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Regioni.it

n. 3226 - lunedì 11 settembre 2017

Sommario
- Maltempo Livorno: Rossi, 3 milioni per interventi urgenti
- Fondo non autosufficienze 2017: raccomandazioni per l'intesa
- Bonaccini: serve federalismo a perimetro variabile
- Al via il nuovo anno scolastico
- Vaccinazione obbligatoria: l'informazione nelle Regioni
- Oliverio su sanità e lavoro in Calabria

+T -T
Maltempo Livorno: Rossi, 3 milioni per interventi urgenti

Solidarietà immediata da Emilia-Romagna e Liguria

(Regioni.it 3226 - 11/09/2017) Livorno stravolta e devastata dall'ondata di maltempo (6 morti e due dispersi) che ha colpito  nella notte fra il 9 e il 10 settembre la Toscana  e  molte altre regioni italiane. Per il Presidente della Repubbllca, Sergio Mattarella, "Questa ennesima calamità provocata da straordinario maltempo dovrà sollecitare al più presto nel mondo politico una riflessione, seria e approfondita, sugli effetti dei cambiamenti climatici e su come difendere efficacemente il nostro territorio".
E' in arrivo la dichiarazione dello stato d'emergenza per Livorno. "Nell'immediato - ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, al termine del vertice sul nubifragio che ha colpito la citta' toscana - se ci saranno le condizioni, come credo che ci siano, ci sarà  la dichiarazione dello stato d'emergenza che prevedera' le risorse per intervenire nell'immediato".
 "Credo siano necessari poteri straordinari affidati alla Regione in questa fase di emergenza, ma anche in quella successiva. Se vogliamo che le opere necessarie alla messa in sicurezza del territorio siano realizzate presto e bene, non possiamo intervenire con i lacci delle procedure ordinarie". Lo sostiene il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, durante l'incontro con il ministro dell'ambiente Carlo Galletti, venuto a Livorno per rendersi conto dei danni provocati dalla bomba d'acqua che ha causato 6 morti e due dispersi, ha sottolineato che "È proprio su loro, sul ritrovamento dei dispersi - ha detto Rossi - che dobbiamo concentrare gli sforzi. Poi è necessario pensare a dare sollievo alle famiglie, ad aiutare coloro che hanno avuto case e proprietà invase da acqua e fango, perché non siano lasciate sole. Faremo in modo da monitorare la situazione affinché ciò non accada. Poi stiamo lavorando per avere il quadro completo degli interventi strutturali necessari, che stasera presenteró al responsabile nazionale della Protezione civile, Borrelli".E tra gli interventi indispensabili alla messa in sicurezza dell'area livornese, il presidente Rossi ha indicato quelli sui quattro corsi d'acqua responsabili degli allagamenti, a partire dall'Ugione, poi il Rio Maggiore e il Rio Ardenza, oltre al Chioma. Su tutti questi, ha ricordato il presidente, erano stati effettuati di recente interventi di ripulitura da parte del Consorzio costa Toscana.
Quella verificatasi a Livorno per il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi  "non è una situazione straordinaria, si tratta di una situazione che si ripete, rispetto alla quale bisogna, come sollecita anche il Presidente della Repubblica, tutti quanti attrezzarci. La dico così è inconcepibile ed è inaccettabile, che per quanto l'evento atmosferico sia stato così pesante – e anch'io non lo definisco straordinario – che possano morire 6 persone e si stiano cercando 2 dispersi. E' evidente che ci vogliono piani, iniziative automatiche, anche consapevolezze diverse rispetto a quelle attuali".
 "La prevenzione va fatta. La Regione Toscana ha un legge che impedisce di costruire nell'alveo dei fiumi. In maniera molto precisa. E io dò le dimissioni se qualcuno pensa di poterla andare a toccare", ha detto ancora il presidente Rossi intervenendo a Radio 1 Rai. "Abbiamo fatto una legge che dal 2019 impedisce nuove lottizzazioni nei terreni agricoli e nelle periferie di città e paesi. E quindi abbiamo preceduto un dibattito fatto che va avanti ormai da decenni a livello nazionale", ha continuato ripercorrendo l'iter legislativo. "Abbiamo anche fatto una catalogazione di tutti i corsi d'acqua della Toscana e abbiamo deciso quali spettano per manutenzione al Genio Civile e ai Consorzi di bonifica che sono stati riformati". In particolare -ha aggiunto il presidente "informo che i corsi d'acqua che sono a Livorno, quelli che hanno esondato, sono corsi d'acqua la cui manutenzione spetta al Consorzio della Costa, il cui direttore da noi interpellato ci ha risposto di aver fatto manutenzione sull'Uglione, sia sul Rio Maggiore, sia sull'affluente Chioma, sia sul Rio Ardenza. Adesso si tratta di verificare tutto questo. Si tratta di procedere rapidamente alla pulizia dei corsi d'acqua. E poi si tratta di aiutare le famiglie a ripulire gli scantinati". Sugli interventi del volontariato Rossi ha aggiunto: il 10 settembre di "sera abbiamo fatto un punto con le Pubbliche Assistenze, le Misericordie, la Croce Rossa, i volontari della Toscana ed è venuto fuori che quest'ultima è la necessità delle famiglie. Quindi abbiamo deciso di aumentare da 200 a 250 la dotazione dei volontari regionali e di chiedere alla Protezione Civile nazionale di aggiungerne altri 100. In tutto saranno quindi 400. Inoltre sto cercando di contattare la Folgore, perchè magari qualche apporto in più potrebbe essere significativo". Sul tema delle Allerte Rossi ha concluso il suo intervento: "Quando scatta un'emergenza, si risponde con una reazione adeguata. A Pisa, ad esempio, con lo stesso codice l'allerta è stato dato e sono state informate tutte le famiglie. Serve quindi una crescita collettiva. Il sistema di allerta è stato codificato. A livello nazionale la Protezione Civile ha stabilito codici uguali per tutti. Si può essere antisistema, ma i codici, quando sono stabiliti, valgono per tutti. Ripeto: il sindaco di Pisa, con lo stesso codice, ha dato l'allerta".
Immediatamente scatta la molla della solidarietà interregionale. "Partite all'alba 7 squadre Protezione Civile Regione Emilia-Romagna verso Livorno. Vicini a sindaco Nogarin, Presidente Rossi e ai livornesi", scrive su twitter Stefano Bonaccini, presidente regione Emilia Romagna.
 Sette squadre di volontari (11 operatori da Reggio Emilia e 10 da Parma) sono partite questa mattina all’alba per Livorno, d’intesa con il Dipartimento nazionale della Protezione civile, per portare soccorso ai territori colpiti dal violento nubifragio di ieri. “Come accade ogni volta che c’è bisogno, l’Emilia-Romagna c'è", afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, esprimendo la “vicinanza alle persone e alle istituzioni toscane”. I volontari sono partiti attrezzati con mezzi per aiutare nella rimozione del fango. Sono già al lavoro per ripulire due scuole. Il punto sull’intervento in Toscana è stato fatto nel corso di un incontro in Regione tra il presidente Bonaccini, l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, il direttore dell'Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Mainetti, e una delegazione in rappresentanza delle 361 associazioni di volontariato di Protezione civile dell’Emilia-Romagna, guidate dal presidente del comitato di coordinamento, Volmer Bonini. Una riunione per proseguire i lavori degli Stati generali di protezione civile, che hanno coinvolto gli oltre 16.400 volontari della regione, impegnati in una serie di incontri finalizzati a raccogliere proposte per la revisione della legge 1/2005 sul sistema di Protezione civile dell’Emilia-Romagna. “Se in Italia non ci fosse il volontariato di protezione civile sarebbe molto più complicato dare risposte alle grandi emergenze”, ha sottolineato Bonaccini. “Per questo stiamo lavorando per aggiornare e semplificare la legge che garantisce il funzionamento di tutto il sistema regionale e faremo uno sforzo ulteriore per assicurare risorse e investimenti per la prevenzione e la sicurezza del territorio”. Con l’assestamento di bilancio, a luglio è stato stanziato 800 mila euro per le attività del volontariato di protezione civile e per il funzionamento dei Centri unificati provinciali; in autunno sarà approvato un nuovo piano da 1,5 milioni di euro per il potenziamento delle strutture di protezione civile. “Entro l’anno arriveremo alla nuova legge continuando il percorso comune avviato insieme ai volontari e alle associazioni”, ha aggiunto Gazzolo esprimendo anche la “grande soddisfazione per la gestione della campagna antincendi boschivi, appena conclusa”, che ha registrato oltre 720 incendi e impegnato 1.780 volontari. “E’ un sistema che si muove e si è mosso con un’ottima capacità di gestione e coordinamento e che vogliamo continuare a sostenere confermando anche quest’anno un adeguato investimento finanziario”.
Dopo l’allerta rossa emanata sabato dalla Liguria e il maltempo che si è esteso alle altre regioni colpendo in particolare la Toscana e Livorno dove si contano sei morti e due dispersi, il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone  hanno messo a disposizione le strutture regionali e uomini e mezzi per offrire il concreto supporto della regione. “Questa mattina – spiegano il presidente Toti e l’assessore Giampedrone – il Dipartimento Nazionale ci ha autorizzato e i nostri volontari stanno partendo per raggiungere Livorno, dopo aver effettuato tutte le ricognizioni di mezzi e di risorse disponibili”. Sono trenta i volontari in partenza dal polo di S. Stefano, suddivisi su sei squadre che fanno capo a Claudio Scaletti, capo colonna mobile. Accanto ai volontari, il Dipartimento della Protezione civile di Regione Liguria ha messo a disposizione diverse strutture e strumenti.
E'prevista per il 12 settembre la seduta della giunta regionale della Toscana in cui sarà dichiarato "lo stato di emergenza regionale e chiederemo al governo nazionale il riconoscimento dello stato di calamità", ha spiegato ancora il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a margine del vertice presso la sala operativa provinciale integrata di Livorno, cui hanno partecipato anche l'assessore all'ambiente e protezione civile, Federica Fratoni, e il sindaco Filippo Nogarin. E sempre il 12 settembre – ha proseguito - "metteremo subito a disposizione 3 milioni di euro per gli interventi di somma urgenza". "Ho parlato stamani (11 settembre, ndr) con il premier Gentiloni – ha detto ancora Rossi – che ha dato la disponibilità del governo ad intervenire per Livorno e ho avuto colloqui anche con il ministro dell'ambiente Galletti e con il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli. Oggi è giusto non intralciare il lavoro dei soccorritori e di tutti coloro che si stanno impegnando per ripristinare un primo stato di normalità, ma già domani – ha informato – sarà di nuovo in città insieme a Borrelli per un sopralluogo e per una prima verifica di ciò che servirà per far risollevare prima possibile Livorno." "Sono vicino, e con me lo è tutta la giunta regionale, – ha continuato il presidente – ai familiari della vittime colpiti da una morte inaccettabile e voglio esprimere la mia vicinanza a tutta la cittadinanza livornese, che ringrazio, perché ancora una volta, nella difficoltà, ha dimostrato di avere forza d'animo e capacità di reazione fuori dal comune." Per quanto riguarda la natura dell'allerta diramato il 10 settembre dalla sala operativa regionale della protezione civile regionale, il presidente Rossi ha specificato che il codice arancione non differisce da quello rosso se non per l'ampiezza delle zone interessate e che consente ai sindaci di mettere in campo tutte le azioni di prevenzione necessarie.
Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti all'indomani del nubifragio che ha colpito Livorno, commentando le polemiche tra il Comune e la Regione Toscana sull'intensita' dell'allerta lanciata dalla protezione civile (lo scarto cioè tra allerta arancione e rossa) ha detto che c'è bisogno di un centro meteo nazionale, che oggi ci manca. Io non voglio tornare sulle polemiche della revisione del titolo V della Costituzione, cioe' sull'attribuzione delle competenze. Oggi pero' con questa Costituzione non e' possibile avere un centro meteo nazionale perché la meteorologia è affidata alle Regioni".Questo, prosegue il ministro a margine di una conferenza internazionale sulla geotermia in corso a Firenze, "e' un errore grave, da segno rosso, perche' oggi avere invece un centro meteo nazionale con delle linee guida nazionali rafforzerebbe il sistema". Per questo, spiega, "ci stiamo ponendo gia' da tempo questo problema: c'è infatti un emendamento presentato al Senato che va nella direzione di dare un ruolo di coordinamento allo Stato, visto che almeno questo ci vuole". Con l'emendamento in questione "vorremmo recepire il trattato internazionale fatto con i Paesi che partecipano al consorzio del centro data meteo europeo. Centro che, per la sua parte informatica, verra' a Bologna nel 2019. Quello deve essere il momento in cui mettere insieme tutte le risorse meteorologiche delle varie regioni, cosi' almeno da costituire una casa comune". Tuttavia, conclude Galletti, "ribadisco: cambiamo il prima possibile il titolo V della Costituzione perche' per portare avanti la lotta ai cambiamenti climatici abbiamo bisogno di centralizzare gran parte di quei poteri che oggi sono affidati ai comuni e alle regioni".
Immediata la risposta del presidente della Giunta regionale, Enrico Rossi alla proposta del ministro dell'Ambiente:"Sono d'accordo con il ministro Galletti, la Regione toscana è pronta a collaborare per un Centro di Meteorologia nazionale. Siamo sicuri che il Lamma della Regione e del Cnr sara' preso come punto di riferimento".

 

MALTEMPO. RIPRISTINATO PARZIALMENTE A LIVORNO TORRENTE UGIONE

Dal sito della Regione Toscana

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( sm / 11.09.17 )
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