitoraggio dell'Aifa, toccato nel 2015 i 18 miliardi (+1 miliardo rispetto al 2014), sforando nuovamente il tetto di spesa previsto. L'eccedenza è imputabile essenzialmente alla farmaceutica ospedaliera. Nei primi dieci mesi del 2016 già si è rilevata una spesa superiore a quella programmata. Numeri questi che comunque, concludono i giudici contabili, non intacca i livelli di assistenza sanitaria che per la Corte dei Conti resta "adeguata".

Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni – Esercizio 2015 - 12.07.2017

( Giuseppe Schifini / 12.07.17 )
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