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Regioni.it

n. 3225 - venerdì 8 settembre 2017

Sommario
- Governo vara tre decreti sulla riforma della Pubblica Amministrazione
- Riordino gioco pubblico: ok ad intesa, gli emendamenti proposti
- Medicina convenzionata: nulla osta ad aggiornamento atto di indirizzo
- Vaccini: linee guida dalle Regioni
- Dati economici dall'Istat e dal ministero dell'economia
- Accordo Regioni-Poletti sui Centri per l'impiego: i commenti degli assessori

+T -T
Governo vara tre decreti sulla riforma della Pubblica Amministrazione

Esaminate alcune leggi regionali

(Regioni.it 3225 - 08/09/2017) Il Consiglio dei ministri dell’8 settembre ha varato, tra l’altro, una serie di provvedimenti, tra questi tre decreti riguardanti la riforma della Pubblica Amministrazione, che introducono disposizioni integrative e correttive ai decreti legislativi di attuazione della riforma della pubblica amministrazione.
Tra le novità il domicilio digitale, l'indirizzo online attraverso cui ogni cittadino potrà essere raggiunto dalla P.A., poi è prevista l'Anagrafe unica della popolazione residente: chi vorrà potrà subito attivare il domicilio come posta elettronica certificata o servizio elettronico di recapito in linea con le regole Ue.
In sintesi si tratta:
Razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato
Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
Il decreto apporta alcune integrazioni e modifiche alla disciplina di alcuni profili relativi all’assorbimento del personale del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri, nella Polizia di Stato, nel Corpo della Guardia di finanza, nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nel Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, anche con riferimento al regime transitorio relativo ai procedimenti disciplinari pendenti, chiarendo al contempo l’assetto di alcune funzioni trasferite.
Codice dell’amministrazione digitale
Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, recante modifiche e integrazioni al codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche
Il decreto integra e modifica alcune disposizioni del Codice dell’amministrazione digitale, in conformità a quanto previsto dalla legge delega, al fine di accelerare l’attuazione dell’agenda digitale europea, dotando cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale.
Le linee portanti del nuovo intervento legislativo sono:
- proseguire nell’opera di razionalizzazione delle disposizioni contenute nel Codice dell’amministrazione digitale e di deregolamentazione già avviata con il precedente intervento;
- rafforzare la natura di “carta di cittadinanza digitale” della prima parte del Codice, concentrando in essa le disposizioni che attribuiscono a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented, quello a partecipare effettivamente al procedimento amministrativo per via elettronica e quello a effettuare pagamenti online;
- promuovere integrazione e interoperabilità tra i servizi pubblici erogati dalle diverse amministrazioni;
- garantire maggiore certezza giuridica in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti digitali;
- rafforzare l’applicabilità dei diritti di cittadinanza digitale e accrescere il livello di qualità dei servizi pubblici e fiduciari in digitale;
- promuovere un processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e garantire un utilizzo più efficace dei dati pubblici attraverso moderne soluzioni di data analysis.
- Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali
Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169
Il decreto tiene conto del riparto di competenze costituzionale tra Stato e Regioni, prevedendo una nuova classificazione dei porti e creando una netta distinzione tra porti nazionali e porti regionali, con la conseguente ripartizione degli oneri relativi alle spese infrastrutturali. Inoltre, con la nuova classificazione è previsto che le funzioni dei porti non siano più predeterminate normativamente, ma stabilite dal piano regolatore portuale, al fine di rendere più snelle le modifiche di utilizzo delle aree portuali rispetto al mutare dei traffici commerciali. La nuova normativa prevede, tra l’altro, , la seguente classificazione:
- categoria I: porti, o specifiche aree portuali, finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello Stato;
- categoria II: porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza internazionale e nazionale, rientranti nelle Autorità di Sistema portuale (AdSP);
- categoria III, porti, o specifiche aree portuali, di rilevanza interregionale e regionale.
Il decreto prevede inoltre l’adeguamento delle funzioni del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale in materia di governance del lavoro portuale, al quale vengono prevalentemente trasferite le funzioni che prima erano svolte dall’Ente gestore e l’estensione ai membri del Comitato di gestione dell’Autorità delle disposizioni vigenti in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico”.
Sono state anche approvati quattro decreti legislativi che introducono misure necessarie all’attuazione e all’adeguamento della normativa nazionale a direttive o regolamenti europei, che interessano: 1) Sicurezza degli impianti nucleari; 2) Diffusione delle specie esotiche invasive; 3) Sanzioni per la violazione di norme a tutela dei consumatori di prodotti alimentari; 4) Fondi di investimento europei a lungo termine.
Inoltre il Consiglio dei ministri ha deliberato, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, la nomina della Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’economia e delle finanze, dott.ssa Paola De Micheli, a Commissaria straordinaria del Governo ai fini della ricostruzione nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a partire dal 24 agosto 2016.
Sono state anche previste delle anticipazioni di somme per la spesa sanitaria. Il Consiglio dei ministri ha infatti deliberato, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, l’autorizzazione all’anticipazione di somme in favore delle Regioni Abruzzo e Campania, a valere sulle rispettive spettanze residue a titolo di finanziamento del Servizio sanitario nazionale (SSN), a norma dell’articolo 1 del decreto legge 7 ottobre 2008, n. 154.
Poi il Governo è intervenuto anche deliberando la determinazione di intervento nei giudizi di legittimità costituzionale promossi dalle Regioni Liguria, Piemonte, Abruzzo, Lombardia, Campania, Toscana e Veneto contro alcuni articoli del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, recante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”.
Infine sono stati esaminate alcune leggi regionali, deliberando:
- di impugnare la legge della Regione Puglia n. 28 del 13/07/2017, “Legge sulla partecipazione”, in quanto alcune norme prevedono strumenti di partecipazione regionale relativamente a opere statali e di interesse nazionale che incidono significativamente sul dibattito pubblico previsto per tali opere dalla legislazione statale di riferimento. Ne consegue la violazione della competenza legislativa riservata allo Stato in punto di determinazione dei livelli essenziali concernenti i diritti civili e sociali di cui all’art. 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione; la violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione, per contrasto con i princìpi fondamentali in materia di «produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia»; la violazione dei criteri indicati dall’art. 118 della Costituzione per l’allocazione e la disciplina delle funzioni amministrative; nonché la violazione del principio di buon andamento dell’azione amministrativa ex art. 97, primo comma, della Costituzione;
-di non impugnare:
la legge della Regione Puglia n. 22 del 13/07/2017, recante “Riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126”;
la legge della Regione Puglia n. 23 del 13/07/2017, recante “Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126. Regolarizzazione carte contabili in favore del Tesoriere regionale Banco di Napoli Intesa S. Paolo, mesi da maggio a dicembre 2016. Sezione competitività delle filiere agroalimentari”;
la legge della Regione Puglia n. 24 del 13/07/2017, recante “Riconoscimento di debito fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126. Regolarizzazione carte contabili in favore del Tesoriere regionale Banco di Napoli Intesa S. Paolo, mesi di febbraio, aprile, maggio, luglio 2016”;
la legge della Regione Puglia n. 25 del 13/07/2017, recante “Riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126”;
la legge della Regione Puglia n. 26 del 13/07/2017, recante “Riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126”;
la legge della Regione Puglia n. 27 del 13/07/2017, recante “Riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126”;
la legge Statutaria della Regione Valle d’Aosta, pubblicata sul Bur n. 37 del 16/08/2017: “Testo di legge di cui all’articolo 15, secondo comma, dello Statuto speciale, recante:” Modificazioni alla legge regionale 25 giugno 2003, n.19 (Disciplina dell’iniziativa legislativa popolare, del referendum propositivo, abrogativo e consultivo, ai sensi dell’articolo 15, secondo comma, dello Statuto speciale)”, approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 26 luglio 2017, con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti”;
la legge della Regione Emilia-Romagna n. 15 del 18/07/2017, recante “Collegato alla legge comunitaria regionale 2017 – abrogazioni di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali . Modifiche alle leggi regionali n. 11 del 2012, n. 2 del 2017 e n. 4 del 2017”;
la legge della Regione Emilia-Romagna n. 13 del 18/07/2017, recante “Istituzione del comune di Alta Val Tidone mediante fusione dei comuni di Caminata, Nibbiano e Pecorara nella provincia di Piacenza”;
la legge della Regione Emilia-Romagna n. 14 del 18/07/2017, “Legge comunitaria regionale per il 2017”;
la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 26 del 17/07/2017, recante “Modifiche alla legge regionale 14 febbraio 2014, n. 1 (Disposizioni per la prevenzione, il trattamento e il contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo, nonché delle problematiche e patologie correlate)”;
la legge della Regione Marche n. 22 del 10/07/2017, recante “Modifica alla legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 Disciplina del Consiglio delle autonomie locali”;
la legge della Regione Marche n. 23 del 10/07/2017, recante “Modifiche alla legge regionale 16 febbraio 2015, n. 3 “Legge di innovazione e semplificazione amministrativa”;
la legge della Regione Marche n. 24 del 20/07/2017, recante “Variazione generale al bilancio di previsione 2017/2019 ai sensi del comma 1 dell’articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 - (1° provvedimento)”;
la legge della Regione Veneto n. 15 del 18/07/2017, recante “Interventi per lo sviluppo della previdenza complementare e del welfare integrato regionale del Veneto”;
la legge della Regione Veneto n. 16 del 19/07/2017, recante “Seconda variazione generale al bilancio di previsione 2017-2019 della Regione del Veneto”. 


( red / 08.09.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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