Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 3215 - mercoledì 2 agosto 2017

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 3 agosto
- 37 anni fa la strage di Bologna
- Il Decreto per la crescita economica del Mezzogiorno convertito in legge
- Federalismo differenziato: Forza Italia propone referendum
- Federalismo fiscale: Friuli Venezia Giulia presenta modifiche a Statuto
- Sport: Marini, sul podio del tiro a volo grazie a grandi qualità atlete umbre
- Atti della Conferenza Unificata del 27 luglio

+T -T
37 anni fa la strage di Bologna

Gentiloni: "La storia non si archivia. La forza della verità non si può fermare"

(Regioni.it 3215 - 02/08/2017) "A trentasette anni dal 2 agosto 1980, l'Italia si raccoglie in ricordo dell'umanità straziata nella stazione di Bologna, teatro di un attentato infame e sanguinoso nella nostra storia repubblicana", inizia così la dichiarazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in ricordo della terribile e drammatica strage di Bologna.  "La strage della stazione fu parte di un disegno eversivo. Quella strategia di destabilizzazione, che mirava a scardinare le basi democratiche e frenare il progresso sociale dell'Italia, ha seminato per lunghi anni nel Paese lutti, tragedie, paure. Gli italiani hanno saputo reagire con una forte unione, difendendo la nostra convivenza, i principi di civiltà su cui essa poggia, i valori e i diritti che assicurano la libertà dei cittadini.
La coesione ci ha consentito di respingere il terrorismo e ci consentirà di affrontare ogni insidia alla vita democratica". Ma, ha ammonito il capo dello Stato "la ricerca della verità, e l'affermazione piena della legalità, sono strettamente connesse con i valori democratici. Le sentenze definitive, pronunciate dalla magistratura, hanno affermato responsabilità gravi che contribuiscono a delineare le strategie criminali e destabilizzanti. Il bisogno di verità tuttavia non può fermarsi dove sono presenti ancora zone d'ombra, e pone traguardi verso i quali tendere".
Il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, nel suo discorso alla cerimonia di commemorazione delle vittime della strage della stazione di Bologna (che si è tenuta a Palazzo D'Accursio) non nasconde i ritardi dello Stato nel dare risposte ai familiari: "Penso che lo Stato abbia ancora un debito da onorare nei confronti dei familiari delle vittime e dei feriti di quella strage, nei confronti di quanti hanno chiesto la verità. So bene che nulla potrà compensare il dolore che quella bomba ha causato, ma questo non puo' esimerci dal porre rimedio alle mancanze che si sono registrate negli anni", ammette il ministro. "Su queste nel tempo si e' instaurata una polemica che condiziona il ricordo che dovrebbe essere unito per essere ancora piu' forte", ammonisce Galletti.
Concetti ribaditi anche dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nel messaggio inviato al presidente dell'Associazione delle vittime, Paolo Bolognesi, in vista dell'anniversario. "Trentasette anni dopo il terribile attentato del 2 agosto 1980, e' fondamentale coltivare il ricordo di una stagione drammatica per l'Italia, segnata dalla folle violenza terroristica, proseguendo nella ricerca della completa verità. La ringrazio - scrive Gentiloni a Bolognesi - per avermi inviato il manifesto in memoria delle vittime e dei feriti della strage alla stazione di Bologna". Quest'anno, il messaggio sul manifesto preparato dall'Associazione dei familiari è particolarmente critico nei confronti della magistratura, visto che la Procura di Bologna ha deciso di chiedere l'archiviazione dell'inchiesta sui mandanti: "La storia non si archivia. La forza della verità non si può fermare. La giustizia faccia la sua parte". Continua il messaggio del presidente del Consiglio: "L'impegno della vostra Associazione, nel corso di questi anni, ha permesso di consolidare un percorso di memoria condivisa, basato sulla consapevolezza storica e sui valori di democrazia e di liberta' su cui e' fondato il nostro Paese".
Ma alla cerimonia per il 37esimo anniversario della strage di Bologna, va in scena la protesta dei familiari delle vittime contro le "promesse mancate" del governo sull'applicazione della legge sui risarcimenti. I parenti hanno abbandonato la sala del Consiglio comunale poco prima dell'intervento del ministro Gian Luca Galletti, chiamato a rappresentare il governo. "Con tutto il rispetto del ministro dal punto di vista della persona, proprio perche' rappresenta il governo e le sue promesse mancate - ha spiegato il presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi - abbiamo deliberato di uscire dall'aula prima che prendesse la parola. Il comportamento di questo governo e' stato assolutamente scorretto e truffaldino. La legge nel 2004 fu votata all'unanimita' dal Parlamento ma la questione non e' ancora risolta". Critiche anche sull'applicazione delle direttiva Renzi sulla desecretazione degli archivi sulle stragi: "ha aspetti incredibili. Sembra che gli unici che vogliono vedere le carte siano i familiari delle vittime. E' una barzelletta".
Immediata la replica del ministro Galletti : "Comprendiamo l'insoddisfazione dei familiari delle vittime e sappiamo che la strada e' ancora lunga ma si sta continuando a lavorare per dare risposte. Questa - ha aggiunto - e' la giornata del ricordo non delle polemiche. Credo che l'unita' della nostra comunita' di fronte ai ricordi sia ancora la cosa piu' preziosa e importante da rafforzare. E' un momento per unirsi e per stingersi attorno alla nostra città".
Alla manifestazione era presente il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che sul proprio profilo facebook pubblica la foto della piazza gremita e la storica immagine dell'orologo della stazione, fermo alle 10.25.  "Alla Stazione, come ogni anno - scrive Bonaccini - Per non dimenticare. E pretendere verità e giustizia".
Il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, hasottolineato che questa giornata "costituisce uno degli ultimi sussulti di chi pensava che questo Paese dovesse essere governato in modo autoritario, prescindendo dai diritti delle persone, limitando quelli dei lavoratori, delle donne, di quanti ambivano a vivere la vita secondo il proprio talento, la propria natura, di tutti quelli che limitavano l’idea stessa di una società aperta, libera, nella quale le forze dell’ordine, le forze armate, le istituzioni dovessero essere unite a presidio della Costituzione che qualcuno, invece, pensava di poter piegare ad un disegno di restaurazione. Ecco, il fatto di commemorare quel giorno, oggi, tutti insieme, nella dimensione descritta dalla Costituzione della Repubblica racconta di una battaglia, quella antifascista, che non finisce mai e che - ha ribadito il presidente della Regione Puglia, intervenendo, a Bari, Palazzo di Città, alla commemorazione della strage di Bologna - continueremo nonostante il tempo, l’età, nonostante il diluirsi del ricordo, assieme anche ai partigiani che non ci sono più ma che sono vivi nel nostro ricordo e nel nostro futuro. Perché senza di loro, questa battaglia non sarebbe neanche cominciata e sarebbe difficile da proseguire. Commemorando questa persone, riaffermiamo i diritti di libertà. Come abbiamo già ricordato il 28 luglio, per la strage di via Nicolò dell’Arca, questi sono momenti nei quali al dolore si associa la soddisfazione, quasi la felicità di essere sempre stati dalla parte  giusta, quella di chi ha lottato per la libertà in questo Paese. Ed anche questo 2 agosto è un riaffermarsi della democrazia e della libertà. Ed è per questo che dentro di noi, insieme al dolore ed alla malinconia, c’è anche l’orgoglio di  chi ha saputo resistere, resistere, resistere”. 
"La verita' su esecutori neofascisti della Strage di Bologna e' storia. La ricerca della verita' sui mandanti del 2 agosto è inderogabile impegno". Lo scrive su twitter Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.
La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel trentasettesimo anniversario della strage di Bologna, in cui persero la vita 85 persone tra cui il ternano Sergio Secci, rinnova i sentimenti di “profondo dolore e vicinanza ai familiari delle vittime”, rivolgendo un pensiero particolare a Lidia Secci, madre di Sergio e moglie di Torquato Secci. “Sergio Secci, la cui vita è stata spezzata il 2 agosto 1980 ad appena 24 anni nel sanguinoso attentato alla stazione ferroviaria di Bologna, lottava per un mondo migliore: è nel nome del figlio di questa nostra Umbria e in quello di tutte le vittime innocenti del terrorismo di ieri e di oggi che dobbiamo unirci e impegnarci per fermare chi, seminando violenza e morte, vuol ledere la democrazia, i diritti civili e la libertà di ognuno di noi. Dal giorno della morte di Sergio, straziato dall’ordigno alla stazione – ricorda la presidente - hanno dedicato la loro vita a chiedere verità e giustizia, per il loro figlio, per tutte le vittime e per la libertà e la democrazia del nostro Paese. Non si sono ripiegati nel dolore e nel ricordo, ma dal dolore e dal ricordo è scaturito un mirabile impegno civile portato avanti attraverso l’Associazione fra i familiari delle vittime della strage di Bologna, che Torquato ha guidato fino alla fine dei suoi giorni, e che Lidia prosegue con forza e determinazione. È lei stessa – conclude la presidente Marini - a ricordarci come sia fondamentale mantenere viva la memoria di quanto accaduto per allontanare il ‘buio’ del terrorismo e a invitare le giovani generazioni a perseguire i valori che animavano la vita del loro Sergio, un giovane che ‘odiava la violenza e amava quella discussione pacata e civile che ti fa crescere e rende migliori’”.


( red / 02.08.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top