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Regioni.it

n. 3226 - lunedì 11 settembre 2017

Sommario
- Maltempo Livorno: Rossi, 3 milioni per interventi urgenti
- Fondo non autosufficienze 2017: raccomandazioni per l'intesa
- Bonaccini: serve federalismo a perimetro variabile
- Al via il nuovo anno scolastico
- Vaccinazione obbligatoria: l'informazione nelle Regioni
- Oliverio su sanità e lavoro in Calabria

+T -T
Bonaccini: serve federalismo a perimetro variabile

(Regioni.it 3226 - 11/09/2017) In una lunga intervista al quotidiano “libero” il presidente dell’Emilia-Romagna (che è anche presidente della Conferenza delle Regioni), Stefano Bonaccini spiega il vento autonomista che sembra soffiare anche nella sua Regione, offrendo però dei distinguo rispetto alle iniziative referendarie intraprese in Lombardia e in Veneto. “C'è una cosa che mi accomuna a Maroni e Zaia: l'idea che in questo Paese – spiega Bonaccini - sarebbe giusto che le regioni virtuose e con i conti in ordine possano essere premiate. Dopodiché sarebbe utile concentrarsi sullo strumento da utilizzare per provare a raggiungere l'obiettivo. Anche perché è evidente il carattere propagandistico del referendum di Lombardia e Veneto ed il tentativo di piegare la loro consultazione di ottobre ad un plebiscito da spendere alle politiche la prossima primavera quando si voterà. Altrimenti non si spiega il perché la Lega in particolare non abbia concesso maggiore autonomia alle Regioni quando governava il Paese, contemporaneamente alle due Regioni in questione”.
La strada dell’Emilia-Romagna è dunque differente: siamo “convinti che una maggiore autonomia gestionale ci garantirebbe possibilità di crescere ulteriormente e se cresciamo noi cresce meglio anche il Paese, visto che ne siamo una delle locomotive. Per fare questo – aggiunge il presidente dell’Emilia-Romagna - abbiamo deciso di intraprendere la via Costituzionale attraverso l'articolo 116. Abbiamo individuato le macroaree su cui chiedere più competenze: lavoro e formazione, impresa, ricerca e sviluppo, territorio e ambiente, salute. Contiamo già a fine settembre di avere pronta la proposta definitiva”.
Rispetto ai referendum Bonaccini è esplicito: “Non basta domandare ai cittadini se vogliono più autonomia, che è un po' come chiedere se vuoi bene a tua mamma. Bisogna entrare nel merito e specificare le competenze sulle quali chiedere maggiore autonomia e, in ragione di queste, quali risorse trattenere per poterle gestire. Anche perché alla fine di questo percorso, per poterla ottenere, deve essere approvata dal Parlamento una legge a maggioranza assoluta. E se chiedi di avere maggiore autonomia su tutte le competenze o di trattenere il residuo fiscale per decine di miliardi di euro non significa maggiore autonomia, ma secessione, anche perché nessun governo la concederebbe”. E, aggiunge “a differenza della Lega noi abbiamo sempre collocato la valorizzazione delle autonomie locali in un quadro di sacralità dell'unità nazionale”.
L'Emilia-Romagna è diventata molto vitale imprenditorialmente “La vitalità – secondo Bonaccini - nasce da una consolidata tradizione in una terra dove peraltro l'ossatura è data sì dall'industria, ma soprattutto dalla piccola e media impresa. Tradizione che oggi si è rafforzata grazie al Patto per il Lavoro che all'inizio della legislatura, nel luglio 2015, ho proposto a enti locali, imprese, sindacati, università e associazioni del Terzo settore con l'obiettivo comune di raggiungere un traguardo: creare sviluppo e buona occupazione. Tutti hanno aderito al Patto e la capacità di istituzioni, parti sociali, sistema economico imprenditoriale di lavorare insieme delineando il modo in cui competere, come sistema, a livello globale, si sta rivelando vincente”.
In ogni caso “tornano a essere centrali i territori”, non intesi come confini amministrativi, ma come comunità che esprimono identità, vocazioni e specializzazioni. Asset territoriali che, se sostenuti da politiche regionali e nazionali adeguate, diventano competitive a livello internazionale”. Come si può in questa ottica continuare a ragionare di federalismo? Serve, secondo il Presidente dell’Emilia-Romagna - un federalismo a perimetro variabile che, applicando la Costituzione, porti a più autonomia e autogoverno per quelle Regioni che hanno dimostrato capacità in termini di bilancio, di politiche e di coordinamento strategico dei soggetti e delle potenzialità dei territori. È la strada che ha scelto l'Emilia-Romagna. Un'autonomia, però, che favorisca questi territori nel loro ruolo di traino e locomotive dell'intero Paese, che indichi una strada possibile a tutte le Regioni. Ciò permetterebbe alle Regioni meglio posizionate nel nuovo contesto europeo di diventarne leader, e alle altre di agganciarsi a questi processi di aggiustamento strutturale, ricompattando il Paese in una strategia di crescita articolata ma unitaria e solidaristica”.

lunedì 11 settembre 2017
 [Libero] Bonaccini: LE REGIONI LEADER HANNO DIRITTO ALL'AUTONOMIA


( sm / 11.09.17 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
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Capo redattore: Giuseppe Schifini
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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