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Regioni.it

n. 3218 - lunedì 7 agosto 2017

Sommario
- Trasferiti ad Anas 3500 km di strade in 11 regioni
- Banda larga: serve un percorso rapido ma approfondito di confronto
- Parere sul regolamento ammissibilità spese per risorse europee
- Torrenti: mancata unificazione Camere Commercio è occasione sprecata
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di luglio
- Il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Tiramisù conteso

+T -T
Torrenti: mancata unificazione Camere Commercio è occasione sprecata

(Regioni.it 3218 - 07/08/2017) L'assessore Gianni Torrenti, dopo la decisione del Governo di costituire due Enti camerali in Friuli Venezia Giulia (comunicata nella Conferenza Stato-Regioni del 3 agosto), ha sottolineato che siamo di fronte ad "un'opportunità sprecata, anche in considerazione della debolezza della Camera della Venezia Giulia rispetto a quella del Friuli. In ogni caso, sia pur nei tempi necessari alla predisposizione di una norma ad hoc, l'accorpamento rimane sullo sfondo. E dunque confidiamo che l'obiettivo di un'unica Camera di commercio in Friuli Venezia Giulia possa essere comunque raggiunto". Peraltro. ha proseguito Torrenti, un soggetto unico "è anche coerente con l'assetto istituzionale della Regione e con l'ipotesi di una Regione sempre più forte e sempre più unita assieme".
Ripercorrendo quanto avvenuto a Roma il 3 agosto, Torrenti ha ricordato che la decisione di mantenere due enti camerali distinti è avvenuta "dopo una discussione alla mattina che ci aveva portato all'accoglimento di due emendamenti molto importanti che avrebbero dato assoluta garanzia di rappresentatività a tutti i territori".
"L'ipotesi formulata dalla Regione - ha precisato - avrebbe sancito il pari ed equilibrato diritto di Gorizia, di Trieste, di Udine e di Pordenone di essere presenti nella Giunta camerale. E parallelamente quella nostra ipotesi avrebbe salvaguardato la Commissione d'esame del Fondo Gorizia. Siamo convinti che questo sarebbe stato il punto più avanzato possibile, offrendo la prospettiva di un organismo forte perché rappresentativo di 100mila imprese e quindi con le spalle robuste anche nei confronti del resto del Paese".
Nel ricordare come, nel pomeriggio, è infine prevalsa la tesi delle due Camere distinte, "che il Governo ha motivato con ragioni tecniche", l'assessore Torrenti ha riconosciuto che quanto deciso "rappresenta una soluzione che "chiaramente anche una parte di territorio ha difeso". Riferendosi alla possibilità di un'eventuale ricorso, di cui si parla a Pordenone, Torrenti ha concluso precisando: "dal momento che il nostro parere non era vincolante, che non abbiamo competenza e che le motivazioni addotte dal Governo sono tecniche, e anche se un eventuale ricorso appare essere in capo ai soggetti direttamente coinvolti, faremo comunque un approfondimento.
La posizione politica della Regione è stata espressa, sia pure a titolo di principio, in Conferenza Stato-Regioni"."La Regione aveva trovato la disponibilità tecnica del Governo a una soluzione che andava incontro alle legittime esigenze di tutti i territori, tutelando anche le aree meno robuste. In un secondo momento, nello stesso giorno, il Governo ha mutato parere sul testo in alcuni punti, tra i quali l'accorpamento delle Camere di Udine e Pordenone, e il mantenimento della Camera della Venezia Giulia", ha spiegato l'assessore regionale Gianni Torrenti, secondo il quale "pur rimanendo indiscutibile che la Regione non ha competenza in materia, la scelta di creare un'unica Camera di commercio regionale ha una valenza strategica in linea con la politica di aggregazione territoriale e funzionale sin qui perseguita dalla Regione. Dobbiamo rammaricarci per questo ripensamento".
Il Friuli Venezia Giulia aveva dato durante la riunione della Conferenza delle Regioni, che ha precesuto, come si è detto. la Conferenza Stato-Regioni, parere favorevole alla proposta del Governo di un unico Ente camerale regionale, concordando con gli uffici tecnici del Ministero l'accoglimento di alcune modifiche del decreto. La nota emendativa concordata chiedeva che - "vista la straordinarietà dell'operazione che riduce da 4 a 1 le Camere di commercio completando il progetto di unificazione già avviato con l'accorpamento delle Camere di commercio di Trieste e di Gorizia nella camera della Venezia Giulia - fosse previsto un emendamento con cui garantire rappresentanza territoriale piena in tutti gli organi compresa la giunta camerale a tutte e quattro le Camere di commercio preesistenti accorpate (Udine, Pordenone, Trieste e Gorizia) quindi anche a quelle che, sulla base dei criteri economici, non sarebbero garantite. E' inoltre necessario valorizzare la gestione del Fondo Gorizia con riferimento alle previsioni normative contenute nella L 700/1975 che - si chiude la nota - consentono l'integrazione della Giunta camerale con un'adeguata rappresentatività del territorio dell'ex provincia di Gorizia".
"In Conferenza delle Regioni e fino alla fine della Conferenza Unificata del primo pomeriggio - ha proseguito Torrenti - non avevamo alcun sentore che la posizione del Governo fosse cambiata rispetto alla settimana scorsa, e per questo avevamo lavorato per perfezionarla nell'ottica di una tutela complessiva". Il Governo ha successivamente comunicato che la richiesta precedentemente accolta di avere un'unica Camera di commercio veniva cassata per ragioni tecniche, riportando così il testo alla versione presentata da Unioncamere. A fronte di questo evento, la Regione Friuli Venezia Giulia ha chiesto che venisse verbalizzata la modifica in senso negativo del parere espresso al mattino". "Questa novità improvvisa, che non ha tenuto conto dell'opportunità di leggere il territorio nel suo complesso, ora andrà gestita dalle due Camere di commercio, che - ha concluso Torrenti - avranno il compito di ricucire rapporti e dialogo tra tutti i soggetti coinvolti".





( red / 07.08.17 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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